ELENA E MICHELA MARTIGNONI.
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I BORGIA, IL DELITTO, LA VENDETTA.
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Parte 3.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Versione digitale fornita da: Amedeo Marchini.
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13.
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Il bargello Riccardo Fusco.
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Il bargello Riccardo Fusco non era molto alto, ma aveva un fisico asciutto e proporzionato. Gi da
qualche anno i suoi capelli neri erano striati di grigio, come la barba che gli copriva le guance scavate.
La carnagione scura rimarcava i lineamenti forti del suo viso, e la fermezza degli occhi azzurri,
contornati da rughe sottili e un po chiusi dal gonfiore delle palpebre, distraeva lattenzione dal naso
troppo pronunciato. Cavalcando nella notte verso palazzo Calvi, alla testa dei suoi uomini, Riccardo
pensava alle seccature che sarebbero scaturite da quella storia. Il servo trafelato che si era presentato al
suo palazzo per avvertirlo dellaccaduto non si era dilungato nei dettagli, ma la vicenda era
inequivocabile. Non aveva ancora trovato il ladro che aveva ucciso il Roncaglini n chiariti i motivi
dellimprovviso decesso del Ravelli, ed ecco un altro cardinale morto ammazzato! Questa volta per
lassassino aveva un volto e un nome: Andrea Gianani. Prima di scrivere al governatore di Roma e
riferire tutto a Sua Santit, Fusco voleva accertare i fatti di persona. Aveva subito inviato due uomini a
piantonare palazzo Gianani, nel caso poco probabile che il giovane assassino fosse rientrato a casa sua,
poi, scortato da sei uomini e da Tito Ferro, il suo braccio destro, si era avviato a cavallo verso il luogo
del delitto. Forse un altro funzionario, a quellora indegna, avrebbe mandato un luogotenente in
avanscoperta, ma Riccardo non delegava volentieri, preferiva fare da s, soprattutto in casi delicati
come quello. Nella corte interna di palazzo Calvi trov diverse persone confuse, che i suoi uomini
radunarono nel salone. Alcuni ospiti erano rientrati alle loro abitazioni: la marchesa, il marito e la figlia
e anche un anziano gentiluomo, per esempio, non avevano voluto trattenersi fino allarrivo del bargello.
Altri, pi per curiosit che per dovere, si erano fermati a commentare laccaduto. Fusco scelse il
maestro di casa come primo referente e si chiuse con lui e Tito Ferro in uno studio. Dunque esord
Riccardo rivolgendosi al capo della servit. Pi tardi mi direte i nomi dei servitori e degli ospiti del
cardinale. Voglio ascoltare la testimonianza di tutti. Ora riassumetemi i fatti. Mentre il cardinale
cenava con i suoi ospiti, come mi era stato preannunciato, al portone si  presentato un mercante
darte. Il suo nome? Non lo so, Eccellenza. Tito, vai a chiamarlo. Non  qui, capitano
intervenne il maggiordomo.  fuggito perch temeva che messer Gianani lo volesse uccidere... Il
cardinale lo conosceva bene? No... non mi pare. Sua Eminenza si recava spesso nella bottega di
mastro Simone per acquistare opere darte, forse lha conosciuto l. Mastro Simone  una nostra
vecchia conoscenza intervenne Tito Ferro. Lo stiamo tenendo docchio da tempo... per i suoi
traffici. Manda subito qualcuno a prelevarlo ordin Fusco a Tito che si allontan per eseguire il
compito, poi rivolgendosi nuovamente al maggiordomo continu: Era la prima volta che quelluomo
veniva qui? No, il cardinale lo aveva ricevuto qualche settimana fa, insieme con mastro Simone.
Dovevano consegnargli una tela. Quale? Un ritratto che ora si trova nella camera da letto di Sua
Eminenza. Poi me la mostrerete. Continuate. Un servo ha fatto accomodare il mercante nella
galleria. Il mercante aveva con s un altro quadro? S. Sul tavolo dove Sua Eminenza  caduto c
una tela nuova... ora per  tutta sporca. La esaminer comunque. Proseguite. Il cardinale si 
assentato per recarsi nella galleria. Ma in quel momento nella sala da pranzo si  presentato messer
Gianani. Era furioso... Perch non gli avete impedito di vedere il cardinale, se era tanto alterato?
Messer Gianani era un caro amico di Sua Eminenza, come potevo immaginare quello che sarebbe
successo? Che intendete quando affermate che era un caro amico di Sua Eminenza? Sotto lo
sguardo indagatore del bargello il maggiordomo arross. Eccellenza, non so, non posso dire nulla di
preciso. Il cardinale aveva molti... amici, e io non ascolto i pettegolezzi della servit. E quali
sarebbero? chiese ostinato Fusco. Il maestro di casa abbass gli occhi, restando in silenzio. Ferro,
rientrato nella sala, si avvicin al servitore. Erano amanti? Non posso giurarlo. Il Gianani si 
ingelosito trovando il cardinale con il mercante e...? Non lo so, Eccellenza. Finite il vostro
racconto riprese Fusco. Messer Gianani si  diretto verso la galleria, allontanando i paggi che avevo
mandato per scortarlo. Sarebbe stato scortese contrariare un amico del cardinale, non ho potuto
insistere. Come mi aveva ordinato Sua Eminenza, sono restato con gli ospiti finch non ho udito il
mercante che gridava di aver assistito allomicidio del cardinale e che il Gianani voleva uccidere anche
lui. Quando siamo accorsi, messer Andrea ci ha minacciati col pugnale, poi si  chiuso dentro la
galleria ed  fuggito dal retro. E il mercante intanto scappava dal portone principale... Perch secondo
voi? Forse era un ricettatore... disse il maggiordomo esitante. E non voleva farsi trovare qui.
Sapreste descrivermelo? Il maggiordomo fu alquanto vago, aveva notato solo la zoppia del mercante.
Ora conducetemi dove  stato assassinato il cardinale, voglio esaminare il suo corpo concluse Fusco.
Il maggiordomo si inchin, mentre sopraggiungeva una guardia che teneva in mano la bisaccia di
Andrea. Capitano disse a Riccardo. Sul cavallo del Gianani abbiamo trovato questa. Fusco ne
analizz il contenuto: un libro, alcuni indumenti, un sacchetto di ducati. Aveva premeditato lomicidio
e si era preparato alla fuga? si chiese Fusco superando la porta della galleria che i suoi uomini avevano
scardinato. Il Gianani era cos adirato con il cardinale da ucciderlo davanti a tutti e scappare senza
pensare alle conseguenze del suo gesto? Una scelta illogica. Pi probabile invece che la sua rabbia nei
confronti del Calvi fosse degenerata in un raptus di gelosia. Ma era ancora presto per trarre conclusioni.
Leleganza di Lorenzo Calvi era sparita. Il suo corpo, riverso sopra il tavolo, era rigido e scomposto.
Riccardo Fusco ordin a una guardia di girare il cadavere per analizzare la ferita alla giugulare. Un
taglio di pugnale, netto, preciso. Il volto di Lorenzo era esangue, gli occhi ancora sbarrati dalla sorpresa
che lo aveva colto nellistante della morte. Uno dei suoi uomini si avvicin, porgendo a Fusco un
pugnale insanguinato. Capitano,  stato ritrovato vicino alla porta secondaria. Fusco prese lo stiletto
e lo rigir tra le mani. Si trattava di un pugnale comune, con una lama molto affilata. Il manico di osso
era privo di segni particolari. Non era unarma riconoscibile da uno stemma e poteva essere stata
acquistata in una qualunque armeria. Era improbabile che appartenesse al cardinale, quindi era del
Gianani o del misterioso ricettatore. Porgendo larma a Ferro, che la ripose in una tasca, Fusco ordin
di rimuovere il corpo del cardinale. Sul tavolo dove era caduto Lorenzo vide il dipinto. Rappresentava
un nudo di uomo sullo sfondo di un giardino, ma il volto, coperto da una vasta macchia di sangue
raggrumato, era irriconoscibile. Ordin comunque a Ferro di confiscarla, si diresse alla porta di servizio
ancora piantonata da un servo e usc sulla via, cercando di immaginare da che parte fosse fuggito
Andrea. Un labirinto di possibilit si apriva da quella parte. Le vie strette formavano un dedalo nel
quale era facile nascondersi. Comand ai suoi uomini di rastrellare la zona e di emanare un bando di
cattura per Andrea Gianani. Scortato dal maestro di casa e da Tito Ferro, Riccardo sal poi nella camera
privata del cardinale. Percorse un lungo corridoio osservando gli austeri ritratti degli antenati di
famiglia appesi alle pareti e immagin i volti furiosi che gli avrebbero esibito entro poche ore i loro
discendenti. I Calvi avrebbero strepitato con lalterigia che da sempre li distingueva, concluse entrando
nella stanza. La presenza di un profumo dolciastro nellaria lo colp subito. Niente indicava che chi vi
dormiva fosse un religioso: non un crocifisso, non unimmagine sacra, solo arazzi che rappresentavano
per lo pi nudi maschili e relazioni viziose. Il maggiordomo gli indic un cavalletto in un angolo e
sollev il drappo che copriva un ritratto.  Juan Borgia afferm Fusco. Fiss a lungo il volto del
figlio del papa. Per mesi aveva cercato il suo assassino tra una miriade di sospettati, ma non era riuscito
ancora a venire a capo di quel delitto. Non laveva conosciuto a fondo, ma sapeva che il giovane Borgia
era un infaticabile e convinto donnaiolo e non aveva nulla da spartire con i gusti sessuali del Calvi.
Perch questultimo teneva un suo ritratto nella camera da letto? Forse quel dipinto, indiscutibilmente
opera di un maestro, interessava al cardinale per il suo valore artistico? O era la bellezza maschia di
Juan ad affascinarlo? E la nuova tela chi rappresentava? Forse anche questa il Borgia? Tito, prendi
anche questo dipinto e portalo a palazzo. Voglio sapere da dove proviene e se  stato rubato. Mentre il
suo vice eseguiva lordine, Riccardo continu a guardarsi intorno cercando di comprendere lindole
dellucciso, al di l delle chiacchiere che circolavano per Roma. Sedette allo scrittoio di Lorenzo e si
mise a curiosare tra gli oggetti e le carte. Documenti, alcune lettere preparate da un segretario che
attendevano la firma del cardinale, un manoscritto antico. Dopo aver esaminato tutto con minuzia,
senza tralasciare nulla, apr un piccolo libro dalla copertina di cuoio intarsiato e ne sfogli le pagine.
Sulla prima era incollato un piccolo rettangolo di pergamena che recava il motto: Mihi aut nulli. Fusco
recit ad alta voce: O mio o di nessuno. Era evidente che il cardinale non amasse spartire i suoi
tesori. Cerc tra i manoscritti e vide che ognuno aveva impresso quel marchio di propriet. Frugando
nello scrittoio trov anche il grosso anello dorato che riportava il sigillo. Una personalit forte, quella
del cardinale, osserv il bargello guardandosi intorno, una presenza che impregnava ogni oggetto. Un
campanello dallarme suon insistente nel cervello di Riccardo: s, molti guai sarebbero scaturiti da
quella vicenda, e cera qualche particolare che continuava a sfuggirgli. Ora per doveva riferire ai suoi
superiori. Mihi aut nulli... ripet. Come dite, capitano? chiese Tito Ferro avvicinandosi. Niente,
niente... andiamo, la nostra notte continua, Tito. Dobbiamo preparare il rapporto. Camminava con il
cuore in tumulto. Nessuno lo seguiva, solo qualche uccello notturno vegliava in quella strada
dimenticata anche dai randagi. Segundo lasci il cavallo nella stalla adiacente alla casa ed entr nel suo
rifugio. Prese lacciarino appoggiato sul tavolo accanto alla bugia, lo strofin e accese la candela, poi si
tolse la maschera e butt il mantello sopra uno scranno. Si sfil i guanti e avvicin la mano lesa alla
fiamma. Il taglio non era profondo, ma attraversava tutto il dorso; era tumefatto per il colpo e
sanguinava ancora. Segundo apr uno stipo e ne tolse una bottiglia di liquore. Ne vers un getto sulla
mano stringendo le labbra per non gridare, mentre la sua fronte si imperlava di sudore. Quando la ferita
smise di sanguinare la fasci con uno straccio. Poi inizi a staccarsi dal viso la barba posticcia. Intinse
uno straccio in una ciotola dacqua e piano piano inumid la pellicola sottile che aderiva al viso,
staccandone piccole porzioni poi si sciacqu, togliendo i residui del collante. Il suo viso era tornato
quello di sempre, ma lui non era pi lo stesso. Raccolse da una cassa una fascina di legna e la dispose
nel camino, vi avvicin la candela accesa e aspett che gli sterpi secchi prendessero fuoco prima di
aggiungervi un ceppo. Le fiamme si levarono alte avvolgendo la barba finta e gli stracci insanguinati
che sparirono presto diventando cenere. Poi Segundo si tolse il corsetto e not che era macchiato di
sangue in pi punti. Di chi fosse, suo, di Lorenzo o di Andrea non lo sapeva... con un gesto di stizza
gett lindumento, i guanti e il cappello nel camino. Poi esamin anche il mantello che incredibilmente
non era sporco. Si sfil calzoni e stivali e li controll con attenzione. Erano impolverati ma non
avevano tracce di sangue. Li lasci cadere in un angolo e si sedette tergendosi il viso madido. I gesti
pratici che doveva compiere per tornare se stesso lo impegnavano e calmavano la paura, ma... sapeva
che uccidere il Calvi proprio nel suo palazzo era stato un azzardo. Non aveva avuto scelta: il cardinale
non girava mai senza scorta. Quando gli aveva portato il primo ritratto di Juan non era potuto rimanere
solo con lui, questa volta invece ci era riuscito e se il Gianani non fosse entrato allimprovviso, lui
avrebbe lasciato il palazzo indisturbato sparendo nella notte. Ora invece... Afferr di nuovo la bottiglia
e bevve. Il liquore forte gli bruci la gola. Non era riuscito a far fuori il Gianani! Lo aveva pedinato pi
volte per spiare le abitudini del cardinale e si era convinto che fosse un debole invece si era difeso con
forza inaspettata. Spostandogli la maschera era anche riuscito a vederlo in viso, ma per fortuna non si
conoscevano, e i suoi lineamenti erano contraffatti dalla barba... solo gli occhi rischiavano di tradirlo.
Gli schizzi che aveva visto da mastro Simone dimostravano che il Gianani se la cavava come ritrattista,
quindi era in grado di disegnare il suo viso e mostrarlo ad altri, soprattutto al bargello, e Fusco non era
uno stupido, lavrebbe riconosciuto e... Basta! Si disse alzandosi, prima doveva scoprire cosera
successo dopo la sua fuga. La sua trovata di accusare il Gianani dellomicidio gli aveva permesso di
fuggire indisturbato, ma poi? Immagin Andrea che raccontava laccaduto ai presenti, che si
discolpava, che mostrava la ferita alla spalla. Avrebbero incriminato lo sconosciuto ricettatore,
cercando ovunque tracce della sua effimera esistenza. Doveva bruciare tutto, mantello, stivali,
maschera. Segundo sospir. Non era ancora finita. Il rischio di essere scoperto esisteva, inutile negarlo.
Doveva uccidere ancora. E questa volta un innocente, per salvare se stesso. Finch Andrea viveva, la
sua permanenza a Roma significava incertezza, timore, forse disonore. Segundo slacci la cintura alla
quale era infilata la custodia vuota del pugnale e la appoggi sopra la tavola. Fece un lungo respiro e si
sdrai sulla branda. I battiti del cuore si erano calmati e lamaro della tensione si era confuso a quello
del liquore. Lindomani avrebbe scoperto comera finita a palazzo Calvi e poi... Prima di soffiare sulla
candela Segundo gett uno sguardo al camino. Del ricettatore non restava che cenere.
14
Il volere del papa
Il buio ammantava ancora Roma quando papa Alessandro Quarto, gi sveglio da mezzora, ripose il libro
di preghiere e suon il campanello dargento. I chierici assonnati che entrarono augurandogli il buon
giorno portavano le sfarzose vesti suggerite dal Burckard per la celebrazione della messa mattutina. Il
Borgia le guard distrattamente e diede il suo assenso. Non sempre seguiva alla lettera il cerimoniale e
sottostava ai consigli del suo rigido assistente solo per evitare le sue tediose reprimende. Lo zelo del
Burckard si spingeva fino a sorvegliare i suoi pasti: il cerimoniere vigilava perch non consumasse la
colazione prima della messa e controllava che gli inservienti gliela facessero trovare pronta e fumante
non appena rientrava dalla funzione. Pane e latte, cibi frugali, ma sostanziosi, sentenziava il Burckard
nel suo duro accento, necessari per affrontare le numerose udienze che riempivano le giornate di un
pontefice. Rodrigo alz le braccia per infilare una candida cotta ricamata, dono di un convento di suore
spagnole. Preziosa senza dubbio, ma lui avrebbe preferito indossare un corsetto comodo, una cintura di
cuoio, calzamaglia e stivaloni e andarsene qualche ora a caccia. Con il trascorrere degli anni la sua
figura si era appesantita, ma il portamento era ancora eretto e i movimenti sciolti. I capelli, ormai
ingrigiti, si erano diradati lasciando spazio allampia fronte bombata che sovrastava gli occhi neri e
adescatori, pronti a sedurre e a rovinare chi cedeva al loro incanto. I colpi alla porta furono decisi e
lingresso del Burckard rapido. Il cerimoniere corse verso il papa e in un primo momento non riusc a
mascherare la soddisfazione di vedergli addosso gli abiti che aveva scelto per quella giornata. La sua
espressione compiaciuta per cambi di colpo. Santit, un fatto terribile! esclam. Rodrigo ferm le
mani del chierico che gli porgevano una cappa di ermellino e fiss il Burckard con inquietudine. Non
era ancora sepolto nei suoi ricordi il modo in cui gli avevano comunicato la scomparsa di Juan. Che
succede? chiese con ansia invitando il cerimoniere ad appartarsi con lui. Il cardinale Calvi, Santit!
Assassinato in casa sua! Stanotte! Rodrigo si lasci sfuggire un sospiro di sollievo: nessuno della sua
famiglia! Si era tolto un peso dal cuore, ma la notizia era comunque grave. Come? chiese dopo una
misurata pausa. Sgozzato! In modo atroce, da un suo amico... dal pi giovane dei Gianani che poi 
fuggito. Lo stanno cercando per tutta Roma! Il motivo? Forse la gelosia... i due erano... si vocifera
che fossero... Burckard si ingarbugli nel tentativo di trovare parole adeguate. Il papa lo interruppe
con un gesto dintesa e soggiunse: Scrivete al governatore Della Rovere, chiamate il bargello e il
cardinale di Monreale. Voglio conoscere a fondo la situazione, e... aggiunse abbassando la voce.
Teniamo calmi i baroni romani. Mio Dio, Santit bisbigli il Burckard guardandolo affranto. In
pochi giorni... tre cardinali! E il Calvi poi... in quel modo! Chiamatemi Marrads ordin il
pontefice. Lho gi fatto, Santit, ma nessuno lha ancora visto, questa mattina. Cesare? Mander
subito qualcuno a convocarlo, Santit. Ho bisogno di lui esclam il papa spazientito. Michele
Corella sapr dov. Il Burckard annu. Il Borgia gli impart una rapida benedizione e quando il
cerimoniere si fu allontanato ordin ai chierici: Andiamo, non facciamo attendere Nostro Signore.
Unora dopo, con il viso corrucciato e lo sguardo che si spostava irrequieto sui funzionari, i magistrati e
gli inquirenti seduti di fronte a lui, il papa tamburellava le dita della mano destra sul bracciolo della sua
sedia. Anche se non indossava pi la pianeta e le vesti sontuose, conservava laspetto di un sovrano.
Aveva seguito il resoconto di Riccardo Fusco senza commentare, cercando spesso con gli occhi il
Burckard che stava in piedi accanto a lui. Il segretario teneva lo sguardo abbassato e appariva afflitto
per non aver ancora trovato n Marrads n il cardinale Cesare Borgia. Quando i relatori tacquero, il
pontefice disse in tono aspro: Spero vi rendiate conto della gravit di questa situazione.  il terzo
cardinale in un settimana! Senza contare i vescovi e i nobili che si ammazzano tra loro nelle
campagne. Perdonate, Santit, ma il cardinale Roncaglini  stato ucciso da un ladro e il cardinale
Ravelli  morto di malattia... tragiche fatalit senza relazione tra loro afferm un funzionario di
giustizia. Questa  la realt, ma per i nostri detrattori  facile, e soprattutto utile, costruire trame
perverse per addossarci colpe e responsabilit. Nel caso del Calvi, Santit, non  possibile travisare
afferm un magistrato. Il bargello ha raccolto numerose testimonianze che accusano il Gianani del
delitto. E dov lassassino del cardinale Uberto? Dove sono finiti i favolosi tesori di cui ora tutti
parlano? Stiamo facendo il possibile, Santit il magistrato rivolse uno sguardo infuocato a Fusco
che non si scompose. Trovatemi al pi presto il Gianani ordin il Borgia. Mettete una taglia sulla
sua testa e se non lo trovate arrestate i suoi fratelli gli occhi del pontefice si incupirono. Quella
famiglia va punita senza sconti. Ora mettetevi al lavoro. Voglio al pi presto le vostre relazioni. Diede
a tutti una sbrigativa benedizione invitandoli ad allontanarsi. I funzionari e Fusco uscirono con un
profondo inchino. Burckard, rimandate le mie udienze disse il Borgia rivolto al cerimoniere che se
ne stava pensieroso in disparte. Ho altro a cui pensare. E trovatemi Marrads! Aveva aspettato lalba
che sembrava non sorgere mai. Ogni minimo rumore destava i suoi sensi allarmati e gli faceva temere il
peggio. Al primo raggio di sole Segundo si alz, si lav e si rivest con gli abiti puliti che aveva
nascosto nel covo. Medic la ferita alla mano che sembrava rimarginata e meno tumefatta e lavvolse
in una pezza pulita; indoss un paio di guanti di pelle morbida che nascondevano la fasciatura, ma gli
consentivano i movimenti delle dita. Da un cassetto prese due pugnali, uno lo infil nel fodero appeso
alla cintura che portava in vita, laltro lo inser allinterno dello stivale destro. Si butt un mantello di
velluto sulle spalle coprendosi il viso con il cappuccio e usc. Nella stalla accarezz il muso del suo
cavallo e controll che avesse mangiato; poi lo sell e vi mont sopra dirigendosi verso il centro della
citt. Il modo migliore per conoscere i fatti era passare per i mercati, dove le notizie erano pi fresche
delle verdure che vi si vendevano, o nelle vie dei bottegai dove le verit sgradevoli o scottanti venivano
diffuse, ingigantite e arricchite di particolari fantasiosi. Non impieg molto a scoprire ci che era
accaduto nella notte: Andrea Gianani era fuggito dal palazzo di Lorenzo Calvi ed era ricercato dal
bargello con laccusa di aver assassinato il suo presunto amante. Perch non si era fermato e
discolpato? Dove si era nascosto? Aveva parlato con qualcuno, aveva gi disegnato il suo volto? La
mente di Segundo lavorava frenetica, mentre procedeva al passo tra la folla. Doveva trovare il Gianani
prima del bargello. Lanticamera era gremita e caotica. Quelli che si erano visti rifiutare ludienza si
lamentavano ad alta voce assillando i segretari che non riuscivano a calmare la confusione, e
chiedevano aiuto alle guardie papali per sedare gli animi. I rappresentanti di alcuni nobili, tra i quali i
pi accaniti erano i Calvi, tuonavano minacce che il Burckard tentava di ignorare. Appena vide entrare
Marrads, ancora con guanti e mantello, il cerimoniere gli si avvicin a passi rapidi. Finalmente siete
qui! esclam. Non so pi come tenere a bada questa folla! Sua Santit ha chiesto di voi pi volte
stamattina. Lo immaginavo mormor Marrads. Sono corso qui appena ho potuto. Raccontatemi
tutto. Mentre il Burckard lo metteva al corrente dei fatti, anche Francisco Flores, apertosi un varco tra
la moltitudine dei postulanti, li raggiunse di corsa.  vero quello che mi hanno riferito? chiese
inquieto. S, don Flores, Sua Eminenza il cardinale Calvi  stato assassinato da uno dei fratelli
Gianani! esclam il Burckard, poi abbassando la voce continu: Il Sacro Collegio  in subbuglio e il
Santo Padre  fuori di s. Teme che la nobilt romana protegga il Gianani perch  uno di loro. Bisogna
trovarlo in fretta e condannarlo. Di questo deve occuparsi il bargello sentenzi Marrads con
fermezza. Il Burckard annu pensieroso. Credo sia meglio che entriate da Sua Santit. Da mezzora  a
colloquio con il cardinale Valentino, ma  impaziente di ricevervi. Il cerimoniere si avvicin alla porta
dello studio davanti alla quale sostava Michele Corella. Linseparabile compagno di Cesare Borgia, con
la sua aria truce e il volto scuro, segnato da profonde occhiaie, appoggi la destra guantata al cappello
per salutare. Il Burckard sent un leggero tremore al petto mentre scivolava rapido nello studio del
papa, seguito da Marrads e Francisco Flores. Alessandro Quarto in piedi, davanti al figlio, gesticolava. Il
cardinale Cesare Borgia sembrava annoiato, come se fosse stanco di ascoltare lamentele. Appena vide
entrare Marrads e Francisco, affrett il congedo con il padre e usc dallo studio. Il papa fiss sia
Marrads sia Francisco con occhi irosi. I due uomini, dopo essersi inchinati e avergli baciato la mano,
aspettarono a capo chino. Doveravate? chiese il papa spazientito. Santit, perdonate, un imprevisto
mi ha tenuto lontano il cubicolario si inchin di nuovo, contrito. Non conosco ancora i particolari
della tragedia aggiunse Francisco in tono dimesso. Mi hanno solo detto che un Gianani avrebbe...
Ha osato uccidere un cardinale! A casa sua! lo interruppe il Borgia. Per gelosia! E poi  scappato! E
nessuno sa dov! Il papa riprese a muoversi per la stanza e prosegu: Se il Calvi non fosse il terzo in
pochi giorni non mi importerebbe nulla della fine che ha fatto. Ma le altre corti come commenteranno
questa carneficina di cardinali? Per screditarci e guastare i nostri progetti ci accuseranno di non saper
mantenere lordine pubblico. Sarebbero capaci persino di ritenerci responsabili di queste morti. I nobili
romani sono uniti solo quando si tratta di ostacolarci. Sono l fuori che tramano, non manca nessuno...
Orsini, Colonna... anche lo Sforza. Le vostre illazioni sono legittime, Santit, i cardinali deceduti
erano nostri oppositori, e dobbiamo aspettarci che i nemici facciano fronte comune per... intervenne
Marrads con calma, ma il papa ignor il suo commento. Ora dovremo ridistribuire i tre cappelli
vacanti disse passando dallinvettiva a proponimenti pratici. Visioneremo tutte le candidature
possibili per ricavarne il maggior vantaggio, almeno guadagneremo qualcosa da questo scompiglio!
Marrads, occupati delle udienze e ribadisci la nostra estraneit a questi fatti e la nostra volont di
risolverli. E io, come posso esservi utile, Santit? chiese Francisco mettendosi una mano sul cuore.
Il papa sedette al suo tavolo, pensieroso. Andrai dalla vedova Gianani... ricordi, Marrads, laltra volta
quando fu impiccato suo marito mandai te a tenere buono il barone senzadio. Non aspettarti cortesia,
Francisco,  una famiglia molto orgogliosa afferm il cubicolario, mentre il papa si rivolgeva in tono
paterno a Francisco: Con questi ribelli ci vuole tatto. Rassicura la baronessa, Francisco, dille che non
ho intenzione di accanirmi contro di loro e convincila che se suo cognato si consegner
spontaneamente, user clemenza. Come desiderate, Santit conferm Francisco chinando il capo e
pensando che il papa sapeva essere un grande attore quando voleva. Non sarebbe stato clemente con i
Gianani, e lui lo sapeva. Il bargello far il suo lavoro, noi faremo il nostro. Fusco  rigido e la sua
pignoleria spesso mi irrita, ma il suo lavoro  utile. Mi aspetto da voi al pi presto dettagliati rapporti
concluse il Borgia porgendo lanello piscatorio per il bacio. Francisco esegu il rito imitato da
Marrads, poi insieme i due funzionari del papa uscirono dalla sala.
15
Langelo ritrovato
Mentre osservava il viso dello sconosciuto che giaceva ancora svenuto sul letto di Samir, Gemma
pens ai martiri dipinti nelle chiese che lei guardava sempre con commozione. Andavano incontro al
supplizio perfetti e puri, con laureola dorata sul capo e gli occhi luminosi rivolti al cielo. Il giovane
ferito sembrava uno di loro, ma era vivo e ancora pi bello. Con gesti esperti prima gli pass una
pezzuola bagnata sulla fronte che bruciava per la febbre, poi gli inumid le labbra aride con qualche
goccia di infuso alla menta. Lo sconosciuto si agitava mormorando: Non sono stato io e altre frasi
senza senso. La sua spalla non sanguinava pi. Gemma glielaveva medicata con un impasto di erbe e
poi laveva fasciata stretta. Chiss cosera successo a quellangelo trafitto, pensava, e da quali cieli era
precipitato per ridursi cos. Ormai era lalba. Gemma usc dalla stanza e chiam Samir. Esco in cerca
di notizie. Tu stagli vicino. Prese uno scialle e la sporta e si avvi verso il mercato vicino. Nella
piazza le bancarelle erano gi state disposte, alcune erano semplici carri colmi di mercanzie appoggiati
a terra, altri veri e propri tavoli coperti di prodotti. I venditori vantavano la bont delle loro merci in
una confusa mescolanza di toni e dialetti. Massaie, serve e curiosi si aggiravano comprando e
commentando. Mentre Gemma si avvicinava a un banco di verdura, il suono martellante di un tamburo
attir lattenzione della folla che tacque e interruppe il suo andirivieni. Un banditore, affiancato dal
tamburino e da una guardia, gridava un proclama. Cittadini, romani! Chiunque avr notizie di Andrea
Gianani dovr avvertire il bargello. Cittadini! Chiunque avr notizie di Andrea Gianani dovr avvertire
il bargello. C una ricompensa per chi porter notizie! Cittadini... Appena i banditori si furono
allontanati ripetendo il loro appello, Gemma si rivolse alla venditrice. Scusate Nunzia, ma cos
successo? Chi cercano? Una brutta storia, cara Gemma! Unora fa mio cognato,  lui che porta le
verdure al bargello, mi ha raccontato che quello, lassassino,  il fratello di un barone, pensate un po!
Ha ammazzato il cardinale Calvi! la donna abbass la voce avvicinando il viso a quello della ragazza.
Era il suo amante! Ma...? Che avete? Siete impallidita! Aveva accolto in casa un assassino? Si chiese
Gemma con il cuore in gola. No! Si disse subito dopo. No! Quel giovane non era capace di fare del
male, lei lo sentiva... e poi nel delirio diceva: Non sono stato io. Doveva esserci uno sbaglio.
Confusa al cicaleccio del mercato si udiva ancora la voce del banditore perdersi tra i banchi mentre il
picchiettare del tamburo batteva forte nella testa di Gemma. Nunzia scrut curiosa il volto pallido della
ragazza. Bella mia, che c? Volete un sorso dacqua? Sapete forse qualcosa di quei due? Gemma
cerc di nascondere il suo turbamento dietro uno stentato sorriso. Io? Ma che dite? Sto sempre in
casa! Queste notizie mi agitano, ma ora  passata. Datemi un mazzo di cicoria e un cavolo per la
minestra. Gemma infil nella sporta le verdure, diede il denaro alla venditrice e di corsa si avvi verso
casa. Si chiamava Andrea quellangelo... o era un diavolo? Era la verit quella che sbandieravano?
Nunzia aveva detto che era lamante del cardinale... lamante! Quella pettegola sparlava di tutti...
Lunico che poteva risponderle era Andrea stesso. Si ferm di colpo. Aveva anche unaltra scelta:
andare al bargello. Cera una taglia, lei avrebbe potuto incassarla e pagare il Barocelli conquistando la
libert. Il banditore era ancora vicino, bastava chiamare la guardia che lo accompagnava e... se invece
non fosse stato lui quel ricercato? Ripens al bel volto sofferente di Andrea, alle parole che aveva
pronunciato nel delirio... no, non lavrebbe denunciato, voleva prima parlargli. Gli angeli non uccidono.
Entr guardinga in casa accolta dallo sguardo interrogativo di Samir. Ma Gemma non fece in tempo a
raccontargli nulla. Un gemito li fece correre al capezzale di Andrea. Samir socchiuse la piccola imposta
di legno lasciando che la luce del mattino filtrasse dalla finestra, mentre Gemma si avvicinava al letto.
Dove sono? chiese affannato, fissandoli. E voi chi siete? Il dolore gli alter i lineamenti quando
mosse la spalla sinistra. Mi chiamo Gemma e vi ho raccolto dalla strada gli rispose la ragazza.
Andrea chiuse gli occhi, poi li riapr sgomento. Non era stato un brutto sogno. Lorenzo sgozzato, la
coltellata alla spalla, la fuga nella notte... e ora... Vi ha visto qualcuno? Chi mi ha medicato? le
chiese osservando la fasciatura ben fatta e il camicione di lino che indossava al posto dei suoi abiti
sporchi. Non mi ha visto nessuno e vi ho medicato io. Il mio servo vi ha spogliato e cambiato.
Cercher di lavare e ricucire il vostro farsetto e la camicia strappata. Andrea osserv per qualche
istante la ragazza che gli parlava. Aveva occhi bellissimi e un viso grazioso, se si escludeva la lunga
cicatrice che le deturpava la guancia sinistra e che lei con un gesto infantile cercava di nascondere con
una ciocca di capelli. La sua voce era fresca e delicata, vestiva bene, anche se non in modo ricercato.
Vi fa male la spalla? gli chiese lei con apprensione. Molto... sussurr Andrea. La ferita era
profonda. Lho ricucita e medicata, ma se volete far venire un medico. No! grid Andrea cercando
di alzarsi, ma lo sforzo lo fece impallidire e dovette stendersi di nuovo. Non agitatevi Gemma gli
asciug la fronte con un panno. Ora la febbre  scesa, ma avete perso molto sangue e dovete riposare
se non volete che la ferita si infetti. Andrea annu. Doveva fidarsi di quella sconosciuta e non aveva
alternative. Lanci uno sguardo al servo, alto e grosso, che attendeva in rispettoso silenzio davanti alla
porta. Che sapete di me? chiese con un filo di voce. So che cercano Andrea Gianani... siete voi?
Andrea annu. A che serviva nascondere la verit? Forse lei aveva gi chiamato il bargello. Dicono
che avete ucciso un cardinale vostro amico afferm Gemma senza guardarlo. No! Non lho ucciso io,
lo giuro! Mi avete denunciato? Gli occhi intensi di Andrea scrutavano Gemma con grande ansiet.
Nessuno sa che siete qui rispose lei in fretta per cancellare subito i suoi timori. Davvero non avete
chiamato le guardie? chiese di nuovo Andrea. No, non le ho chiamate. Vi ho sentito ripetere nel
delirio che siete innocente e prima volevo conoscere da voi la verit... la gente chiacchiera sempre
troppo. Non ho ucciso nessuno... mi credete? Vi credo mormor Gemma abbassando la testa per
nascondere il rossore. Avranno messo una taglia su di me, perch non ne approfittate? Io vi ho
raccolto dalla strada perch eravate ferito, senza sapere chi foste... Non mi interessa la taglia. Andrea
si lasci sfuggire un sospiro. La generosit di quella ragazza lo disorientava. Scusatemi, non
intendevo offendervi, sono cos confuso... vi racconter quello che mi  successo, cos potrete
giudicare... Gemma conged Samir e sedette sul bordo di una sedia poco discosta dal letto pronta ad
ascoltare. La Lupa entr nella camera sbattendo la porta. Butt la sporta della spesa sul tavolo e
spalanc le imposte. Il Parola russava ancora e la locandiera lo scroll forte. Svegliati! Svegliati!
Lattore apr di poco gli occhi cisposi, la guard con fastidio e si rigir dallaltra parte. Alzati,
lazzarone! Lasciami riposare farfugli il Parola. Non ne hai avuto abbastanza questa notte? Tu mi
vuoi ammazzare! Non ho pi ventanni, sai! Pezzo dasino! Non mi interessi tu! grid la Lupa
strattonandolo. Ascolta cosho sentito al mercato! Sai quando stanotte hanno bussato alla porta... La
porta? chiese il Parola ancora confuso dal sonno. Tu non te ne sei accorto, animale che sei! Quando
sono tornata russavi come un orso! Alla porta cera uno che cercava te. Era per caso un certo Andrea
Gianani? E che ne so io? Ci hai parlato tu, no? Era un tipo alto, elegante, bello anche... era ferito a
una spalla. E allora? chiese lattore sbadigliando. S, pu essere lui... che voleva da me? Voleva
che lo nascondessi! Ecco che voleva! Il bargello lo cerca! Ha ucciso un cardinale! C una taglia su di
lui! Soldoni a chi lo trova! Il Parola balz a sedere sul letto completamente sveglio. Hanno detto il
nome del cardinale? S, Lorenzo Calvi. Maledetta te! grid il Parola alzandosi e cercando i suoi
abiti. Quello mi doveva dei soldi! Se almeno lo avessi fatto entrare adesso la taglia sarebbe nostra!
Con tutti i mascalzoni perdigiorno che ti vengono a cercare ogni momento, che ne sapevo? Quello
sanguinava, poteva crepare qui e io non voglio grane col bargello. Di balordi ne ho gi abbastanza da
mantenere insinu la Lupa guardando gli abiti dellattore sparsi sul pavimento. Non capisci niente,
sei solo una donna! Tu non lhai fatto entrare perch volevi continuare a farti sbattere, ecco perch!
gridava lattore raccogliendo da terra una calzamaglia grigiastra per infilarsela. E adesso dove pensi di
andare? chiese la Lupa cercando di trattenerlo. Ho io qualcosa da raccontare al bargello, del Gianani
e del suo cardinale! sul volto del Parola si dipinse unespressione avida. E magari ci scappa qualche
ducato... per me! aggiunse scostando con astio la Lupa e uscendo. Ah disgraziato! Con tutti i soldi
che mi devi! gli grid dietro la locandiera dalla finestra, mentre lui si allontanava ravviandosi i capelli
arruffati. E nemmeno te li guadagni come dovresti! Durante il racconto, concitato e sofferto, Gemma
non lo aveva interrotto, ma aveva condiviso le sue emozioni. Si era commossa al racconto della morte
di Ippolito, aveva odiato Juan Borgia e aveva infine capito perch Andrea si fosse rifugiato
nellamicizia per Lorenzo. Osserv le sue dita ben fatte che stringevano un lembo del lenzuolo. Dita
lunghe e delicate che non potevano appartenere a un assassino... Questo  tutto concluse Andrea
come parlando a se stesso. Che stupido! Sono scappato senza nemmeno tentare di discolparmi. Non so
perch... Lavrei fatto anchio intervenne Gemma a bassa voce. Quando vedo su di me gli sguardi
di chi mi giudica senza conoscermi vorrei fuggire. Cos ho rovinato la mia vita e anche la mia
famiglia... Non disperate, siete libero e potrete dimostrare la vostra innocenza. Avete visto il volto
dellassassino... potrebbe essere il punto di partenza per... S interruppe Andrea. Non posso
dimenticare il suo viso e soprattutto i suoi occhi! Sono cos particolari... Avete un foglio e un
carboncino? Gemma prese in fretta dallo studiolo del Barocelli un quadernetto dove il mercante
segnava le spese di casa e ne strapp un foglio. Trov anche un carboncino smozzicato e, tornata da
Andrea, glieli porse insieme con una tavoletta di legno su cui appoggiarsi per disegnare. Il giovane
schizz pochi tratti decisi e accurati. Poi si ributt sulle coltri sfinito. Ecco...  lui. Gemma prese il
foglio e guard il ritratto. Come siete bravo! esclam ammirando il volto delluomo ritratto. Quello
che colpiva in lui erano gli occhi, inquietanti e indimenticabili. Il vostro disegno  preciso...
basterebbe per denunciarlo. Tutte le prove sono contro di me... Per voi lavete visto insistette
Gemma. S, e per questo sar lui a cercarmi per uccidermi e impedirmi di denunciarlo. Devo
andarmene, non voglio che voi corriate alcun rischio. State troppo male... disse Gemma
tamponandogli la fronte. E poi non pu trovarvi: la strada era deserta quando vi abbiamo soccorso.
Non ho paura di lui! Gemma not una luce diversa nel suo sguardo mentre pronunciava quelle
parole. Rivelava che non era un pavido e nemmeno docile come sembrava. Se sapessi chi  lo
affronterei per chiedergli perch ha ucciso Lorenzo! O chi lo ha pagato per farlo aggiunse Andrea
tentando nuovamente di alzarsi, ma un capogiro lo ributt sul letto. Gemma gli asciug il viso esangue
e imperlato di sudore. Poi riemp un boccale dacqua e vi aggiunse alcune gocce di una sostanza oleosa.
Bevete, vi calmer il dolore. Avvicin il boccale alle labbra secche di Andrea e tenendogli il capo
sollevato lo aiut a bere. Non andrete da nessuna parte con questa febbre alta gli sussurr con
dolcezza. Dovete riacquistare le forze, e qui per ora siete al sicuro; Samir sorveglia lingresso della
casa. Andrea si abbandon sui cuscini bisbigliando un grazie appena percettibile e rimase in
silenzio a occhi chiusi. Che volete che faccia di questo? chiese ad Andrea indicando il disegno. Se
le guardie dovessero trovarmi e mi impedissero di parlare, mostrateglielo. Non sar necessario...
dimostreremo che siete innocente! esclam Gemma. Andrea la guard con tenerezza. Quella ragazza
gli ridava speranza e per la prima volta in vita sua non si sent solo. Qualcosa di insolito, di mai provato
gli faceva tremare il cuore quando incrociava gli occhi dolci di Gemma. Vi ringrazio ancora e
perdonate la mia scortesia: non ho chiesto nulla di voi, della vostra famiglia... Gemma sorrise
imbarazzata. Doveva dire la verit, ma non era una bella verit. Sono io che avrei dovuto spiegarvi chi
sono, dal momento che vi ho accolto qui. Questa non  casa mia, ma di un mercante che... non  mio
marito. Provvede a me e io sto con lui. Andrea distolse lo sguardo. Voi avete gi fatto molto... ora
devo andarmene. No! Gemma gli si avvicin inquieta. Lui non  a Roma e non torner per qualche
giorno. Vi prego, non giudicatemi prima di... Andrea cerc di ribattere, ma si sent mancare le forze.
La pozione calmante stava facendo effetto e si assop. Gemma rest accanto a lui. Aveva rivolto tante
preghiere alla Madonna perch le infondesse la forza di lasciare Barocelli, e ora Lei le aveva fatto
trovare Andrea. Abbandonarlo sarebbe stato come ignorare quel segno. Quando gli aveva scostato i
capelli dal volto, si era sentita confusa dalla sua bellezza, ma ora, dopo avergli parlato, era incantata
anche dalla nobilt della sua anima. Da tanto tempo non parlava con qualcuno di cos gentile e in quel
modo... Non doveva rassegnarsi: la vita poteva cambiare. Prese tra le mani il ritratto dellassassino e lo
studi. Che occhi tristi, pens,  cattivo, ma soffre tanto. Chiss chi era...
16
Primi arresti
Era sempre Ercole a svegliare Bastiano. Ogni giorno, alla medesima ora, afferrava con le sue mascelle
potenti un lembo della coperta per scostarla, e si accucciava paziente ai piedi del letto. Bastiano
accarezzava la sua testa massiccia e gli rivolgeva qualche assonnato complimento. Il cane e i Gianani
erano la sua famiglia. Da giovane aveva combattuto sotto le insegne del vecchio barone ed era stato
ferito in battaglia. Il Gianani laveva salvato e lui in cambio gli aveva giurato fedelt e dedicato la vita.
Quella mattina, allarrivo di Ercole, Bastiano era gi sveglio. Sapeva che solo un giorno gramo poteva
seguire a quella notte dinferno e si prepar ad affrontarlo. Si vest in fretta e, seguito dal cane, usc
nella corte. Apr il portone con la chiave pi grossa tra quelle del mazzo appeso alla sua cintola. Ora
anche questo rientrava nei suoi compiti; nei tempi passati invece, quando il palazzo abbondava di
sentinelle e guardiani, lui e il barone facevano lunghi giri a cavallo per controllare i possedimenti.
Ormai di questi era rimasto poco, solo la tenuta della Volpaia, a nord della citt. Ercole abbai,
riconoscendo il calesse del contadino che entrava nella corte con le provviste. Bastiano, dopo aver
controllato il carico, chiam un garzone dalla cucina perch scaricasse pollame, uova, frutta e verdura.
Aveva sempre svolto il suo lavoro di buon grado, ma negli ultimi mesi laria mesta del palazzo lo
fiaccava. Con la morte del padrone si era chiusa unepoca, e anche il castagno guasto dava pochi frutti.
Gli parve di sentire ancora gli incitamenti del padrone ai figli perch come ogni anno, in quella
stagione, raccogliessero le castagne nei panieri. I ragazzi accompagnavano la gara con strilli infantili,
impazienti di ricevere il premio messo in palio per il pi svelto. Il barone era sempre via, sempre in
guerra... era una gioia quando dedicava loro il suo tempo. Ora di gioia non cera pi traccia. Bastiano
conosceva ogni segreto dei ragazzi Gianani, li aveva visti nascere, crescere, covare odio verso il
padre... anche se ora, senza la sua guida, prendevano spesso decisioni sbagliate. Salendo la scala che
portava al primo piano, Bastiano sent il piccolo Ruggero piangere e la balia che lo consolava. La
baronessa Isabella, andando contro la consuetudine, aveva fatto di tutto per allattare lei stessa il figlio,
ma non aveva latte: il dolore le aveva seccato il seno. Era cos triste, la signora, e non mangiava nulla.
Il barone Jacopo invece dormiva la mattina e vegliava la notte. Bastiano lo capiva dalle tante candele
consumate nella sua camera. Jacopo controllava i conti e poi leggeva seduto accanto al camino. Di rado
usciva di casa la sera, trovava invece ogni scusa per far compagnia alla cognata e si logorava
nellinsonnia. Allimprovviso Bastiano sent la voce di un garzone che lo chiamava: il momento era
arrivato. Bastiano, presto c il bargello! Vogliono il barone! Resta qui, tu ordin al ragazzo,
dirigendosi a passi svelti verso latrio. Riccardo Fusco era gi entrato con Tito Ferro e alcune guardie e
si guardava intorno impaziente. Chiamate i vostri padroni intim Tito Ferro a Bastiano. Fatto un
inchino, il servitore si gir per eseguire lordine, ma larrivo di Jacopo lo ferm. Che succede,
capitano Fusco? Perch questa intrusione allalba? Cerco vostro fratello Andrea. Il motivo? 
accusato dellomicidio del cardinale Calvi. Jacopo incass il colpo fingendo incredulit. Non 
possibile! Deve esserci un errore!  qui? Bastiano, vai a chiamare Andrea. Non  rientrato
stanotte mormor Bastiano. Tito Ferro pass a Jacopo un plico con i sigilli papali.  un ordine di
perquisizione. Mentre Jacopo lo apriva e lo leggeva, Fusco con un cenno del capo invit le sue
guardie a ispezionare il palazzo. Gli armigeri, preceduti da Tito Ferro, si allontanarono lasciando solo il
bargello con il Gianani. Capitano, vi rendete conto della gravit di quello che state insinuando? Non
ostacolate la giustizia, barone esclam Fusco dirigendosi verso linterno del palazzo. Le mie non
sono congetture, ho i testimoni. Almeno spiegatemi cos successo! Vostro fratello ha sgozzato il
cardinale Calvi nel suo palazzo, poi  fuggito. Assurdo! Mio fratello non  capace di un simile gesto,
e il cardinale  un suo caro amico. Lhanno visto entrare furibondo a palazzo Calvi, poi, dopo aver
ucciso il cardinale, ha minacciato gli ospiti presenti con il pugnale in mano e infine  sparito. Mentre
rispondeva a Jacopo, Riccardo Fusco faceva spaziare lo sguardo nella stanza. Nessuno lha visto
uccidere, mi sembra di intuire dalle vostre parole ribatt Jacopo tentando di catturare lo sguardo
vagante del bargello. Voglio dire, non  stato colto sul fatto. Non cercate cavilli. Cavilli? Datemi
piuttosto la motivazione che avrebbe spinto mio fratello a compiere questo gesto. Quella la chieder
a lui. Ma forse unidea potreste averla anche voi, conoscendo la natura... particolare del suo rapporto
con il Calvi. Non crederete alle malignit? Erano solo amici! grid Jacopo indignato. Vi chiedo la
cortesia di ritirarvi e di lasciarci svolgere il nostro lavoro tagli corto Fusco. Voglio parlare con la
servit. Voi disse rivolto a Bastiano fatemi strada. Jacopo non replic pi. Il mandato del
governatore era chiaro e indiscutibile. Si mise a camminare per lo studio trattenendo la rabbia finch
non vide entrare Isabella. Il palazzo  pieno di guardie... Che ha fatto Andrea, perch lo cercano? gli
chiese la giovane allarmata.  un equivoco... non preoccuparti le rispose Jacopo porgendole le mani.
Isabella arretr di un passo. Non mi hai perdonato... sussurr Jacopo. Isabella colse il suo sguardo
umiliato, ma non ribad. Hai ragione a sentirti in collera con me continu Jacopo. Mi vergogno per
il mio comportamento, non berr mai pi in vita mia e... Non mi sembra il momento adatto per
parlarne! Concedimi solo unaltra possibilit, voglio dimostrarti quanto... Spiegami invece cosa
sta succedendo e dov Andrea! chiese di nuovo Isabella fermando la sua appassionata dichiarazione.
 fuggito, non so dove... ma, ascoltami, potremmo non avere altre occasioni per... Lingresso di
Fusco blocc le sue parole. Vostro fratello non  stato trovato disse il bargello. Dovrete seguirci voi
in Castello.  un sopruso dichiar Jacopo guardando Isabella che si portava le mani al volto. Non
 una mia iniziativa, barone, cos vuole la legge. Mi appeller al cardinale Sforza! Ne avete il
diritto. Dove si trova vostro fratello Mario? Non ne ho idea rispose Jacopo sostenendo lo sguardo
del bargello. Appena rientrer dovr presentarsi da me. Adesso seguitemi. Non potreste...
Barone, non rendete ancora pi gravoso il mio compito. Voi non siete responsabile di ci che 
accaduto, ma gli ordini non si discutono. Va bene, capitano acconsent Jacopo a denti stretti,
guardando Isabella che tremava. Risolver la faccenda con il governatore. Si avvicin a Isabella e le
prese le mani tra le sue. Questa volta la giovane non si ritrasse. Torner presto e Andrea dimostrer la
sua innocenza, vedrai. Ti affido a Bastiano. Lanci uno sguardo al servitore che gli fece un cenno
dassenso, poi si chin a baciare le mani di Isabella e usc a testa alta dietro le guardie. Tito Ferro,
piantato a gambe divaricate davanti a mastro Simone, lo fissava in silenzio. Perch mi avete arrestato?
Che ho fatto? Si pu sapere? strill il pittore infuriato, agitando le braccia. Non ottenendo risposta da
Tito Ferro, mastro Simone cerc aiuto nel volto impassibile di Fusco che assisteva seduto in un angolo
della cella. Il bargello accarezz lo spadino che portava alla cintura. Era abile nellestorcere le
confessioni, sapeva come scavare nella testa degli interrogati e se mentivano lo intuiva subito. Quello
che si dibatteva davanti a lui era un pesce piccolo, solo un procacciatore di opere trafugate. A detta del
maggiordomo di Lorenzo, per, aveva presentato lui il ricettatore al cardinale. Doveva fargli sputare in
fretta quello che sapeva. Mastro Simone, la bottega non rende bene? domand il bargello con aria
indifferente. I suoi occhi, tra le palpebre gonfie, scintillavano. Che significa? chiese Simone inquieto.
Significa che siete costretto ad arrotondare i guadagni della vostra arte commerciando opere rubate.
Il colpo and a segno. Il volto del pittore divenne rosso fuoco. Conosco molti signori interessati
allarte, ma io tratto solo cose lecite. Siete solo un ingenuo pittore e un mercante coscienzioso,
quindi... Fusco lo guard sarcastico, poi cambiando bruscamente tono gli si avvicin dicendo:
Servite spesso il cardinale Calvi?  uno dei miei migliori clienti, un vero esperto. Gli avete
venduto di recente un ritratto di Juan Borgia? No... non ne so nulla. E non conoscete uno storpio
che invece commercia questo genere di opere? Mastro Simone fatic a mascherare il disappunto. No,
capitano ment allargando le braccia. Non mi fate perdere tempo, signor pittore Riccardo fece un
cenno a Tito che si avvicin minaccioso. Non sono un uomo paziente. Mastro Simone deglut amaro.
Io in questa storia non centro, capitano, vi state sbagliando. Fusco accost il suo viso a quello del
pittore fin quasi ad alitargli addosso. Il cardinale  stato sgozzato ieri notte e lo zoppo ha assistito
allomicidio. Simone impallid di colpo. Ma poi  sparito continu il bargello e mi aspetto che voi
mi aiutiate a trovarlo. Mastro Simone si appoggi a una parete per sostenersi. Il card... morto? Ma
chi... Dov Andrea Gianani? chiese Tito Ferro con voce minacciosa. Il pittore lo guard stupito.
Viene a lezione da me,  un caro amico del cardinale... ma?... Un amico cos caro che lha sgozzato
in casa sua! termin Fusco. Mastro Simone di colpo divenne esangue e scivol a terra mormorando:
Lui? No! Non pu essere... erano molto uniti... Erano amanti? La gente  maligna a volte... gli
occhi del pittore vagavano smarriti. Siete ancora sicuro di non conoscere il ricettatore? Simone esit
qualche istante prima di rispondere: Non so si chi sia, ve lho gi detto. Fusco lo fiss senza parlare.
Mentiva, ne era sicuro. Vi concedo qualche ora per pensare, sono certo che la memoria vi torner... e
in fretta. Si gir e seguito da Tito Ferro usc senza dare tempo a mastro Simone di ribattere. Il Parola
camminava svelto verso il palazzo del bargello e intanto tentava di dipanare i dubbi che si
ingarbugliavano nella sua testa. Certo, se la Lupa avesse accolto il Gianani quella notte, lui avrebbe
incassato la taglia, ma nello stesso tempo avrebbe tradito Andrea, e tradire un nobile non era un bene
per la sua carriera. Tutto sommato la locandiera aveva fatto bene a mandare via il Gianani. Lui ora
aveva loccasione di fare un po di soldi senza inimicarsi nessuno, anzi mostrando agli sbirri che il suo
aiuto era prezioso. Avrebbe taciuto con la Lupa, una donna col cervello in mezzo alle cosce non era
affidabile! Si prepar il discorso da fare al bargello. Ci volevano un po di paroloni, qualche brano
deffetto tratto dai suoi spettacoli. Cerc nella memoria una citazione dotta, ma non gliene venne in
mente nessuna. Aveva per una scena succulenta da raccontare allo sgherro e che motivava il gesto di
quel giovane deviato. Diamine, dal Buonarroti li aveva visti litigare, e con che toni! Entr nel palazzo
con passo deciso, forte dellimportanza delle sue rivelazioni e inizi a guardarsi attorno, ma in quel
posto non si sentiva a proprio agio. Ci aveva passato ore poco piacevoli e ancor meno onorevoli,
purgando qualche peccatuccio. Stava per farsi coraggio e chiedere a un piantone dove fosse il capitano
Fusco quando lo vide. Il bargello si dirigeva verso unaltra uscita, come sempre accompagnato da Tito
Ferro e da alcune guardie dallaria torva. Il Parola lo raggiunse chiamandolo ad alta voce. Capitano!
Capitano! Fusco lo guard con evidente fastidio. Quel guitto logorroico che a volte si metteva nei guai
per arrotondare i suoi scarsi guadagni rischiava di fargli perdere tempo. Eccellenza! il Parola sfrutt
uno dei suoi accenti pi profondi per dare peso allinchino. Vi devo parlare con urgenza di un fatto di
rilevanza fondamentale! Parola, non far perdere tempo al capitano ringhi Tito Ferro tenendolo
lontano da Fusco. Capitano, dovete ascoltarmi! insistette il Parola seguendoli dappresso Ho
informazioni che vi faranno strabiliare, che cambieranno il corso delle vostre indagini... che vi... da
uno sguardo del bargello il Parola cap che era meglio andare al sodo. Ho sentito che cercate il barone
Andrea Gianani. Riccardo Fusco si ferm di colpo e artigli un braccio del Parola. E tu che ne sai?
I banditori hanno detto che... Stringi. So quello che hanno detto i banditori. Il Gianani mi ha
cercato la notte scorsa alla taverna dove alloggio... povero cardinale Calvi! Apprezzava tanto le mie
commedie e, pensate, voleva che io recitassi... Unocchiata bruciante di Tito Ferro, che si era subito
avvicinato, fece intendere al Parola che era meglio rinunciare al suo istrionismo. Ero alla locanda
della Lupa e il giovane Gianani  venuto a bussare, era ferito! Sempre a me si rivolgono quando... Gli
occhi di Fusco ebbero un guizzo. Parola, guarda che la faccenda  seria, non raccontarmi panzane.
 tutto vero, capitano! Lo giuro! Lattore si mise una mano sul cuore con espressione compunta:
Perdeva molto sangue da una spalla. E tu lhai soccorso? incalz Fusco. No... io non lho visto,
lha visto la Lupa... lui mi cercava, ma lei, non sapendo chi fosse, non gli ha aperto, quella stupida! La
mente di Fusco lavorava rapida. La locanda della Lupa si trovava in fondo a via del Pellegrino e se il
Gianani era ferito, non poteva essersi allontanato troppo... forse qualcuno lo aveva raccolto e nascosto
da quelle parti. Come vedete io collaboro con la giustizia e dalla vostra espressione capisco che ci
che vi ho appena riferito  degno di lode e di... ricompensa il Parola pieg il volto in un sorriso
compiaciuto. La taglia la intascherai quando mi porterai il Gianani. Avanti con le altre notizie.
Qualche giorno fa mi trovavo nella bottega di un giovane artista toscano... non per vantarmi, ma mi
servo sempre dei migliori... Falla corta, Parola! grid Fusco spazientito. Ti faccio frustare se non
parli subito! Insomma nella bottega del Buonarroti ho incontrato il cardinale e anche il barone
Gianani. Erano arrivati insieme? S, s... allinizio erano latte e miele il Parola assunse pose
aggraziate. Ma poi, quando il cardinale ha proposto al fiorentino di fare una certa statua per lui, il
Gianani ha cominciato a inveire come un pazzo. Che diceva? Be... le parole esatte non le
ricordo... strano, per, io ho buona memoria... parlavano di una statua... Quale? Una Madonna col
Cristo morto, e il Buonarroti diceva che assomigliava al figlio del papa, quello che hanno ammazzato, e
a questo punto il Gianani  scoppiato! A vederlo non pareva pi lo stesso! Una furia, vi dico! E poi lha
ucciso quel povero cardinale, cos munifico, cos di buon gusto! Ah, lui s mi apprezzava! Adesso 
morto e io ho perso anche un ingaggio! E pure il Buonarroti ora se la prender con me... Fusco alz le
braccia per fermare il fiume in piena del Parola. Chi assomigliava a Juan Borgia? Il Cristo della
statua! Il pittore ha fatto vedere i suoi disegni, ma non mi  parso che... Il Gianani si  infuriato per
questo e ha minacciato il cardinale? Minacciato? No, no, urlava, per! Il cardinale quasi non parlava,
ma laltro lha preso per il corpetto come se volesse picchiarlo e poi se n andato... senza nemmeno
salutare! Voglio riparlare con calma di questa storia. Fatti trovare dalla Lupa tra unora, devo sentire
anche lei. Lattore lo guard deluso. Non ci si potrebbe incontrare in un altro posto? Quella donna
non sa niente, dice solo stupidaggini, sono io quello che... il Parola si ferm. Lo sguardo glaciale di
Fusco lo aveva dissuaso dal continuare. Al vostro servizio, capitano! Fusco gli gir le spalle e
prosegu per la sua strada. Manda qualcuno a interrogare quel Buonarroti ordin a Tito. Anzi, vai tu
e fatti raccontare quello che  successo. Non mi fido del Parola. Poi manda quanti pi uomini puoi a
rastrellare il quartiere intorno alla taverna della Lupa. Prima di entrare a palazzo, per, si ferm
folgorato da una intuizione. Le guardie che lo accompagnavano si fermarono anchesse. Qualcosa non
va, capitano? gli domand Ferro. No. Fai subito quello che ti ho chiesto. Gli rispose Fusco pi
accigliato di prima. Poi il capitano riprese a camminare pensieroso. Il Parola gli aveva fornito alcuni
elementi fondamentali, tra i quali il pi rilevante era che Andrea fosse ferito, fatto che nessuno degli
ospiti n i servi di Lorenzo avevano notato. Ma chi era stato a colpirlo? Il cardinale nel tentativo di
difendersi? Era improbabile, ma non impossibile. E se non era stato il Calvi a ferirlo, non restava che il
ricettatore. Nessuno dei testimoni lo aveva visto uscire con un pugnale in mano, ma poteva averlo
nascosto sotto il mantello... perch avrebbe pugnalato Andrea? Per difendere il cardinale? Lunica arma
ritrovata era lanonimo stiletto lasciato cadere dal Gianani prima di scomparire nel nulla, e non si
sapeva a chi appartenesse. Il Parola inoltre aveva chiarito il motivo del litigio tra il cardinale e il
Gianani. Il giovane era geloso e infastidito per la passione manifestata dal Calvi per quadri e statue che
avevano per modello il nemico della sua famiglia. Le ipotesi erano molte, e fatti che al principio
sembravano chiari ora si complicavano. Niente, mai, era facile nel suo mestiere... Segundo tir le redini
e si ferm sul ponte. Scrut il nastro del Tevere che scivolava torbido e rapido. I fiumi lo avevano
sempre incantato, e in qualunque paese si trovasse finiva col trascorrere un po di tempo sulle rive o sui
ponti a osservare le acque che fluivano. Quando scorreva calmo nel suo letto, il fiume gli appariva
come un vecchio saggio, che con costanza seguiva il suo corso naturale, o si piegava a quello che gli
uomini decidevano di dargli. Ma quando si ingrossava, il fiume diventava un giovane furioso che
nessuno poteva sedare. Con la sua forza cieca travolgeva qualunque ostacolo, irragionevole a ogni
tentativo di contenerlo. Cos si sentiva lui. Aveva sempre vissuto nel suo alveo e accettato il suo
destino, ma, ora, travolto dal dolore, era uscito dagli argini, aveva dimenticato la piet, aveva ucciso.
Chiuse gli occhi e ascolt la voce del fiume. Lo sciabordio dellacqua era coperto dagli strilli di alcuni
ragazzini del popolo che si lanciavano una palla di stracci sul greto, rincorrendola tra schizzi e risa.
Come da bambino, anche in quel momento invidi la loro spensieratezza. Non era mai stato libero di
giocare perch qualcuno vigilava sempre su di lui o incanalava le sue energie in esercizi spossanti e
monotoni. Si abbandon ai ricordi, alla nostalgia, alla tristezza... sent il calore di piccole mani strette
alle sue, vide gli occhi neri di un bambino sorridergli colmi di ammirazione... Ora quel bambino non
sorrideva pi. Segundo lasci che le lacrime gli solcassero il viso, sorprendendosi di avere ancora un
cuore... Ma era il cuore di un assassino.
17
La Volpaia
In vista di palazzo Gianani, Francisco Flores mise il cavallo al passo. Massiccia, severa, senza
ornamenti, la dimora patrizia mostrava segni di decadimento: crepe presenti nei muri e intonaci
scrostati. Prima di affrontare il colloquio aveva preso informazioni, non conoscendo nei dettagli la
storia dellantica famiglia romana caduta in disgrazia. Non aveva mai frequentato i Gianani, avversi ai
Borgia e in genere a tutti i catalani. Vide due nobildonne che uscivano dal portone, parlando fitto tra
loro e attese che si allontanassero sulle loro carrozze prima di accostarsi alle guardie del bargello poste
a sorveglianza dellingresso. Le sue credenziali gli aprirono il portone senza indugi. Un servitore si
occup subito del suo cavallo e lo introdusse nellatrio. Francisco alz la testa sentendo provenire dal
piano superiore il pianto di un bambino. Per il resto tutto era silenzioso e la trascuratezza che aveva
colto da fuori si avvertiva anche allinterno. Mentre il servitore gli faceva strada, Francisco si ferm
ammirato davanti allimponente castagno che svettava al centro del cortile interno. La brezza faceva
stormire i suoi rami, ma non scalfiva il suo tronco. Bastiano lo aspettava nello studio. Chiamate i
vostri padroni gli disse Francisco. Il vecchio servitore rimase perplesso per qualche istante. Sono
spiacente, Eccellenza, ma nessuno dei signori  a palazzo rispose alla fine.  rimasta solo la
baronessa. In quel momento si apr la porta e lei entr esitante. La sua inquietudine si diffuse nella
stanza insieme col suo profumo delicato. Bastiano si ritir in un angolo, a occhi bassi, mentre Francisco
si inchinava e di sottecchi osservava la donna. Era magra e indossava un abito scuro. Not che la pelle
del suo viso era cos diafana da lasciar intravedere la trama delle vene. La bocca, carnosa e rossa,
spiccava in quel candore dando limpressione di una inconsapevole sensualit. I capelli, di un castano
lucente, erano sciolti e ricadevano dietro le spalle in ciocche ordinate. Sulla testa aveva un corto velo
nero trattenuto da un cerchietto di velluto. I suoi occhi spaventati e innocenti produssero in Francisco
una sensazione di smarrimento e un irrazionale desiderio di proteggere quella creatura indifesa.
Baronessa, sono Francisco Flores le disse sollevandosi dallinchino. Mi manda Sua Santit. Sua
Santit? chiese Isabella sorpresa, senza nascondere lirritazione Ho gi parlato col capitano Fusco e
non ho nulla da aggiungere. Francisco fece un respiro e cerc nel suo repertorio di diplomatico un
tono suadente. Vi chiedo perdono, ma anche comprensione. Come immaginerete la famiglia Calvi 
inasprita ed esige risposte per lassassinio del cardinale. Isabella rest impettita al centro della stanza,
solo un lieve tremore del mento rivelava una difficile lotta contro il pianto. Compiango la fine del
cardinale, ma niente pi. Mi domando invece quale sia il messaggio che Sua Santit vuole consegnarmi
per mezzo vostro. Ribadisco che non so dove sia Andrea e che sono convinta della sua innocenza.
Francisco tacque. Era irritato con se stesso perch faticava a controllare il disagio che provava. Quella
giovane donna, appena graziosa e molto ostile, che si sforzava di sembrare forte, gli creava turbamento.
Posso parlarvi con sincerit? le domand con un tremito nella voce che lo indispett ancora di pi.
Isabella annu appena. Sua Santit mi ha mandato per rassicurarvi che, se vostro cognato si
consegner spontaneamente al bargello, la sua clemenza... Lespressione di Isabella si indur. Don
Flores, i Gianani conoscono gi la clemenza di Sua Santit lo interruppe ironica. Io le devo la mia
vedovanza. Francisco ricord le parole di Marrads: non sarebbe stato facile placare lastio di quella
famiglia. Si chiese se in fondo i Gianani non avessero ragione a sentirsi perseguitati e a non voler
perdonare... Questa volta il Santo Padre sar indulgente disse nascondendo i suoi pensieri. Lo
credete davvero? Ne sono certo. Il lutto tremendo che ha subito di recente... lo ha profondamente
scosso e comprende... Il dolore di Sua Santit non cancella il nostro lo interruppe brusca Isabella.
Non dimenticheremo mai. Non intendevo chiedervi questo. Arrestare Jacopo  stata unazione
ignobile: la colpevolezza di Andrea non  ancora stata dimostrata. Spero che abbiate ragione e che i
testimoni si sbaglino. Nessuno ha visto Andrea nellatto di uccidere. Me lha confermato il capitano
Fusco. Francisco non volle raccogliere lo sguardo di sfida che Isabella gli aveva lanciato. Decise
invece di cambiare discorso e indic un affresco che occupava una piccola parete, una scena di caccia
nei pressi di un castelletto di campagna. Che pace deve esserci in quei luoghi! esclam.  la
Volpaia, lunico feudo rimasto ai Gianani dopo che Sua Santit ci ha confiscato il resto... Isabella si
interruppe allimprovviso e arross. A Francisco non sfugg questa lieve inquietudine. Vi interessate
darte, don Flores? riprese Isabella sistemandosi il velo con un gesto nervoso. Non sono un esperto,
ma lapprezzo. Seguitemi allora. Usc decisa dallo studio, dopo aver fatto cenno a Bastiano di
restare, e precedette il Flores nella sala di pittura. Francisco la segu lungo il corridoio, rapito dal
movimento fluttuante delle sue vesti scure e dalla sua andatura leggera. Sperava che il ghiaccio con cui
laveva accolto si sciogliesse per riuscire a ottenere qualche informazione, e nello stesso tempo si
sentiva un infame a forzare la sua buona fede. Isabella spalanc la porta della sala, scost le tende e
tolse il panno che copriva il cavalletto. Lha dipinto Andrea disse con orgoglio vedete con quanto
amore ha ritratto la sua famiglia? Francisco lo osserv con interesse, colpito dalla precisione dei
particolari. Luomo che vi sta alle spalle  vostro marito? domand. Era mio marito, don Flores.
Francisco abbass lo sguardo facendo un piccolo inchino imbarazzato. Vostro cognato ha talento, 
riuscito a cogliere le personalit di tutti... anche se devo dire che voi, dal vivo, siete ancora pi bella.
Le parole gli erano sfuggite dalle labbra senza controllo. Era sincero, ma la sua poteva apparire una
galanteria fuori luogo. Isabella arross e, per nascondere il turbamento, indicando Andrea con un gesto
della mano, disse: A volte  suscettibile, ma non significa che sia un assassino. Non lo conosco, ma
vi credo e spero che mi aiuterete a dimostrarlo. Guardate i suoi occhi.  cos sensibile e gentile, non
ha mai fatto male a nessuno... se non a se stesso. A voi credo e spero che mi aiuterete a dimostrarlo.
Davvero non sapete dove sia? chiese avvicinandosi a lei. Nessuno sa dove sia... e ora Jacopo  a
Castel SantAngelo la voce di Isabella ebbe un cedimento.  un nuovo insulto ai Gianani arrestare un
uomo senza colpe come fosse un ladro!  la legge. Appena sar dimostrata linnocenza di Andrea,
vostro cognato sar liberato mormor Francisco poco convinto. Isabella sedette sullunica sedia dello
studio. Francisco si avvicin a lei e fiss le sue mani bianche, incrociate sul grembo. Era confuso dalla
afflizione di Isabella e stordito dal suo profumo. E laltro vostro cognato? chiese infine. Mario deve
essere a caccia rispose Isabella dopo una breve esitazione che conferm a Francisco lipotesi di una
fuga concertata in famiglia. Forse vi sembrer inopportuno quello che sto per dirvi... le disse
meravigliandosi del suo tono. Sono qui come messaggero di Sua Santit, ma vorrei porgervi il mio
sostegno personale. Isabella non rispose subito, ma esamin con attenzione luomo che le stava
promettendo aiuto. Not lelegante corpetto di broccato celeste che fasciava le spalle diritte sulle quali
ricadevano i folti capelli sciolti, il leggero mantello di seta blu e i lucidi stivali di cuoio lavorato. Tutto
in lui era raffinatezza e prosperit. E lespressione intensa con cui aspettava la sua risposta le sembr
un segno del suo animo sensibile. Considerando chi vi manda disse infine Isabella fissandolo con gli
occhi gonfi di lacrime. Mi sorprendono tanti buoni propositi. La verit  che non sappiamo nulla,
nulla... Permettetemi di aiutarvi insistette Francisco, immaginando come un sorriso avrebbe
illuminato quel viso triste. Nessuno degli uomini di questa famiglia vi chiederebbe piet, ma io sono
madre e non ho paura di supplicare. Isabella si alz di scatto dalla sedia, ma un capogiro la fece
vacillare. Francisco la cinse con le braccia aiutandola a rimettersi seduta, poi con gesto istintivo le
accarezz una guancia umida di lacrime. Il breve contatto fisico gli procur un fremito che cerc di
dominare allontanandosi subito da lei. Sono sola, stanca e ho paura mormor Isabella riprendendo
colore. Non credo di riuscire a sopportare a lungo questa situazione. Spero che Mario torni presto.
Se sapessi dov, gli porterei la vostra richiesta disse Francisco, ma lei scosse la testa sussurrando un
debole grazie, che affond nellanimo di Francisco come una goccia dacqua nella neve. Servirsi di
quella donna fragile e dolce per avere informazioni era ignobile, ma era il suo compito. Decise di
andarsene subito. Fece un inchino veloce e si conged con il cuore pesante. Bastiano lo accompagn
nellatrio, dopo aver ordinato a un paggio di andare nelle scuderie a prendere il suo cavallo. Ho
limpressione che la signora sia molto provata gli disse Francisco. Il servitore non comment. Non
avete notizie del barone Mario? seguit Francisco scrutando intensamente Bastiano. No, Eccellenza
rispose il servo sostenendo il suo sguardo. Strano, le notizie corrono. Dovrebbe sapere ormai che il
bargello lo cerca. Anche questa volta Bastiano non comment. Quando il paggio arriv con il cavallo,
il vecchio servitore si inchin e rientr nel palazzo per sfuggire a quella conversazione scomoda.
Mentre il paggio lo aiutava a montare in sella, Francisco con fare indifferente gli chiese informazioni
sulla tenuta della Volpaia e il modo pi veloce per raggiungerla. Il giovane, senza sospetti, gliele diede,
prima di aprire il portone e vederlo prendere la strada al trotto. La cavalcata non aveva placato Mario.
In famiglia le sciagure si inanellavano una dietro laltra, pensava sentendo il sangue che pulsava pi
veloce del solito. Per non parlare delle contraddizioni: tre mesi prima il vecchio, che non aveva mai
perdonato niente a nessuno, si era rifiutato di vendicare Ippolito e non aveva dato spiegazioni se non un
superficiale la vendetta non mi ridar mio figlio, e Andrea, che allora aveva sbraitato contro il
progetto familiare di far fuori Juan Borgia perch era contrario alla violenza, ora non aveva esitato a
sgozzare il Calvi perch lo riteneva un amico sleale! Andrea era diverso da loro, non sentiva il
desiderio pressante delle donne e nemmeno sapeva maneggiare le armi. Pensava solo allarte, ed era
per questo che si era avvicinato al Calvi. Chiss con quali promesse il cardinale aveva cercato di
intrappolarlo per poi sedurlo! Ma non avrebbe pi allungato le sue mani consacrate n su suo fratello
n su nessun altro! Prov una maligna soddisfazione pensando che era stato lui a istigare Andrea contro
quel pervertito. Quando entr nella corte della Volpaia, dalla nebbia autunnale era appena sorto un sole
velato. Mario scese da cavallo e al fattore che gli era venuto incontro ordin di seguirlo allinterno della
casa. Andrea  qui? No, barone. Non c nessuno, solo i contadini. Potrebbe essere arrivato senza
che tu lo abbia visto, cercalo ovunque ordin Mario. E intanto fammi portare da mangiare. Appena
il fattore si fu allontanato, Mario si tolse il corpetto impolverato e usc sulla corte avvicinandosi al
pozzo. Dopo aver riempito il secchio si sciacqu le mani e il viso, si riavvi i capelli e rientr in casa.
Sulla tavola da pranzo due giovani contadine stavano sistemando tovaglia e stoviglie. Mario diede loro
unocchiata. Una era magra e sgraziata, ma laltra aveva un bel seno e un viso fresco con due occhietti
vispi che promettevano unindole vivace. Il Gianani si sedette e scol un boccale di vino rosso. Poi,
prendendo per la sottana la servetta graziosa, la fece sedere sulle sue ginocchia e le sussurr
allorecchio una richiesta. La ragazza annu con un sorriso compiacente e gli vers da bere. Intanto
laltra gli portava carne arrostita, un pezzo di formaggio e una pagnotta. Mario allontan la giovane e si
butt sul cibo spolpando con voracit un pollo, poi si pul le mani e si ritir nella sua camera. Si sdrai
sul letto cercando di immaginare dove si fosse rifugiato Andrea. Conosceva poco le abitudini di suo
fratello, nonostante avessero vissuto per anni sotto lo stesso tetto, pens togliendosi gli stivali e
buttandoli a terra. In quel momento la porta si apr e la servetta scivol dentro. Mario la prese per un
braccio e lattir su di s. Si svegli a pomeriggio inoltrato. Era riposato e appagato. Si rivest in fretta
e scese nellaia dove il fattore stava parlando fitto con un contadino. Signore, Cecco  appena arrivato
da Roma gli disse indicando luomo che gli stava accanto con il capo chino. Era partito di qui
stamattina con il carretto e ora  rientrato di corsa! Bastiano lo ha mandato a riferirvi che il barone
Jacopo  stato arrestato dal bargello. Mario scost il fattore e quasi si avvent sul contadino che
tormentava il berretto tra le mani. Che ti ha detto Bastiano? Rispondi! Il contadino, intimorito, non
riusciva a rispondere e nemmeno a guardare Mario che invece lo squadrava severo.  solo uno zotico,
e non sa altro intervenne il fattore ma pare che il bargello sia arrivato presto a palazzo e abbia portato
il barone in Castello. Mario fece un gesto di stizza: la legge veniva applicata come sempre senza
sconti per loro! Se fosse rimasto avrebbero arrestato anche lui. Il bargello non ci avrebbe messo molto a
scoprire lesistenza della Volpaia. Meglio tornare a Roma, dove si sarebbe cercato un rifugio sicuro,
per poter intervenire alloccorrenza... Doralice gli aveva confessato il suo amore e lavrebbe nascosto, e
tenuto al corrente dei fatti. Fammi sellare il cavallo ordin al fattore. E se mi cercassero non dite
che sono stato qui. Il sole volgeva al tramonto e Francisco galoppava lungo un tratto pianeggiante e
aperto della campagna romana. A tratti alzava lo sguardo per osservare le nuvole nere che si
ammassavano nel cielo. Laria stagnante e umida preannunciava un temporale imminente. Grazie alle
informazioni carpite al paggio dei Gianani era riuscito in qualche modo a trovare la strada per la
Volpaia, ma poi le indicazioni di alcuni contadini e di un mercante, incrociati sulla via, lavevano ben
indirizzato. Stava seguendo solo unintuizione, che derivava dal viso sincero di Isabella. Mario, e forse
anche Andrea, potevano essersi rifugiati nella loro tenuta. Lincontro con Isabella gli aveva lasciato una
strana sensazione. La grazia sensuale dei suoi gesti lo aveva incantato e lui non riusciva a scacciare
dalla mente limmagine dei suoi occhi nocciola e delle lacrime lasciate scorrere con semplicit.
Francisco diede un colpo di speroni pi deciso. Basta! Non era il momento di innamorarsi come un
adolescente, soprattutto di quella donna. Vide il volto severo di sua madre: donna Ins da giorni lo
torturava con la pretesa che chiedesse la mano di una sua lontana cugina appena giunta da Valencia,
perch la nuora che voleva nella sua casa doveva essere catalana. Quando sua madre si metteva in testa
unidea non si dava per vinta, ma nemmeno lui era disposto a cedere. Arrivato a un bivio mise il
cavallo al passo e si guard intorno. Un terrapieno coperto di vegetazione impediva la vista alla sua
destra; a sinistra la strada, seguendo il percorso del Tevere, proseguiva tra i campi e si perdeva lontano.
Francisco scelse il sentiero tortuoso che costeggiava il fiume; fatti pochi metri, per, vide di fronte a s
un cavaliere che arrivava al galoppo e rallentava landatura prima di incontrarlo. I loro sguardi si
incrociarono e Francisco riconobbe Mario Gianani, ma non ebbe il tempo di parlargli. Un gruppo di
uomini a cavallo, sbucato allimprovviso dal bosco, li circond. Portavano vesti sgargianti e i loro
ghigni erano coperti da fazzoletti. Briganti corsi! pens Francisco sguainando la spada. Mario fece
altrettanto mettendosi al suo fianco. Al segnale delluomo che li capeggiava, i briganti si lanciarono
addosso a loro roteando le spade, colpendo alla cieca, gridando e incitandosi. Francisco e Mario
pararono i primi colpi, ma non era facile resistere allassalto. I corsi erano in cinque e non facevano
sfoggio di tecnica e di cavalleria: volevano solo uccidere e rubare. Mentre schivava gli affondi
cercando di tenersi in sella, il Gianani, insultava i nemici. Riusc a ferirne uno alla gamba e un altro al
petto, ma ricevette un calcio a un ginocchio da un cavallo. Vedendolo in difficolt, un corso gli si butt
addosso e lo pugnal di striscio a un braccio. Mario lasci cadere la spada mentre un fendente lo
colpiva alla testa. Francisco lo vide cadere da cavallo, senza poter intervenire in suo aiuto perch gli
avversari lo circondavano sempre pi minacciosi. Alla fine di un duplice assalto una bastonata colp il
Flores alla nuca. Prima di cadere a terra privo di sensi, Francisco sent il nitrito disperato del suo
cavallo. Poi tutto divenne buio.
18
Fulmini sullAngelo
Fulmini improvvisi squarciavano il cielo di Roma, assopita in un sonno inquieto. Gemma chiuse
dietro di s la porta dellabbaino dove aveva fatto sistemare Andrea. Da quella piccola stanza,
attraverso una porticina, si poteva accedere al tetto. Era una buona via di fuga se la casa fosse stata
perquisita dalle guardie del bargello. Le travi sono di legno vecchio disse la ragazza alzando un
candeliere verso il soffitto per osservarle meglio. Speriamo che il tetto regga. Altrimenti?
domand Andrea inquieto sollevandosi un po dal suo letto di fortuna. Ci bagneremo! Si sorrisero
mentre una sequenza di tuoni lontani faceva vibrare laria stagnante. Da quanto tempo vivete qui? le
chiese Andrea. Da sei anni. E lui... luomo con cui... il vostro... Andrea si interruppe, a disagio.
Amante, volete dire? rispose Gemma guardandolo con amarezza. Scusatemi sussurr Andrea
confuso appoggiandosi al guanciale. Non scusatevi. Voi mi avete raccontato tutto di voi, invece io non
vi ho ancora detto nulla. Gemma sedette su una seggiola. Oliviero Barocelli inizi pronunciando
con ripugnanza il nome. Si chiama cos il fiorentino con cui vivo. Vende sete e damaschi e mio padre
un tempo faceva affari con lui. La mia famiglia era agiata e io ho avuto una vita felice... fino al giorno
in cui il carico in cui mio padre aveva investito tutto il nostro denaro cal a picco in un naufragio. Fu il
Barocelli a pagare i nostri debiti e a salvare mio padre dalla bancarotta e dalla prigione, ma non lo fece
per bont. Allora ero promessa a un giovane, che vedendo la mia famiglia in disgrazia ritir la sua
proposta. Nessun altro mi avrebbe presa senza dote e con questo sfregio. Si fece avanti Oliviero, che
non mi poteva sposare perch era gi sposato, ma aveva bisogno di qualcuno che gli curasse la casa di
Roma quando era lontano. Con il mio lavoro avrei ripagato quanto lui aveva versato per salvarci dal
disonore e dalla fame. Sembr una gran fortuna alla mia famiglia... Gemma abbass lo sguardo. I
miei fratelli erano piccoli, mia madre troppo debole per lavorare e mio padre era un uomo finito che
passava le giornate nelle taverne. Sapevano quello che Oliviero voleva da me, ma mi consegnarono a
lui comunque... Gemma si interruppe e fece un lungo sospiro guardando Andrea che ascoltava turbato.
Fuori, i lampi saettavano sempre pi ravvicinati, tingendo la notte di colori irreali. Avevo quattordici
anni riprese Gemma. Non mi ero mai allontanata da Prato. Mia madre piangeva quando sono partita,
mio padre invece non si mosse dallosteria, forse per il rimorso, chiss...  morto dopo pochi mesi.
Allinizio mi piacevano questa casa, i vestiti e i regali, e Oliviero era gentile, mi diceva che ero bella
anche con questa si tocc la cicatrice sul volto ma ora  cambiato, o sono cambiata io. Ha iniziato a
bere e quando beve mi picchia e mi tormenta con la sua gelosia. Non fa che rinfacciarmi quello che mi
d... sente che lo odio. La voce di Gemma fu coperta da un forte tuono. Istintivamente Andrea allung
una mano verso di lei, ma la ragazza non se ne accorse. E ora lui dov? chiese Andrea. Forse a
Firenze, o a Venezia... non mi dice dove va n quando torner, per scoprire se lo inganno e picchiarmi,
anche se per farlo non ha bisogno di motivi... Gemma rest in silenzio per qualche istante, poi riprese:
Lunico mio rifugio  il convento di San Francesco a Ripa. Frate Ernesto  come un padre per me. 
lui che mi ha insegnato a preparare i medicinali con le erbe e ad assistere i malati. Infatti mi avete
curato meglio di un medico disse Andrea riconoscente. Non fatemi pi buona di quel che sono.
Quando vi ho visto sotto la statua della Madonna, non sono corsa subito a soccorrervi. Ma poi
lavete fatto. Non avrei avuto il coraggio di confessare a frate Ernesto di aver abbandonato un
ferito... un infelice... un infelice come me. Andrea spinto da un impulso incontenibile balz dal letto e,
ignorando il dolore alla spalla, prese Gemma per le mani e la fece alzare dalla sedia. I loro occhi si
fissarono stupiti, poi Andrea la strinse dolcemente a s. Il profumo dei capelli, della pelle, di tutta la
persona di Gemma gli procur nelle vene un fuoco mai provato prima. La scost da s un poco per
guardarla ancora. Poi le premette le labbra sulla bocca. Fu la voce impetuosa del fiume a risvegliarlo.
Francisco apr gli occhi, confuso come dopo un lungo sonno. Era steso a terra e il buio lo avvolgeva.
Sent sotto di s lumidit dellerba e ne percep lodore pungente. Cerc di alzare la testa, ma avvert
un dolore cupo e martellante alla nuca; prov a muovere un braccio, poi laltro: erano pesti, ma non
rotti. Un fulmine cadde poco lontano illuminando a giorno la campagna circostante e la figura di un
cavallo che scalpitava. Quando il tuono esplose lanimale si impenn e nitr terrorizzato. Francisco
ricord di colpo quello che era successo. Mosse lentamente le gambe, sentendo una fitta acuta a una
coscia che lo lasci senza fiato. Riusc a mettersi seduto, anche se gli pareva che tutto girasse intorno a
lui. Un ronzio insistente gli lacerava le orecchie tanto che fu scosso da ripetuti conati, ma riusc a non
ricadere terra. Quel cavallo era la sua unica speranza, doveva avvicinarlo e calmarlo. Qui... bello,
qui... disse cercando di essere rassicurante. Di nuovo una sequela di lampi e tuoni. Francisco si
accorse che gli avevano sfilato il corsetto e anche gli stivali e che addosso gli erano rimaste solo la
camicia e le brache strappate. Si mise in ginocchio nella terra fangosa, poi, stringendo i denti, in piedi.
Fu assalito da una nausea terribile e da un capogiro, ma anche questa volta riusc a non cedere. Il
cavallo intanto si muoveva irrequieto a una decina di metri da lui. Guardando meglio, Francisco si
accorse che non era il suo, ma quello di Mario Gianani, scappato quando i briganti lavevano
disarcionato. Mario! Che ne era di lui? Francisco scrut intorno a s, ma non vide altro che i contorni
indefiniti del bosco e le acque schiumanti del Tevere che in quel punto si piegava in unansa. Forse i
briganti avevano gettato Mario nel fiume? Una folata daria fredda pieg le cime degli alberi e sferz la
criniera del cavallo che scalci ancora. Presto si sarebbe scatenato un diluvio, pens Francisco, doveva
trovare un riparo. A tentoni si avvicin allanimale che girava intorno a un corpo riverso nel fango: era
Mario. Francisco si inginocchi, appoggi lorecchio al petto del Gianani e sent che il suo cuore
batteva ancora. Per salvarlo doveva portarlo subito via da l. Francisco cerc di attirare il cavallo che,
diffidente, arretrava nitrendo e portando indietro le orecchie. Qui, buono... dai! Francisco apr la
mano vicino al suo muso e prov a parlargli con calma per tranquillizzarlo. Dopo qualche tentativo
andato a vuoto riusc a prendere le briglie e a legarlo a un albero vicino. Con uno sforzo estremo
trascin Mario fino al cavallo, lo sollev e lo appoggi di traverso sullarcione dellanimale, quindi,
sciolte le briglie, mise un piede in una staffa, poi gemendo di dolore, si iss sulla groppa. Si leg le
redini intorno alla vita, per paura di perdere i sensi e scivolare a terra. Quando spron il cavallo, la
pioggia iniziava a scendere a rare gocce pesanti. Erano in molti a entrare nella taverna del Gallo Nero
per ripararsi dal temporale incombente. In un angolo appartato, tra il fumo delle torce e gli aliti forti di
vino degli avventori, Tito Ferro torchiava la Mora. Sputa la verit! le ordin dandole uno strattone.
Non ripetere sempre la stessa storia! Vi ho gi detto quello che so rispose la donna con voce
stridula. Eri daccordo col servo del cardinale? Ti ha promesso un bel po di soldi se lo proteggi?
incalzava Ferro guardandola torvo. No, no... non lo conoscevo, veniva qui e mi guardava, ma non gli
ho mai parlato, non sapevo nemmeno che lavorasse dal cardinale. Non centro nulla, io, chiedetelo al
padrone disse la Mora indicando il banco della taverna. Con lui abbiamo gi parlato, ora sei tu a
dover cantare. Allora? insistette Tito Ferro insensibile alle sue preghiere. Il soldato mi ha pagata per
far divertire lo strabico, e io cos ho fatto. Quindi insisti nel dire che prima di quella sera non avevi
mai visto il soldato. Me lo ricorderei: era un tipo strano... disse la Mora con aria pensante.
Cosaveva di strano? Intanto pagava per far divertire un altro. Le guardie che affiancavano Tito
Ferro scoppiarono a ridere. Hai ragione ammise Tito.  un fatto sospetto. E poi? Mi sembrava
diverso dai soliti... La Mora lanci uno sguardo sprezzante verso le guardie. Perch, cosabbiamo noi
che non va, Mora? chiese uno sgherro facendo un gesto osceno. Forse questo? I suoi compagni
ruppero in una risata canzonatoria, ma con un gesto deciso Tito Ferro spense in un attimo le loro risate.
Dunque? riprese fissando la donna. Era pi... fine, ecco! Pi signore disse continuando a sfidare le
guardie. E aveva gli occhi belli! Comandante, non fidatevi delle parole di una baldracca. Mentono
sempre, queste! intervenne il pi anziano tra gli uomini. Avanti Mora, parla, se non vuoi assaggiare
la mia finezza! prese la donna per un braccio e le mostr la mano pronta a colpire. La Mora ebbe un
sussulto proteggendosi il viso con un braccio, ma non parl. Tito Ferro questa volta non intervenne. Lo
sgherro le sferr un ceffone che la fece cadere dalla sedia. Confessa che ti ha pagato per farti tacere,
zoccola! Non so niente! Niente! grid la Mora asciugandosi con una manica il sangue che le usciva
dal labbro ferito. Non lo conosco quel soldato! Non lho mai visto in vita mia! Menti! la guardia
alz di nuovo la mano per colpirla. Basta! lordine di Tito Ferro ferm il suo uomo. Ascolta Mora
le disse. Descrivimelo di nuovo. Ve lho detto: era alto e abbastanza grosso. Aveva una barba riccia
che gli copriva quasi tutta la faccia e i capelli lunghi e rossi. Non posso ricordare tutti quelli che
passano di qui... indic la folla degli avventori che guardavano incuriositi nella sua direzione. E poi
con lui non ci sono stata, lho visto per pochi minuti. Dopo avermi pagata se n andato. Tito Ferro
sospir. Se scopro che mi hai mentito ti vengo a prendere e ti sbatto in galera per... Tito Ferro non
riusc a terminare la frase. Un boato spaventoso squarci la notte facendo tremare le pareti della
taverna. Gemma e Andrea balzarono a sedere sulla branda. Unesplosione! esclam Andrea
alzandosi e aprendo un poco le imposte. Verso est una colonna di fumo si alzava alta nel cielo buio. Il
fragore aveva lasciato uneco strana nellaria che si spense in un silenzio innaturale. Poi,
allimprovviso, scoppiarono grida, lamenti, voci che parlavano tutte assieme, finestre e usci che si
aprivano curiosi. Castel SantAngelo! esclam Andrea indicando la direzione a Gemma accorsa
accanto a lui. Un fulmine deve aver colpito le munizioni della torre ipotizz Andrea abbracciandola.
Vieni, torniamo a letto. Gemma si lasci guidare da lui e quando furono di nuovo sdraiati vicini
Andrea inizi ad accarezzarle piano i capelli. La mia vita  cambiata, questa notte.  stato cos facile...
con te. La Vergine ci ha visti soffrire e ci ha fatto incontrare. Andrea sorrise, commosso dalla fede
di Gemma. Forse hai ragione. C qualcuno lass che decide per noi. E ora? Ora contiamo solo
noi. Non mi importa se l fuori  saltata per aria tutta Roma. Lascia che ti accarezzi ancora. La prese
tra le braccia mentre lacrime trattenute per anni gli bagnavano le ciglia. Libero dal passato, era
finalmente uomo. Quanta paura aveva avuto fino a quel momento delle donne e dellamore! Non ti
lascer qui afferm poi asciugandosi con gesto risoluto il viso. Non resterai con lui. Dobbiamo
trovare subito un altro rifugio per te. Per noi! Gemma lo strinse pi forte. Parler con frate
Ernesto.  un uomo buono, lunico che mi abbia aiutata in questi anni. Ti nasconder nel convento, ma
dovrai trovare il coraggio di stare accanto a malati, feriti, moribondi... Se lo hai tu questo coraggio,
lo trover anchio. Non  il mondo a cui sei abituato. Non so pi quale sia, il mio mondo.
Domattina presto andr al convento disse Gemma. La pioggia continuava a cadere a volte lenta, a
volte con improvvisi scrosci che il tetto faticava a sopportare. Dovr avvertire i miei fratelli...
mormor Andrea pensieroso. Ma forse  inutile, saranno contenti di essersi liberati di me. Saranno
in pena invece. Mario mi guardava con disprezzo disse Andrea perso nei ricordi. Ma se creder a
quanto dicono i banditori sar fiero di me! Jacopo no... lui sar inquieto. Chiederemo consiglio a
frate Ernesto afferm decisa Gemma baciandolo ancora. Ercole balz dalla cuccia e si mise ad
abbaiare con insistenza. Santiddio, che notte! Lampi, tuoni, esplosioni... un inferno! esclam
Bastiano alzandosi dal letto sul quale si era appena buttato. Che hai, Ercole? Si avvicin al molosso
che graffiava con insistenza la porta continuando ad abbaiare. Bastiano accese la lanterna e si butt il
pastrano sulle spalle. Andiamo a vedere cosaltro c, perch qualcosa deve esserci! Sei cos
rabbioso! Apr la porta liberando il cane che si lanci nel buio. Ercole, qui! gli grid Bastiano e
seguendolo: Ma... chi va l? url alzando il lume. Tra lo scrosciare della pioggia distinse un cavallo
che scalpitava e gli bast un istante per riconoscere con sgomento il destriero di Mario. Si avvicin di
corsa e vide un uomo riverso sulla groppa e Mario che stava di traverso sullarcione. Senza esitare
Bastiano apr il cancello e afferr il cavallo per il morso, spingendolo verso le scuderie. Appena furono
al coperto appoggi a terra il lume e cerc di scuotere luomo accasciato. Don Flores! mormor
sbalordito, riconoscendolo. Presto... bisbigli Francisco prima di lasciarsi cadere lungo il fianco del
cavallo. Mario  ferito... Bastiano lo aiut a distendersi sopra un mucchio di paglia, lo copr in fretta
con una coperta di stalla, poi si avvicin a Mario che non dava segni di vita, lo fece scivolare piano
dallarcione e coric a terra anche lui. Una rapida occhiata e cap che aveva bisogno daiuto, ma decise
di non chiamare altri servi. La presenza dellambasciatore del papa e il ritorno imprevisto di Mario gli
suggerivano prudenza. Si affrett verso linterno del palazzo, e corse a chiamare Nina, la cameriera di
Isabella, chiedendole di svegliare la baronessa e condurla nelle scuderie. Pochi minuti dopo Isabella,
avvolta in un mantello e accompagnata da Nina, raggiunse Bastiano. Riconoscendo Mario e il Flores
lanci un grido. Sono arrivati a cavallo, feriti la inform Bastiano chinandosi sul Gianani. Isabella si
inginocchi accanto al cognato e, alzato il lume, lo osserv. Alla base del collo aveva una profonda
ferita sanguinante e su tutto il corpo lividi e tagli. Francisco emise un gemito. I briganti... mormor
nel delirio. Ci sono addosso... Isabella gli corse accanto e gli liber il viso dai capelli fradici.
Portiamoli dentro ordin. Aiutata da Nina, sorresse Francisco che camminava a stento conducendolo
fino allinterno del palazzo. Bastiano si caric Mario sulle spalle e, presa la lanterna, segu le due
donne. Presto, nella stanza vuota del primo piano ordin Isabella salendo la scala. Francisco si
guardava attorno, ma non vedeva nulla, delirava e incespicava a ogni passo e le due donne faticavano a
reggere il suo peso. Quando furono al piano Isabella sent Ruggero che strillava forte, ma vinse
limpulso di correre da lui e lasci che fosse la balia a occuparsene. Nina, vai a prendere acqua, fasce
e panni asciutti, e anche gli unguenti le ordin Isabella aprendo la porta di una stanza. Fece stendere
Francisco su un letto e segu Bastiano fino alla camera di Mario. Lo adagiarono e iniziarono a togliergli
gli abiti fradici. Intanto la domestica ritorn reggendo un catino, una brocca dacqua e panni asciutti.
Attizza il fuoco nel camino le ordin Isabella mentre asciugava con un panno i capelli di Mario. E
don Flores? chiese con voce tremante a Bastiano che strofinava il torace di Mario per asciugarlo e
riscaldarlo. Ci occuperemo dopo di lui. Sembra meno grave. Avr trovato Andrea? Sono stata io a
parlargli della tenuta... continu tristemente Isabella guardando Bastiano che applicava un unguento
alle ferite di Mario. Li avranno assaliti i briganti! esclam Bastiano. Solo loro fanno affari in una
notte cos! Non c nessuno che li fermi e basta passare per un bosco che te li trovi davanti e allora...
Speriamo che le guardie del bargello non siano gi arrivate alla Volpaia, se Andrea si fosse davvero
nascosto l... Lesplosione al Castello e la burrasca le avranno trattenute, spero... Bastiano si
interruppe a un gemito di Mario e si chin su di lui. Bisogna rianimarlo, proviamo a farlo bere disse
Isabella guardandolo preoccupata. Nina, vai a preparare qualcosa di caldo. Appena la ragazza si fu
allontanata, Isabella si rivolse con apprensione a Bastiano: Dobbiamo chiamare un medico? E le
sentinelle del bargello? Lo avranno visto arrivare? Bastiano riflett qualche istante mentre copriva
Mario con un lenzuolo. Era ridotto male, ma aveva una fibra robusta e se la sarebbe cavata. Don Flores
era pesto, ma non aveva ferite gravi. Fuori non c nessuno, dopo il botto le sentinelle sono tornate in
caserma; non le vedremo fino a domattina. Almeno questa fortuna labbiamo avuta... Aspettiamo,
baronessa. Non  il momento di creare altri malintesi col bargello. Don Flores  un diplomatico del
papa e potrebbero accusare noi di averlo ridotto cos. Anche con la servit meglio tacere. S. Di loro
vi occuperete solo tu e Nina disse Isabella uscendo. Ora andiamo da don Flores.
19
Amori difficili
La pioggia aveva rinfrescato laria cancellando ogni traccia destate. Gemma si strinse al corpo lo
scialle azzurro e acceler il passo. Roma non le era mai sembrata cos bella, anche se le nubi nere non
avevano ancora lasciato il cielo e il Tevere era traboccante e impetuoso. Per le strade la tempesta aveva
lasciato foglie, alberi sradicati e pozzanghere fangose in cui cani e bambini sguazzavano per gioco. Nei
rioni capannelli di persone commentavano i fatti della notte. La statua dellAngelo era crollata, colpita
da una folgore, mentre il deposito delle munizioni del Castello aveva preso fuoco ed era esploso
ferendo molte persone, danneggiando palazzi e case del Borgo. Il Tevere, ingrossato dalla pioggia
battente, faticava a rimanere dentro gli argini, facendo temere unalluvione. Il popolino mormorava che
le morti dei cardinali e laccanimento dei fulmini fossero provocate da Dio, irato con la sua Chiesa
corrotta e si chiedeva che altro sarebbe successo. Gemma ascoltava appena, persa nella sua felicit. Era
questo lamore? Non vedere niente altro che gli occhi di Andrea, pensare solo al momento in cui si
sarebbero abbracciati di nuovo? Sentire nel petto la gioia di essere viva e amata? Compiangeva i feriti e
le dispiaceva del disastro causato dalla pioggia, ma non riusciva a impedirsi di sorridere. Entr nel
convento di San Francesco e cerc subito frate Ernesto. Lo trov negli orti a controllare i danni causati
dal temporale. Accanto a lui frate Claudio scuoteva la testa sconsolato, osservando le sue pianticelle
distrutte e calcolando che i proventi della farmacia del convento ne avrebbero risentito. Gemma
raccolse le sottane e si avventur nel fango per raggiungerlo. Vi devo parlare! esord Gemma dopo
un frettoloso saluto. Da sola... aggiunse sottovoce indicando frate Claudio... Andiamo nel
parlatoio le disse frate Ernesto cogliendo in lei uninsolita agitazione. La precedette, aiutandola a non
scivolare e quando furono al coperto, guardandola con timore, le chiese: Che hai? Non ti ho mai vista
cos agitata. Mi  successo...  accaduto... Gemma si ferm colta dallemozione. Ho salvato un
uomo che... I singhiozzi le impedirono di continuare. Dimmi quello che hai nel cuore, Gemma la
tranquillizz frate Ernesto appoggiandole paternamente la mano sulla spalla. Sono cos felice e cos
disperata! Il frate sorrise notando uno scintillio nuovo nel suo sguardo. Raccontami, dallinizio, con
calma. Gemma fece un sospiro e inizi a parlare. La luce del giorno che filtrava attraverso le tende
appena accostate lo ridest dal dormiveglia. Francisco si guard attorno. Era disteso su un letto
morbido, in una stanza grande e ben arredata e indossava una camicia di mussola pulita. Era scosso da
brividi di febbre, aveva dolori in tutto il corpo, ma era soprattutto alla nuca che sentiva fitte brucianti
come punte roventi. Lultimo suo ricordo era il collo del cavallo a cui si era aggrappato. Qualcuno
doveva averlo raccolto... ma chi? La risposta arriv con il timido ingresso di Isabella. Con un tuffo al
cuore Francisco cap che il cavallo di Mario, per istinto, li aveva riportati a palazzo Gianani. Come vi
sentite, don Flores? gli chiese Isabella avvicinandosi al letto. Francisco fatic a rispondere e fece un
gesto vago. Siete vivo per miracolo, cosa vi  successo? Io e vostro cognato ci siamo... incontrati
a... Francisco si interruppe; la sua gola era secca e non riusciva a parlare. Non vi sforzate. Vi porto
dellacqua. Isabella riemp un boccale dacqua prendendola da una brocca e vi intinse il suo fazzoletto
di lino; con questo inumid le labbra di Francisco, poi vers piano alcune gocce nella sua bocca.
Francisco bevve deglutendo a fatica, pi volte. Con un cenno della mano indic a Isabella che ora
poteva parlare. Quando sono uscito dal vostro palazzo ho pensato di andare alla Volpaia alla ricerca di
Mario. Lho incrociato appena fuori citt, ma non sono riuscito a parlargli perch un gruppo di briganti
corsi ci ha assalito... Francisco si interruppe e chiese ancora da bere. Ci siamo battuti insieme
riprese dopo aver bevuto ma mi hanno colpito alla testa e sono svenuto. Quando ho riaperto gli occhi
era notte e ho trovato Mario steso a terra... lho issato sul cavallo... e non ricordo altro. Francisco
chiuse gli occhi spossato dalla fatica e Isabella gli appoggi una mano sulla fronte rovente. Avete la
febbre alta... devo avvertire la vostra famiglia che... No! Francisco apr di nuovo gli occhi. Non
voglio che mia madre si preoccupi. Pensa che io sia fuori Roma, agli ordini di Sua Santit. Se volete
posso andarmene anche subito, non voglio arrecarvi alcun... tent di alzarsi, ma senza riuscirvi. Non
potete muovervi e qui sarete curato. Non ho avvisato le guardie del bargello che piantonano il
palazzo... Isabella lo guard perplessa. Perdonatemi, non so come comportarmi, forse ho sbagliato,
avrei dovuto chiedere una scorta che venisse a prendervi. Francisco alz un braccio per fermare
Isabella. Sono io che avrei dovuto muovermi con una scorta... invece mi sono comportato come uno
stupido. Appena mi sentir meglio me ne andr. Vi ringrazio per quello che fate per me, vi chiedo solo
qualche ora di riposo... Avete tutto il tempo che vi serve. Riposate e non pensate a nulla. Francisco
chiuse gli occhi e si assop subito. Isabella lo osserv turbata, poi usc in fretta dalla stanza e corse ad
abbracciare suo figlio.  tutto? chiese frate Ernesto a Gemma al termine del suo racconto. La ragazza
assent, mentre i suoi occhi verdi lo fissarono imploranti. Padre, aiutatelo,  innocente! E io non posso
pi tenerlo a casa perch Oliviero sta per tornare. Frate Ernesto prov una profonda e dolorosa
tenerezza per lei. Gemma aveva incontrato per la prima volta lamore. Non si era inaridita a dispetto
della vita che conduceva, ma fino a quel momento il suo sguardo era sempre stato triste e si animava
solo quando lavorava nella farmacia dellospedale. Ora il Signore la metteva davanti a unaltra prova.
Chi era luomo di cui si era innamorata? Era davvero un perseguitato o stava sfruttando il suo candore?
Il priore chiese a Dio le parole giuste per proteggerla dalle disillusioni.  il presunto assassino di un
cardinale, un ricercato dalla giustizia... nasconderlo significa violare la legge. Per te questo giovane 
importante, ma... Vi baster parlargli per convincervi della sua innocenza! Lo sguardo di frate
Ernesto si fece cupo. Ascoltami Gemma, tu gli credi perch ti sei innamorata, ma attenta, lamore pu
offuscare la realt. Non sai nulla di lui se non quello che ti ha raccontato, potrebbe mentirti perch ha
bisogno del tuo aiuto, ma poi... Non  cos, credetemi! Parlategli e mi capirete. Dobbiamo salvarlo
perch se verr arrestato, il bargello lo far giustiziare. Vorrei aiutarlo, ma dici che  un nobile
romano, con unimportante famiglia alle spalle! I Borgia odiano la sua famiglia, hanno gi impiccato
suo fratello senza nessun processo. Padre Ernesto abbass gli occhi con un sospiro di rassegnazione.
Vi scongiuro, parlategli! singhiozz Gemma aggrappata al suo braccio. La ragazza gli chiedeva
molto, pens Ernesto. Se gli uomini di Fusco, cercando Andrea, fossero risaliti al convento, lui avrebbe
passato molti guai con i suoi superiori. La zona brulicava di piccoli malviventi che, spinti dalla fame e
dalla disperazione, derubavano i fedeli e i pellegrini che sbarcavano a Ripa con le tasche piene di
offerte da versare nelle chiese. Il bargello chiudeva un occhio sul fatto che i frati non facessero
distinzione tra borsaioli, delinquenti e brava gente, e curassero tutti, ma non avrebbe tollerato che
nascondessero lassassino di un cardinale. Frate Ernesto riflett per alcuni istanti. Non aveva mai
anteposto la tranquillit personale alle scelte del credo francescano e non lo avrebbe fatto nemmeno
questa volta. Se il giovane non aveva colpe era suo dovere di cristiano salvarlo, anche a costo della
vita. E se invece era un impostore e un omicida... avrebbe avuto ancora pi bisogno della sua
misericordia. Guard intenerito il viso ardente di Gemma. Lo ascolter disse con un sorriso.
Conducilo qui questa notte. Ti dar un saio che gli farai indossare durante il tragitto. E state molto
attenti perch c una taglia sulla sua testa. Grazie, padre, grazie! Gemma con un gesto istintivo gli
prese una mano e gliela baci. Il frate la ritrasse schermendosi e fece una carezza sulla testa china della
ragazza. Alzati, Gemma, non ringraziarmi, ma sii prudente: non fidarti ciecamente di quel giovane.
Fino a qualche giorno fa non lo conoscevi nemmeno! Gemma non esit a rispondere.  come se lo
conoscessi da sempre. Quando sono con lui riprendo a sperare per la mia vita. Il frate la fiss
perplesso. So di non esserne degna... continu Gemma. Lui  un nobile e io chi sono, invece? Solo
una sfregiata che vive nel peccato... No! Padre lasciatemi dire tutto continu ignorando un tentativo di
intervento del frate. Se non mi confido con voi con chi posso farlo? Non mi importa come andr a
finire, ma la Madonna lha mandato sotto la mia finestra e io non posso abbandonarlo. E la sua
famiglia? Samir mi ha detto che ci sono le guardie del bargello che fanno la ronda intorno al suo
palazzo. Andrea non pu tornare a casa. Vi aspetto questa notte disse con un sospiro Ernesto. Ora
vado a prenderti il saio. Unultima cosa, padre lo trattenne Gemma. Andrea ha disegnato il volto
del vero assassino gli porse il disegno. Voi incontrate tanta gente e forse lo conoscete. Frate Ernesto
guard il ritratto con attenzione per qualche istante. Il ritratto  molto preciso, ma non ho mai visto
questuomo. Consegnate questo foglio al bargello con una lettera di spiegazioni. Chiss, forse lui lo
riconoscer! Meglio che non ci fosse molta luce nella stanza, pens Isabella sedendosi accanto al letto
di Francisco ancora addormentato. In quella penombra poteva guardarlo senza pudore, nascondendo
pi a se stessa che a lui, lemozione che provava. Quel nemico della sua famiglia era luomo meno
adatto a prendere il posto di Ippolito nei suoi pensieri... Eppure voleva piacergli, e aveva gi iniziato a
fantasticare su di lui. Nei pochi istanti in cui erano stati vicini aveva dimenticato le sofferenze del
passato e aveva riprovato sensazioni che credeva perdute per sempre. Era ancora doloroso pensare alla
morte di Ippolito: si era portata via balli, risate, abbracci, sogni... Anche il vecchio palazzo aveva
cessato di vivere ed era sprofondato nellabbandono. Come il castagno marciva dallinterno, e nessun
camino riusciva pi a dare calore alle sue stanze silenziose. Tutto era cos cupo, senza speranza. Nei
primi tempi si era aggrappata al ricordo di Ippolito per dare un senso alle sue giornate, ma ormai quasi
non riusciva a rammentarne la voce, lodore, i gesti, e i contorni del suo viso diventavano sempre pi
sfumati. A volte cercava nei tratti di Ruggero una somiglianza con il padre, ma il piccolo era simile a
lei. Era anche tornata di nascosto nella sala di pittura di Andrea per osservare in solitudine il dipinto di
famiglia. Aveva accarezzato la figura di Ippolito per cercare le emozioni di un tempo, ma aveva
provato solo una flebile nostalgia. Doveva accettare la realt: il ricordo di Ippolito si stava
affievolendo, e la vita la chiamava ancora, forse con la voce e lo sguardo di Francisco. Perch lui e non
Jacopo? Suo cognato lamava disperatamente, ma per lei era solo un fratello. Il cuore va dove vuole,
pens asciugandosi una lacrima, e anche il desiderio. Si alz per andarsene, ma un gemito di Francisco
la fece risedere, questa volta sul letto accanto a lui. Il giovane spalanc gli occhi febbricitanti e le
afferr le mani con forza. Isabella ringrazi di nuovo la penombra che nascondeva il suo smarrimento.
Perdonatemi... bisbigli Francisco lasciandole le mani. Sognavo... Come vi sentite? Meglio,
grazie. Avete notizie di Andrea? E Mario? Si  risvegliato? No... non so pi che fare... Francisco
alz un braccio e le scost una ciocca di capelli dal viso, ma lasci ricadere subito il braccio
maledicendo la sua debolezza. Isabella sent il cuore che batteva forte nel petto. Lo sentir anche lui,
pens arrossendo. Si alz cercando di controllare il tremito della voce. Ora devo andare. Mio figlio mi
aspetta. Vi mander Bastiano. Usc senza guardarlo e richiuse in fretta la porta alle spalle. Rimase
appoggiata al muro per qualche istante per riprendere fiato prima di scendere la scalinata.
20
Carceri
Lavevano rinchiuso in una stanza che non aveva laspetto di una cella: era ampia e arredata con un
letto, una cassapanca e uno scrittoio di buona fattura. Alla porta per era fissato un robusto catenaccio e
le finestre erano sbarrate da fitte grate. Jacopo si avvicin a una inferriata e guard fuori: la visuale che
gli si offriva era solo un triste muro grigio. Torn sui suoi passi e sedette sul letto sfatto dove aveva
passato una notte insonne, rigirandosi tra pentimenti, domande senza risposta e tentativi di trovare una
soluzione. Inoltre, per quanto si sforzasse, non riusciva a immaginare Andrea che tagliava la gola al
Calvi. Suo fratello era un istintivo che a volte si accendeva per poco, ma non era un violento. Jacopo
aveva cercato nella memoria un episodio in cui Andrea si fosse dimostrato almeno rissoso, ma non era
riuscito a trovarlo. In realt, per, che sapeva di lui? Forse le disgrazie che si erano abbattute sulla
famiglia avevano intaccato il suo equilibrio fino a... no! Lindole di Andrea non era quella di un
assassino, ma di un uomo buono. Spesso li aveva accusati di non provare affetto per lui, ma Mario,
anche se lo canzonava, gli voleva bene e lo avrebbe difeso anche a costo della vita. Quanto a se stesso,
Jacopo si rimproverava solo uneccessiva freddezza dovuta al suo carattere chiuso. Soffriva sapendo
che Andrea era braccato e ingiustamente accusato di omicidio, e questa era una prova del suo amore
fraterno. La spiegazione del fatto andava cercata nella vita del cardinale. Perch Andrea ne era stato
affascinato? Sosteneva che larte fosse il loro punto dincontro... e se, invece, i loro rapporti si fossero
spinti oltre? E quanto oltre? Forse la rivelazione della passione di Lorenzo per Juan aveva fatto scattare
lodio di Andrea, ma questo non aveva trasformato un ragazzo mite in un assassino. Decise di non
riferire agli inquirenti questi suoi pensieri: lambiguit di Lorenzo costituiva un movente valido per
incolpare Andrea. Il rumore del catenaccio che scorreva lo fece balzare in piedi. Preceduto da due
scherani, Riccardo Fusco entr e si piazz davanti a lui dopo aver accennato un inchino formale.
Avete riflettuto, barone? Jacopo lo fiss con marcata impassibilit. Quella che vi ho detto ieri  la
sola verit che conosco. Non so dove sia mio fratello, ma so che  innocente e che siete in errore. Ho
raccolto testimonianze che contrastano con quanto affermate. Da qualche tempo vostro fratello e il
cardinale Calvi avevano continui dissapori. Ne eravate al corrente? Il respiro di Jacopo si ferm per
un istante. Non lo sapeva. Andrea non parla volentieri con me dei fatti suoi dichiar in tono fermo.
Fusco estrasse dal corpetto il pugnale con cui era stato ucciso il Calvi e chiese: Lavete mai visto?
No. E se pensate che possa essere di Andrea vi sbagliate.  un pessimo schermidore e non sa
maneggiare le armi. Possiede solo uno spadino con lo stemma di famiglia e a volte esce senza
nemmeno portarlo con s. Un atteggiamento imprudente che non ho mai condiviso. Fusco tacque per
qualche istante, colpito dalle ultime affermazioni di Jacopo, poi riprese il pugnale e se lo rimise nel
corpetto. Vostro fratello possiede ritratti di don Juan Borgia? Jacopo non riusc a trattenere un
piccolo sobbalzo. Non credo proprio! rispose con disprezzo. Avrei molte domande da rivolgergli...
non gli giova essersi dileguato in quel modo. Ne convenite? Penso che sia fuggito per paura. Le
apparenze erano contro di lui e si aspettava di non essere creduto. Se  innocente non ha nulla da
temere. Jacopo lo guard ironico. Permettetemi di dubitarne. Non avete fiducia nella giustizia?
anche il tono di Fusco era sarcastico. Dovrei averne dopo quanto  accaduto a Ippolito? Fusco
incass il colpo. Il Gianani aveva ragione. La parte che doveva sostenere non gli piaceva, ma era la sua
parte. Gonfiando il petto disse dun fiato: Preferite una giustizia che non punisce gli omicidi? Che
mi dite, capitano, dellaltro testimone? chiese Jacopo eludendo la domanda del bargello. Mi 
sembrato di capire che  fuggito e, lavete detto voi; chi fugge ha qualcosa da nascondere. Siete ben
informato! A Roma le notizie girano in fretta. La fuga di entrambi  un dato certo, cos come il
fatto che vostro fratello sia entrato in casa del cardinale in preda allira. Molti testimoni lhanno visto
accanto al morto con in mano... Si tocc il corsetto. Questo pugnale sporco di sangue. Jacopo lo
fiss con occhi di fuoco. Nessuno lo ha visto uccidere! E allora perch  fuggito? Da ieri chiedo
di parlare con il governatore Della Rovere e con il cardinale Sforza disse Jacopo eludendo la domanda
ma non ho ottenuto nulla. Riferir le vostre richieste, barone lo interruppe gelido Fusco, poi
ammorbidendo il tono e avvicinandosi aggiunse: Ricordate: io non vi sono nemico, cerco la verit, per
il bene di tutti. Si fissarono per alcuni istanti negli occhi, poi Fusco gir sui tacchi e, seguito dai suoi
uomini, usc. Prima di entrare in casa Gemma fece il segno della croce davanti alla statua della Vergine
e in cuor suo la ringrazi. Come concordato buss tre volte e quando Samir le apr, sal di corsa le scale
fino alla soffitta. Andrea, sentendo i suoi passi, balz a sedere sul letto. Il brusco movimento gli
procur una smorfia di dolore che cambi in sorriso alla vista degli occhi splendenti di Gemma. Andrea
lattir a s baciandola con ardore e le scost la ciocca di capelli ricaduta sul viso accaldato. Mi sei
mancata le sussurr. Come ho potuto vivere ventanni senza di te? Gemma si morse le labbra per
non piangere di gioia. Erano cos dolci quelle parole, ma frate Ernesto le aveva detto: Ora lui ha
bisogno di te, ma poi... Stanotte siamo attesi al convento. Ti nasconderai l e non avrai pi nulla da
temere disse scacciando quel pensiero. Io e Samir ti accompagneremo a Ripa appena cala il sole. E
tu? le chiese Andrea stringendole forte le mani. Non puoi restare qui. Andrai a casa mia. Scriver a
Isabella...  buona e ti accoglier. Gemma scosse il capo e si alz. Io devo restare qui. Non devo
destare sospetti. Il Barocelli non ti deve nemmeno sfiorare o io... Non lo far! lo rassicur
Gemma con fermezza. Frate Ernesto ha visto il tuo disegno, ma non conosce quelluomo. Ti consiglia
di mandare il ritratto al bargello con una lettera di spiegazioni. Ci penser Samir a recapitarla senza
dare nellocchio. Andrea medit qualche secondo. S, vale la pena di tentare disse. Portami un
altro foglio, ti prego. Quando le guardie vennero a prelevarlo, Jacopo pens che il cardinale Sforza
fosse riuscito a perorare la sua causa presso il pontefice. Si aspettava che lo conducessero a un
colloquio chiarificatore, ma rest deluso. Venne introdotto invece in unaltra stanza non lontana dalla
sua. Alla luce di un doppiere un uomo era seduto davanti a una scacchiera. Il disappunto di Jacopo si
trasform in stupore nel momento in cui luomo alz il viso: era Bartolomeo Flores, vescovo di
Cosenza, incontrato al banchetto di nozze solo qualche giorno prima. Barone Gianani! esclam il
Flores porgendogli la mano e invitandolo a sedersi di fronte a lui. Ci rivediamo, ma questa volta in un
luogo poco piacevole, inutile negarlo. La risata e il gesto con cui accompagn le sue parole a Jacopo
sembrarono forzati. Perch siete qui? gli chiese cercando di mantenere un tono distaccato. Potrei
farvi la stessa domanda! Ma io so quello che vi  successo, o meglio quello che  successo a vostro
fratello... Questa storia assurda si chiarir presto. Presto borbott tra s Bartolomeo. Presto...
Voi, invece? lo incalz Jacopo. Io invece ho richiesto la vostra compagnia per trascorrere qualche
ora in modo piacevole e dimenticare questo luogo che ci ospita, nostro malgrado. Saprete senzaltro
giocare agli scacchi... Jacopo assent e Bartolomeo riprese: E Sua santit mi ha concesso questo
privilegio a ringraziamento dei miei passati servigi! scoppi in una risata amara e per un istante la sua
espressione si fece cupa. Sapete Gianani, io non sono uno stinco di santo. Mi accusano di aver
falsificato centinaia di documenti ed  per questo che mi trovo qui. Sono stato molto utile a Sua Santit,
prima... poi il vento  cambiato, alcuni segreti sono trapelati e... schiocc le dita. Ora vogliono
estorcermi una confessione. Dovrei dichiarare mie iniziative che non lo sono, e rivelare i particolari
delle mie delicate trattative. Per questo mi trattano bene, mi blandiscono, mi offrono la vostra
compagnia. Non devo cedere, altrimenti la mia vita non varr pi nulla. Nemmeno i miei parenti, gli
orgogliosi Flores, hanno sostenuto la mia causa... se ne stanno zitti e piegano le loro schiene coperte di
broccati davanti al potere. Dopo quanto  accaduto non vi nascondo che mi aspettavo pi sangue, pi
fuoco da mio cugino Francisco, invece non si  nemmeno visto. Un cane fedele, ecco cos Francisco,
pronto solo a leccare la mano del padrone. Ma ora giochiamo, non pensiamo ai nostri tristi casi. Lascio
a voi il bianco e la prima mossa. Jacopo aveva ascoltato le parole del Flores con viso impassibile,
avvertendo un senso di vuoto che gli annebbiava i pensieri. Allung la mano verso la scacchiera e fece
la prima mossa muovendo un pedone. Bartolomeo rispose spostando a sua volta un pedone nero. Ah,
barone i suoi occhi furbi scrutavano Jacopo. State giocando contro un avversario temibile... che ha
permesso a frati di sposare suore, a meretrici travestite da principesse di riavere la verginit... un
avversario che conosce segreti inconfessabili e per questo viene tenuto qui, al sicuro! Jacopo decise di
lasciarlo parlare e di rimanere sulla difensiva. Gli sfuggiva il motivo di quello sfogo. Anche voi
prosegu Bartolomeo compiendo in modo meccanico le prime mosse se non ricordo male, lultima
volta che ci siamo visti avevate bisogno di un piccolo aiuto... per una questione delicata. Il Flores
spost una torre e prosegu: Coronare il vostro sogno damore! Ecco cosa pu fare un falsificatore di
bolle papali: regalare sogni damore! Lho fatto per re e principi, avrei potuto farlo anche per voi. Ora,
ve lo leggo negli occhi, siete deluso di trovarmi qui, ospite forzato del nostro amato pontefice,
rinnegato dal mio stesso padrone. Con mano esitante Jacopo spost un cavallo. Non fatevi fuorviare
dalle apparenze seguit il vescovo perch si pu fare anche tra queste mura. Avere la vostra sospirata
dispensa e la vostra felicit coniugale  ancora e solo questione di soldi. Jacopo si ferm a riflettere,
ma non sulla pedina da muovere. Vi ho gi detto che non ho i soldi necessari e non vedo come
potreste, ora... Oh, sono certo che se vostra cognata vi sta a cuore, come mi sembra di capire, il
denaro lo troverete... Jacopo lo ascoltava perplesso. La ragione lo portava a dubitare dellonnipotenza
sbandierata dal Flores. La sicurezza del cancelliere, per, gli infondeva speranza, e in quel momento ne
aveva bisogno. Spost senza pensarci la regina bianca. Attento barone! esclam Bartolomeo
muovendo un alfiere. Scacco matto al re! Jacopo fece un gesto di disappunto constatando la sua
sconfitta. Ma non era questa a stringergli il cuore. Allimprovviso un rumore di catenaccio. Una
guardia apr in fretta la porta della cella e si scost con deferenza per lasciar passare Giovanni
Marrads. Il cubicolario entr con passo deciso e chin di poco la testa in cenno di saluto, guardando
intensamente Jacopo. Sotto quegli occhi acuti il Gianani si sent esaminato e questo lo irrit. Chi ha
vinto? chiese Marrads accarezzando la spada appesa alla cintura. Io, come puoi immaginare
rispose Bartolomeo accennando un sorriso. Conosci qualcuno che sia mai riuscito a battermi a
scacchi, Giovanni? Marrads non rispose, continuando a fissare Jacopo. Caro barone, mi addolora
trovarvi qui afferm con un sorriso di circostanza. Jacopo si sforz di non perdere il controllo.
Marrads: occhi e orecchie del papa, comera soprannominato a palazzo, aveva cercato di rabbonire
suo padre, dopo la morte di Ippolito, senza riuscirci. Sembrava un uomo retto, ma stava dalla parte
sbagliata. Azzarderei un ingiustamente, Eccellenza gli rispose sforzandosi di non perdere il
controllo. Marrads avvicin unaltra sedia al tavolo della scacchiera e sedette. Non sempre le leggi
sono come le vorremmo, barone. Bartolomeo Flores scoppi in una risata. A volte il destino 
bizzarro: poche sere fa eravamo tutti e tre a un banchetto di nozze, alzavamo le coppe guard
Marrads con occhi lucidi ignari di quanto ci attendeva, almeno io e voi, Gianani! Ma attento,
Marrads! Anche il tuo astro pu tramontare...  facile cadere dai cieli stellati, sai? Eccoci qui, il barone
e io, a contare le pietre del muro e... gli ultimi battiti del nostro cuore. Sei un poeta, Bartolomeo
asser sardonico Marrads. S, ma incompreso. Sei venuto a giocare? Marrads accenn un sorriso,
poi si rivolse a Jacopo. Barone, devo invitarvi a rientrare nel vostro alloggio fece un cenno con la
mano, elegantemente fasciata da un morbido guanto nero, alla guardia dietro alle sue spalle. Io e
lamico Flores abbiamo una chiacchierata in sospeso. Jacopo si alz. In sospeso... come il
condannato appeso per i piedi alla forca! fece eco Bartolomeo sghignazzando, poi rivolto a Jacopo.
Barone, se mi concederanno ancora la vostra compagnia, sar lieto di concedervi la rivincita. Jacopo
riusc solo a rispondere con un cenno del capo, prima di allontanarsi dietro la guardia. Era tornato a
casa, si era cambiato dabito e aveva dormito qualche ora. Riccardo si diresse verso le scale. Abitava
sopra la prigione e questo a volte lo inquietava. Nelle notti che spesso trascorreva insonni gli capitava
di sentire i lamenti degli uomini che languivano nelle celle. Molti di loro erano delinquenti senza anima
e meritavano il castigo. Altri erano poveri disgraziati e li compiangeva. Un bargello dal cuore tenero
non fa bene il suo lavoro, pens. Non poteva per ignorare i richiami della coscienza che con let
diventavano invasivi e pressanti. Mentre usciva dal suo studio, Fusco aveva incrociato sua moglie che
rientrava da un banchetto. Come sempre si erano rivolti un saluto freddo, poi lei si era chiusa nelle sue
stanze. La loro era una convivenza tra due estranei. Per ottenere la gratificante carica aveva dovuto
chinarsi a baciare pi di un anello e assicurare la sua fedelt a chi lo appoggiava. E tra gli impegni da
rispettare cera stato anche quello di sposare lamante di un cardinale, coprendone le sacrileghe
relazioni e assicurandole una rispettabile facciata. Non amava quella donna, ma, come succedeva in
situazioni simili, avrebbe voluto trovare con lei una soddisfacente intesa. Con Caterina non era stato
possibile. Era stizzosa, spendeva oltre misura e manteneva nei suoi confronti un atteggiamento
provocatorio. Riccardo tollerava le sue assenze, rispettando una clausola del contratto matrimoniale che
le consentiva di raggiungere, quando richiesta, linfluente amante. Non era certo la gelosia a
infastidirlo. Aveva accettato il compromesso per convenienza e poi... doveva ammettere con se stesso
che gli piaceva far giustizia e si era appassionato al suo incarico. Era conscio che per mantenerlo
avrebbe dovuto sopportare, oltre alla moglie, le crescenti vessazioni dei catalani. Da cinque anni
spadroneggiavano in citt a discapito della nobilt romana che reagiva alle provocazioni con altre
provocazioni. Il volto pericolosamente gioviale del papa gli apparve nella mente. Assecondarlo faceva
parte dei suoi compiti. Mesi prima il papa lo aveva supplicato di trovare, scavando anche nel fango
dellalta aristocrazia, lassassino di suo figlio. Lui aveva svolto centinaia di interrogatori e indagini
senza venirne a capo, anzi scoprendo ben presto che il pontefice, occupato da nuovi progetti, non aveva
pi urgenza di punire il colpevole. Cos il giovane Juan si consumava sotto terra e il nome di chi
laveva ucciso restava segreto. Riccardo invece pi invecchiava pi rispettava la vita, pi vedeva morti
e pi si rammaricava di non aver dato la vita. Non aveva avuto figli n da Caterina, il cui letto aveva
frequentato poco, n fuori dal matrimonio. Il suo seme era secco. Avrebbe voluto riconoscere nel viso
di un bambino i suoi lineamenti, condividere con lui idee e passioni, insegnargli a cavalcare, a
cacciare... Avere un figlio era come continuare a vivere dopo la morte, in un altro corpo. Basta
compiangersi, pens. Per rispettare le sue scelte di vita doveva essere lucido e poco sentimentale. Sul
suo scrittoio ogni plico aveva il proprio posto, nella sua anima, invece, regnava il caos. Perch
interrogarsi ancora sulla colpevolezza di un assassino colto sul fatto? Certo la nobilt romana premeva
su di lui perch trovasse le prove dellinnocenza del Gianani e infatti i punti fermi che allinizio
pensava di avere, si sbriciolavano sotto il peso di quello che andava via via scoprendo e in mano gli
restavano solo dubbi e poche certezze. Ora si stava convincendo che lipotesi scartata subito, quella di
una relazione tra i tre omicidi dei cardinali, fosse invece verosimile. Portando con s questi pensieri
entr deciso nella cella. Teodoro, seduto sulla panca, si guardava intorno con aria intimorita, poi
abbassava gli occhi e borbottava tra s parole incomprensibili. Fusco prov pena per quel povero
idiota, ma doveva comunque esaminarlo con cura perch la sua aria ebete poteva nascondere avidit e
scaltrezza. Allora, che ti ha raccontato? chiese a Tito Ferro presente nella stanza. La sua
testimonianza combacia con quella della Mora. Anche lui nega di conoscere il soldato. Teodoro,
sentendoli parlare, si alz e si avvicin a Fusco. Quello non lo conoscevo! Mi ha fatto bere e non ho
capito pi niente... era cattivo... Cattivo ma generoso! La puttana te lha pagata lui, no? esclam
insinuante Tito Ferro. Teodoro guard implorante Fusco. Ha detto che aveva vinto ai dadi... amico, mi
diceva, era gentile prima, poi... lo sguardo di Teodoro si fece scuro. Mi ha ingannato!  lui che ha
ucciso il cardinale! Io non lo avrei mai fatto, lo giuro, lo giuro! Hai detto che il cardinale Roncaglini
aveva un tesoro... S, s, signore. La pieve... quella che gli ha portato via il Borgia rendeva un sacco
di soldi e il cardinale aveva comprato tante pietre preziose... le adorava e le lucidava tutte le sere, ma io
non le ho mai toccate! Sua sorella mi voleva bene, mi aveva promesso che un giorno avrei avuto la mia
parte... Hai parlato al soldato di questo tesoro e insieme avete progettato di farlo fuori? No, No!
Quello non era mio amico, non lo conosco, mi ha drogato col vino, voleva solo entrare nel palazzo per
rubare! Tu eri suo complice! gli grid in faccia Tito Ferro. Odiavi il tuo padrone e di notte andavi
alla taverna contro i suoi ordini, eh? No! No! ripet urlando a sua volta il servo buttandosi a terra e
dibattendosi in un pianto rabbioso. Le guardie tentarono di tenerlo fermo, ma Teodoro aveva perso il
controllo e dimenava le braccia e le gambe sbavando. Fusco, infastidito, osserv la scena per qualche
istante. Lidiota sembrava un animale preso in una rete, roteava gli occhi e gemeva. Cercate di
calmarlo ordin alle guardie; poi, rivolgendosi a Tito, gli chiese di seguirlo. Mentre risaliva la scala
per tornare nel suo studio, pensava che neppure il misterioso soldato era stato trovato, ammesso che
fosse un soldato. Il suo sembrava piuttosto un abile travestimento, a dar credito alla Mora. Aveva
sfruttato le debolezze delle sue vittime per ucciderle, quindi le aveva studiate prima di mettere in atto il
suo piano. E se il suo scopo non fosse stata la rapina, ma leliminazione del cardinale?
21
Fuga al convento
Senza la tunica orientale che indossava di solito, Samir dava meno nellocchio. Con addosso un
farsetto del Barocelli sembrava un giovane grasso e scuro di carnagione, dal viso tondo e
dallespressione un po fissa. In una tasca del corpetto nascondeva il plico da consegnare al bargello.
Spesso vi appoggiava sopra una mano per sincerarsi che fosse al suo posto. La sera prima Andrea gli
aveva spiegato come fare e lui laveva ascoltato con pazienza anche se non aveva bisogno di
suggerimenti per quel genere di compiti: larte di cavarsela e di non farsi acciuffare laveva imparata
presto. La sua vita era stata difficile, ma lui se lera lasciata alle spalle da quando aveva incontrato frate
Ernesto e Gemma. Per loro si sarebbe buttato nel fuoco, mentre disprezzava il Barocelli anche se era lui
a mantenerlo. Avvicinarsi alle guardie gli metteva il batticuore perch la paura di essere imprigionato e
torturato non laveva mai lasciato, ma per i suoi due amici era disposto a tutto. A loro non avrebbe mai
confessato quellinquietudine, sapeva quanto fosse importante che quel pezzo di carta arrivasse nelle
mani giuste. Si fece coraggio e arrivato nei pressi del palazzo del bargello, si guard attorno. I pochi
passanti lanciavano occhiate fugaci al grigio edificio dove speravano di non finire mai. Due piantoni
erano fermi allingresso e altri si aggiravano nei pressi. A volte entravano nel palazzo gruppi di soldati,
a volte alcuni civili. Samir studiava il via vai cercando un modo per consegnare la lettera senza farsi
notare. A un tratto si accorse di un ragazzino magro e mal vestito, ma dallaria sveglia, che giocava
lanciando i sassi in un piccolo cerchio disegnato nella polvere della strada. Samir lo avvicin. Sei
bravo! gli disse ammirato. Vuoi farmi un favore? Ti do un soldo. Il ragazzo sospese il gioco
rivolgendogli uno sguardo incuriosito. Samir lesse nei suoi occhi la diffidenza di chi aveva gi ricevuto
proposte poco pulite e si affrett a spiegargli quello che invece voleva da lui.  semplice. Porti una
lettera a quel piantone che vedi dietro langolo Samir gli indic una delle sentinelle ferme davanti al
palazzo del bargello. E poi corri via senza farti prendere. Devi solo dire: Questo  per il capitano
Fusco. Ascolta bene: Capitano Fusco! Poi te ne vai in fretta. Io ti aspetto l in fondo gli indic una
via laterale poco visibile. Attento che ti tengo docchio, non te lo dimenticare. E se poi non me lo
dai il soldo? Tieni, mezzo soldo te lo do ora, laltra met dopo. Il ragazzino guard con cupidigia il
denaro che Samir gli mostrava e cerc di prenderlo, ma Samir ritir la mano. Prima ripeti quello che
devi dire. Per il capitano Fusco scand il ragazzino. Samir gli diede il denaro e il plico. Poi attese
come stabilito nel vicolo, senza per staccare lo sguardo da lui. Vide il ragazzino che si avvicinava al
piantone, gli consegnava la lettera e si allontanava correndo e la guardia che si infilava il plico nella
giubba. Dammi il resto disse il ragazzo arrivando di corsa davanti a Samir. Lindiano deposit il
denaro nella mano del ragazzo che, senza aggiungere altro, spar. Anche Samir si allontan guardingo.
Il cameriere che apr il portone di palazzo Ravelli si ritrasse intimorito davanti a Fusco e alla sua scorta
che entravano decisi nel cortile interno. Il bargello si guard attorno, poi chiese del maestro di casa.
Pochi attimi e padre Hans lo raggiunse e gli chiese con voce affabile: Capitano, in che posso servirvi?
Nei giorni scorsi le vostre guardie hanno gi... S lo interruppe bruscamente Fusco ma vorrei
vedere la camera del cardinale Ravelli e avrei anche alcune domande da rivolgervi in privato. Hans lo
invit a seguirlo sullo scalone che portava al piano superiore. Come potrete notare disse il religioso
aprendo la camera del cardinale e scostando gli scuri per far entrare pi luce non  stato toccato nulla
da quella tragica notte. Fusco fu colpito dallaria tetra della stanza e dalla povert degli arredi. Cera
una notevole differenza tra questa camera e quella del Calvi, pens. Si avvicin al monaco e,
scrutandolo negli occhi, gli chiese: Avete notato qualcosa di insolito nel cardinale, al suo ritorno dal
banchetto? Era molto affaticato, questo s, ed era scosso per la notizia della tremenda fine del
cardinale Roncaglini. Si  coricato subito, diceva di non sentirsi bene. Era malato? Alcuni anni fa,
Sua Eminenza aveva avuto un colpo apoplettico che lo aveva leso nella camminata, ma poi si era
ristabilito. A volte per... il monaco lo guard imbarazzato. Non abbiate timore, ormai  tra i giusti!
Ne sono certo. Era un santuomo, e io non vorrei che il suo ricordo venisse offuscato da un piccolo
vizio che... Il sospiro spazientito di Fusco si ud chiaramente. Il monaco ebbe un breve tentennamento
poi ammise: Sua Eminenza a volte eccedeva nel cibo e nel bere. Un peccato veniale. comment il
bargello aggirandosi per la stanza. Dunque quella sera al banchetto il cardinale avrebbe esagerato...
Fusco apr una piccola cassapanca e, sotto un panno viola, vide una frusta, un cilicio e una fiaschetta.
La prese, tolse il tappo che la chiudeva e lannus. Era un liquore forte. La richiuse e la sistem dove si
trovava prima. Il medico che ha redatto il certificato di morte  stato chiaro nellattribuire il decesso
agli stravizi di quella sera? chiese girandosi verso il cameriere. Hans non rispose subito. Riflett a
labbra strette per qualche istante. Poi, colpito da una fastidiosa intuizione esclam: Non penserete
che...? Vi ho fatto una domanda precisa. Ho consegnato io stesso il certificato del medico a un
vostro sottoposto. Fusco annu con aria pensierosa. Ho esaminato quel documento, ma voglio sapere
se il medico non ha sospettato neppure per un attimo che il cardinale potesse aver ingerito qualche
sostanza nociva. Un veleno, tanto per essere chiari. Il cardinale Ravelli avvelenato? E come? E
soprattutto da chi? Era un uomo buono, ben voluto da tutti. A me interessano i fatti. Quindi il medico
che lha visitato, il suo medico, vero? il monaco assent. Non ha avuto dubbi sulla causa della
morte? No, perch avrebbe dovuto averne? E voi? Non vi  sembrato strano il suo malessere
improvviso? Io lho incontrato al banchetto di nozze e non mi sembrava malato. No, no. Era appena
rientrato a Roma dopo un periodo di ritiro e stava bene. Quindi si  recato al banchetto in buona
salute e invece quando  tornato era sofferente. Le vostre osservazioni mi fanno riflettere, capitano
disse padre Hans a disagio sotto lo sguardo acuto del bargello ma trovo assurdo pensare a... Non
dovete pensare, dovete ricordare i fatti gli sugger Fusco uscendo dalla stanza e se vi torna in mente
qualcosa, anche uninezia, avvertitemi. Lo precedette sulle scale e raggiunse la scorta. Prima di uscire
di casa Gemma diede un ultimo sguardo ad Andrea. Con quel viso dolce, la barba incolta e i riccioli
dorati sembrava proprio un angelo. Gli sistem in testa il cappuccio in modo che gli nascondesse bene
il volto. Lei aveva indossato un vecchio abito e uno scialle liso. Le guardie che setacciavano la zona
cercavano un nobile in fuga e non si sarebbero curate di un frate e di una stracciona. Samir li avrebbe
preceduti di alcuni passi per difenderli se, malauguratamente, ce ne fosse stato bisogno. Gemma rivolse
un sorriso rassicurante ad Andrea che avanzava reggendo la lanterna, ma dentro di s stava tremando.
Se la ronda li avesse fermati non avrebbero avuto scampo. La serata era fresca e minacciava di piovere
di nuovo. Nel cielo, senza luna, le stelle erano nascoste dalle nubi. Per le strade incontrarono solo
qualche mendicante in cerca di un riparo per la notte, una prostituta che indugiava sulluscio di casa,
alcuni gatti che si azzuffavano davanti a unosteria, contendendosi gli avanzi buttati a terra. Gemma e
Andrea proseguirono in silenzio, costeggiando gli argini del fiume, e guardando con timore le acque
scure che sciabordavano sotto Ponte Sisto. Arrivati a Trastevere, raggiunsero il convento e bussarono.
Il portinaio li fece entrare precedendoli nel parlatoio dove frate Ernesto li stava aspettando. Benvenuti,
figlioli li salut il frate, benedicendoli. Sono Andrea Gianani si present Andrea buttando indietro il
cappuccio e vi sono grato e debitore per il rischio che correte a causa mia. Voglio raccontarvi subito la
mia storia e, per dimostrarvi la mia buona fede, lo far nella sacralit della confessione. Frate Ernesto
annu serio. Vi ho fatto preparare una cella appartata disse.  meglio che restiate nascosto. Qui al
convento c sempre movimento di pellegrini e di malati e non vorrei che qualcuno vi riconoscesse.
Andrea abbass la testa in segno di obbedienza. Far come vorrete, ma che ne sar di Gemma? La
giovane lo guard con aria di rimprovero cercando di intervenire, ma Andrea riprese: Lasciami
parlare, ti prego. Padre, non sopporto lidea che rimanga in quella casa, vorrei pensare a lei come si
merita la guard con tenerezza e si mise una mano sul cuore. Lo giuro sul mio onore. Voglio
credervi. Sono commosso per la fiducia che avete in me mormor Andrea. Quando avrete
dimostrato la vostra innocenza e sarete libero vi chieder di aiutarla. Lo far, padre. Ora
seguitemi. Prima la confessione, poi vi mostrer la cella. Con un colpo secco Fusco chiuse la porta del
suo studio, sedette al grande tavolo di noce e si pass una mano sugli occhi arrossati. Prese la brocca
che stava sempre sul tavolo a sua disposizione, si vers un po dacqua su una mano e si inumid le
palpebre gonfie. Era stanco. Non aveva cavalcato n compiuto sforzi insoliti, non aveva camminato pi
del consueto, eppure una spossatezza immane lo schiacciava. Si massaggi i muscoli delle spalle
irrigiditi e dolenti inclinando la testa allindietro e istintivamente raddrizz una pila di fogli che
occupavano il lato destro della scrivania. Erano lettere che non aveva ancora esaminato. Una ventina,
valut a occhio, come tutti i giorni. Lettere di lagnanze, delazioni, insulti anonimi. Non aveva voglia di
aprirle. Tolse un leggero velo di polvere dal piano del tavolo, sistem le penne nel calamo e controll
che ci fosse inchiostro nella boccetta di vetro. Lordine che tentava di fare intorno a s era lo stesso che
avrebbe desiderato per le sue indagini, e invece si trovava nel buio pi totale e in disaccordo con quello
che la realt e la logica gli mostravano: aveva un cadavere, aveva un assassino, aveva i testimoni, aveva
anche un credibile movente per lomicidio, eppure cera qualcosa che al suo orecchio suonava falso. E
questo lo indisponeva. Intanto la personalit del Gianani non era cos ben definita. Glielo avevano
descritto come un giovane irascibile, incapace per di fare del male e soprattutto di usare le armi. Gli
assassini improvvisati, spinti dallira, si riconoscono subito proprio per le ferite che procurano alle
vittime, pens Fusco: colpi maldestri, inutilmente feroci, in numero superiore a quelli necessari per
uccidere. Un taglio simile a quello inferto al cardinale era invece opera di un uomo abituato a
maneggiare le armi e a finire in fretta il lavoro. Si trattava di una vera e propria esecuzione. Se il
Gianani aveva ucciso il Calvi in quel modo, significava che nessuno della sua cerchia di conoscenti
sospettava la sua abilit con il pugnale. E laltro? Il misterioso ricettatore, con un braccio inabile e una
zoppia manifesta, che nessuno conosceva e aveva mai visto in volto? Gli ricord lo zoppo mascherato
che aveva fatto da ruffiano a Juan Borgia per poi consegnarlo ai suoi assassini. Dopo lomicidio lo
aveva cercato ovunque, ma aveva inseguito un fantasma: nessuno ne sapeva nulla. Poteva trattarsi dello
stesso uomo? A Roma i reduci di guerra e i pellegrini malati erano numerosi, uno storpio non era certo
una rarit. Oppure lo sconosciuto aveva ammazzato per vendetta personale, perch il cardinale sapeva
troppo dei suoi traffici dopere darte o dei suoi misteri e minacciava di rivelarli? Doveva scoprire la
provenienza dei ritratti di Juan Borgia che lo zoppo procacciava. Ma se fosse stato un vero ricettatore,
perch far fuori chi acquistava le sue refurtive? Forse era un sicario prezzolato... ma da chi, e perch? E
il pugnale? A apparteneva al cardinale che si era difeso dalla furia del Gianani e lo aveva ferito, o al
Gianani che lo aveva sgozzato con un altro stiletto? O invece era stato il ricettatore a colpire il Gianani
per difendere il cardinale? Cera sotto qualcosaltro, se lo sentiva. E le morti degli altri due cardinali?
Anche in quel caso nulla di certo. La verit. Questa semplice parola, che faceva paura a tutti, era la sua
meta, ma per il momento gli pareva lontana. Fusco si pass di nuovo una mano sugli occhi e si
raddrizz sulla sedia ripensando a quello che era successo. I fatti erano importanti, non le illazioni.
Francisco scost il lenzuolo e cerc di mettersi in piedi, appoggiandosi a una delle colonnine che
sostenevano il baldacchino, ma un capogiro lo costrinse a risedersi. Riprov, stringendo i denti, e
questa volta riusc a sopportare la nausea e il senso di stordimento che lo assalivano. Fece qualche
passo stentato per la stanza appoggiandosi al letto, poi alla cassettiera fino a raggiungere la finestra
oscurata da un pesante damasco amaranto. Si ferm scosso da una tosse violenta. Il freddo e la pioggia
di quella maledetta notte! Scost il tendaggio e guard fuori. La piccola corte interna del palazzo era
vuota e tranquilla. Si risedette sul letto, asciugandosi il sudore gelido della fronte. Era ancora troppo
debole per andarsene e soprattutto... voleva rivedere Isabella. La febbre lo aveva proprio debilitato per
fargli desiderare una ragazzina impaurita! No, gi al primo incontro aveva provato quella frenesia,
quindi lalibi della febbre non reggeva... e allora? Suggestione, attrazione o...? Alla parola amore non
voleva neppure pensare. Non era un sentimentale. Un rumore di passi leggeri lo riscosse. Si infil sotto
le coperte e attese che la porta si aprisse. Isabella entr cauta cercando di abituarsi alla semioscurit.
Francisco la osservava sentendo il battito del cuore che accelerava. Desider tuffare le mani nella
cascata di capelli lunghi e fini che accarezzavano la schiena della ragazza, sfiorare quel viso delicato
dalla pelle infantile, perdersi nei suoi occhi innocenti. Come vi sentite? gli chiese lei vedendolo
sveglio e mettendosi accanto al letto. Meglio... ment, rivolgendole uno stentato sorriso e la sua voce
vibr di unemozione malcelata. A parte i sensi di colpa. Se avessi portato i miei uomini con me avrei
potuto proteggere anche vostro cognato. E poi lo avresti arrestato... pens Isabella. Invece, aiutandolo
a mettersi seduto, gli chiese: Avete fame? S. Buon segno! Chiamo Nina perch vi porti qualcosa
da mangiare. Isabella si gir per allontanarsi, ma Francisco la ferm, prendendole una mano tra le sue.
Aspettate! Prima ditemi se avete notizie di Andrea, e se Mario si  ripreso. Nessuna notizia di
Andrea rispose Isabella guardando la sua mano tra quelle di Francisco. Mario  ancora privo di
sensi. Aggiunse sedendosi sul letto. Il medico, una persona fidata,  venuto di nascosto dalle guardie
e non gli ho rivelato che anche voi siete qui la voce di Isabella ebbe un tremito mentre Francisco le
accarezzava con delicatezza le dita. A me non serve un medico. Afferm Francisco mentre Isabella
ritirava la mano. Ci sono speranze per vostro cognato? Se Mario non riprende conoscenza tra breve,
le possibilit che si salvi diminuiscono... e di Andrea che ne sar? riprese Isabella con un filo di voce.
I fatti lo accusano bisbigli poco convinto Francisco. Non ho dimenticato chi siete, don Flores, ma
ci avete riportato Mario e non so pi se siete per me un nemico o un... amico. Francisco la guard con
dolcezza: il dolore di Isabella abbatteva il muro dietro il quale voleva proteggersi. Come potrei essere
vostro nemico? Mi avete accolto, curato, salvato. Comprendo la vostra cautela, ma Mario non ha nulla
da temere a causa mia. Questa  una famiglia disgraziata, sapete? La sfortuna ci perseguita. Sua
Santit odiava mio suocero perch non si  mai chinato ai suoi voleri... Isabella fece una breve pausa
mentre i suoi occhi brillavano di collera. Non potete immaginare cosa sia stata la mia vita in questi
ultimi mesi. Quando mio padre mor, mia madre, seguendo il consiglio del cardinale Sforza, mi fece
sposare Ippolito Gianani. Sono stata felice con lui, ma ora... Vi meritate di esserlo ancora mormor
Francisco. Quando rivedrete Sua Santit parlategli della mia sofferenza. Dovr cessare la sua
persecuzione. Lo faccia per mio figlio, che per suo volere ora non ha un padre. Promettetemi che glielo
direte. Questa volta Isabella non riusc a trattenere le lacrime e si mise a piangere piano, a testa bassa.
Poi, vergognandosi della sua debolezza, corse fuori dalla stanza. Francisco si rialz dal letto ancora
confuso. Il sentimento che sentiva crescere in s stava complicando la sua situazione. Doveva
dominarlo e andarsene al pi presto. Isabella non meritava quello che le era accaduto, ma il Borgia non
si sarebbe di certo fatto intenerire dai suoi lamenti. Dalla barca ancorata a Ripa scendevano decine di
pellegrini. Guardandosi intorno, uomini e donne si facevano largo tra la folla, in cerca di qualcuno che
indicasse loro la via per la chiesa pi vicina o per i luoghi sacri dove chiedere perdono dei peccati e
ottenere indulgenze. Gemma li osservava avvicinandosi al convento. Era abituata al chiasso di quella
zona e non faceva pi caso alla gente che attraverso il Tevere giungeva ogni giorno nellUrbe,
mescolata a quella che invece ritornava da dove era venuta, ubriaca di santit, di speranza o, nella
maggior parte dei casi, solo di vino. Si sofferm a guardare la barca. Perch non fuggire con loro?
Perch non ricominciare una vita lontano da Roma e dai guai? Richiuse piano luscio del convento e
pass in fretta attraverso gli stanzoni dellospedale. Trov frate Ernesto al capezzale di una ragazzina
dal volto segnato da piaghe che lo guardava con occhi riconoscenti. Annina sta meglio! esclam il
frate con entusiasmo. Ieri le ho fatto bere un infuso di radici, la febbre  subito scesa e oggi non sono
comparse nuove ulcere. Gemma si inginocchi accanto al pagliericcio per nascondere il suo
turbamento. Frate Ernesto era la prova che il messaggio del Vangelo non era impossibile da realizzare.
La radice di bardana fa miracoli contro queste infezioni disse il frate accarezzando i capelli della
ragazzina. Ma  la fede a compiere i veri miracoli! Chi crede guarir. Sollev il suo sguardo incisivo
fino a puntarlo in quello di Gemma. E questo vale anche per te. Dite bene, padre Gemma abbass
gli occhi a terra e ho preso la mia decisione: ora che Andrea  al sicuro con voi, lascer il Barocelli e
mi rifuger nel convento delle Clarisse. Frate Ernesto le sollev il mento e le sorrise. Nei disegni
divini ci sono prove dure da sopportare, ma vedrai, la Madonna ti ha dato un segno e continuer ad
aiutarti. Dov Andrea? chiese Gemma. In erboristeria ad aiutare frate Claudio. Gemma lo
guard sorpresa. Ma la sua spalla? Un po di lavoro non gli far male. Gli avete parlato?
Gemma si chin a sistemare il pagliericcio di Annina, per mascherare la tensione che provava. Si 
confessato e mi ha parlato a lungo di s e della sua famiglia. Il caso  stato crudele con lui, ma noi
dobbiamo pregare e trovare il modo di discolparlo. Ora vai da lui, ma torna presto: ho bisogno di te,
vedi quanti nuovi ricoveri ci sono oggi... Il frate le indic un gruppo di donne appoggiate a una parete
e la conged con una carezza sulla guancia, poi si rivolse a unaltra ammalata che si aggrappava alla
sua tonaca gemendo. Entrando nellerboristeria, Gemma salut i conversi e si avvicin al banco vicino
alla finestra sul quale Andrea pestava semi in un mortaio. Il suo braccio sinistro era fasciato e trattenuto
al petto da una larga pezza di cotone. Vedendola entrare Andrea alz la testa e le sorrise. Gemma prov
limpulso di abbracciarlo, ma si trattenne. Si avvicin piano e gli pass una manciata di semi. Temevo
che il Barocelli fosse tornato mormor Andrea guardandola con apprensione. Torner presto gli
disse Gemma e istintivamente port la mano sopra la cicatrice per nasconderla ma non mi trover. Mi
rifuger in un convento come mi ha suggerito frate Ernesto. Andrea lasci cadere il pestello e le diede
un bacio furtivo. Ti ho pensata tutta la notte! le disse con ardore. Ti voglio con me. Il viso di
Gemma si fece di fuoco. Le loro mani si strinsero, ignorando le occhiate del frate farmacista che li
osservava di sottecchi, mentre distillava le pozioni con i suoi alambicchi. Prima devi pensare a te. Le
guardie ti cercano disse a bassa voce Gemma. Fanno la ronda nel quartiere ed entrano nelle case.
Ho fiducia in frate Ernesto, vedrai, ci aiuter. Gli ho raccontato quello che non avevo mai avuto il
coraggio di confidare a nessuno. Se mio padre fosse stato come lui... I genitori non li scegliamo
soggiunse Gemma con un sospiro staccando le mani dalle sue. Ma possiamo cambiare la nostra vita. E
insieme ci riusciremo. Al porto di Ripa ho visto un gruppo di pellegrini disse Gemma tormentando
tra le mani una ciocca di capelli. Perch non fuggiamo con loro? Ne partono tanti per la Terra Santa...
nessuno li controlla. Andrea rimase assorto, guardando le fiamme che dal camino si alzavano fino a
lambire il paiolo sospeso alla catena. Non posso andarmene prima di aver dimostrato la mia
innocenza sussurr. Lascerei la mia famiglia segnata dallonta. Che vita sarebbe? Sempre in fuga,
no, non  cos che voglio vivere. Gemma abbass il capo senza esprimere le sue paure. Pensi che
tutto torner come prima del nostro incontro? esclam Andrea vedendo il suo sguardo deluso. E che
una volta in salvo dimenticher quello che hai fatto per me e non ti cercher pi? le prese di nuovo le
mani tra le sue e la guard appassionato. Il destino ha distrutto la mia vita, ma mi ha fatto incontrare
te... e io non lo maledico anzi, lo ringrazio! Gemma annu senza parlare. Il suo cuore era pieno
damore come non lo era mai stato, ma non riusciva a impedirsi di pensare che lui restava un nobile e
lei una popolana. Sognavano la stessa vita, ma che futuro potevano avere insieme? Riusc per a
sorridergli prima di allontanarsi, portando con s i suoi affanni. Allo spuntare dellalba Segundo apr
gli occhi e si alz dalla branda. Un nuovo giorno nasceva e sarebbe stato un altro giorno difficile. Nella
sua testa mulinavano molte domande. Il Caso gli aveva forse giocato quel tiro per punirlo? Lui per
non provava rimorsi n per aver ucciso Lapo e nemmeno per aver castigato i tre cardinali. La giustizia
non avrebbe osato eliminare quella feccia consacrata. Lui s. Il Gianani si era sicuramente nascosto da
qualche parte a leccarsi le ferite. Doveva cercarlo ancora o lasciare che fosse il bargello a occuparsene?
E Fusco, chi inseguiva per appendere alla forca: un ignoto ricettatore o il giovane aristocratico?
Segundo sospir guardando il taglio alla mano che si era cicatrizzato. Doveva decidere in fretta la sua
prossima mossa. Decine di lettere erano impilate in ordine sulla scrivania di Riccardo Fusco. Le guard
sbuffando. La corrispondenza era stata disposta seguendo un metodo preciso: le lettere urgenti vicine al
calamaio, quelle che potevano attendere in fondo, altre, di cui il segretario non conosceva il contenuto,
venivano appoggiate in un vassoio alla sinistra del candelabro. Mentre allungava una mano per
prendere la prima lettera sent bussare alla porta. Tito Ferro entr con passo rumoroso. Capitano,
novit! Siediti lo invit Riccardo, indicandogli la sedia di fronte a lui, quella su cui trascorreva tante
ore a rapporto. Tito si tolse il cappello mostrando il cranio lucido e liscio. Nei suoi occhi pass un
lampo di soddisfazione. Ho scoperto da dove sono stati rubati i ritratti di Juan Borgia, e mastro
Simone si  deciso a cantare. Ebbene? I quadri sono stati rubati dal Vaticano. Il bargello fece un
fischio di sorpresa. Circa un mese fa, quando lappartamento di Juan Borgia  stato smantellato, i
quadri sono stati portati in un magazzino in attesa di trovare una sistemazione pi degna. Le due tele
che il Calvi aveva acquistato sono state trafugate da l. Insieme con altri oggetti di valore? No,
mancano solo quelli. Rubare nel palazzo papale richiedeva un notevole sprezzo del pericolo, riflett
Fusco. Interroga gli operai che hanno eseguito il trasloco ordin. Pu darsi che il ladro sia uno di
loro. Qualcuno potrebbe aver commissionato il furto ai facchini, oppure...  opera di qualcuno che ha
libero accesso al palazzo. Ho gi provveduto; i miei uomini li stanno torchiando. In quanto a mastro
Simone... ci ho pensato io e infine ha confessato di aver ricevuto due volte il ricettatore nella sua
bottega. Promettendogli una buona percentuale, lo zoppo gli aveva chiesto di fare da intermediario tra
lui e il Calvi per vendere i ritratti del Borgia. Il pittore mi ha anche confermato la versione del Parola
sulla visita al Buonarroti. Ti ha detto il nome del ricettatore? Non sa chi sia, di questo sono sicuro.
Il furto non  stato commissionato dal cardinale, quindi...  il ricettatore che ha cercato, attraverso
mastro Simone, di arrivare al Calvi... per ucciderlo! Lassassino non  il Gianani,  lo zoppo! Perch
allora il Gianani  fuggito? replic Tito Ferro. Fusco scosse la testa. La paura fa commettere molte
sciocchezze. Il Gianani non deve essere abituato al sangue, il ricettatore lo ha ferito e lui ha perso il
controllo: un predatore contro un agnello. Tito fece una sommessa risata. Gli piaceva come Fusco
colorava i suoi racconti. Non dimentichiamoci che il cardinale era disarmato continu il bargello.
Perci  laltro che ha aggredito il Gianani. Questa storia mi sta mangiando il fegato. Trovami quel
ragazzo, devo sentire la sua versione! A casa sua? Non sono tornati n lui n laltro fratello. I
piantoni non mi hanno riferito niente di strano, salvo la visita di don Flores, lambasciatore.  stato a
colloquio con la baronessa. Ci risiamo, pens Fusco contrariato. Non era la prima volta che la
diplomazia del papa agiva lasciandolo alloscuro dei suoi maneggi. Si rivolse di nuovo a Tito Ferro.
Hai interrogato lo scultore, Buonarroti, mi pare si chiami? S, capitano. Ha confermato la versione
del Parola, anche se mi ha dato qualche elemento in pi. Il Gianani e il cardinale hanno litigato per il
progetto di una statua raffigurante don Juan. Sembra che fossero arrivati nel laboratorio damore e
daccordo, ma appena lo scultore ha mostrato i bozzetti di unopera ispirata allomicidio di don Juan, il
Gianani ha dato in escandescenze, e ha affermato di sentirsi offeso dallossessione del Calvi per il
Borgia. Fusco rimase un attimo in silenzio, soppesando le parole del suo aiutante. Posso capire la sua
avversione disse il bargello con quello che i Gianani hanno dovuto subire per colpa sua! Quando li
abbiamo interrogati dopo lomicidio non hanno negato di odiarlo, ma non avevano la forza per colpire
tanto in alto. E, se ben ricordi, abbiamo escluso in modo categorico che fossero colpevoli. Sono
sicuro invece che lossessione del Calvi  dovuta a una passione amorosa. Il cardinale collezionava
quei ritratti perch gli piaceva il figlio del papa semplific Tito Ferro. S conferm Riccardo. Il
Calvi era un uomo inquietante: questo macabro collezionismo  in linea con la sua personalit. Forse
abusava di chi lo serviva e quel ricettatore era a conoscenza dei suoi sconci segreti... Fusco ricord il
lusso della camera da letto del cardinale, gli affreschi osceni e il suo motto arrogante Mihi aut nulli, o
mio o di nessuno. Quanto sapeva il Gianani delle porcherie del Calvi e dei suoi traffici artistici?
Possibile che Andrea fosse coinvolto in un fatto torbido come quello? S, era possibile, si disse Fusco
passandosi una mano sullo stomaco in fiamme, e lui lo sapeva, per esperienza. Dannazione, dove si
sar cacciato? grid, picchiando un pugno sulla scrivania. Poi indicando il mucchio di lettere disse:
Ora vai, Tito, ho da fare. A Roma succede anche altro e questa storia rischia di rubarci troppo tempo.
Se avete bisogno di me sono di sotto, capitano, devo interrogare un baro che hanno pestato ieri sera.
Tito Ferro riprese il suo cappello e lasci la stanza con un inchino. La luce del candelabro fer gli occhi
gonfi di Riccardo. Li chiuse per un attimo con un profondo sospiro. Ogni muscolo del suo corpo era
indolenzito e le fitte al fegato lo tormentavano. Non sarebbe riuscito a riposare perch la sua mente,
quando cercava una verit, non riusciva a fermarsi. Venite con me, Andrea disse frate Ernesto in
tono risoluto. Devo parlarvi. Il giovane lo segu nel parlatoio deserto e sedette di fronte a lui. Non
ho belle notizie inizi diretto il frate. Ho mandato uno dei miei conversi a cercare informazioni sulla
vostra famiglia, come mi avevate chiesto: il bargello, non avendovi trovato in casa, ha arrestato vostro
fratello Jacopo che ora  prigioniero a Castel SantAngelo. Andrea balz in piedi stringendo i pugni.
Vogliono farmi uscire allo scoperto! E Mario?  ricercato. Non era in casa quella notte e non si sa
dove sia. Isabella  rimasta sola... la voce di Andrea ebbe un tremito. Non posso pi restare qui,
devo andare a costituirmi. Non avete scelta. Questa  la decisione giusta. Domattina... Andrea lo
guard stupito e quasi con arroganza disse: Domattina? Perch non subito? Perch ora siete
alterato. Ricordatevi: temperanza! lo riprese il frate. Non seguite il primo istinto e imparate dai vostri
errori. Se vi presenterete al bargello con questo atteggiamento non aspettatevi giustizia. Andrea
abbass il capo per celare la collera che luccicava nel suo sguardo. Capisco come vi sentite continu
Ernesto. Le ingiustizie fanno infuriare anche me, ma con lira non si risolve niente. Dobbiamo
sempre subire e tacere? Solo porgere laltra guancia? Il papa non aspetta altro! Mio padre... sapete che
non lo amavo, ma almeno mi ha insegnato ad andare fiero delle mie idee e a difenderle, anche a costo
della vita. La vita  un dono di Dio. La voce del frate si addolc mentre stringeva con forza le mani
di Andrea tra le sue. Dobbiamo custodirla come meglio possiamo. Pensate a vostra cognata e a vostro
nipote: sono rimasti soli a causa delle parole avventate di vostro fratello! Non perdete la testa,
ragioniamo insieme, con pazienza. Fatemi pensare alle parole che dovrete di re al bargello... Non 
giusto che Jacopo soffra per causa mia. Domattina vi accompagner io stesso dal bargello, e lo
convinceremo della vostra innocenza. Non temete per vostro fratello,  solo trattenuto e verr subito
liberato. Non ne sono cos sicuro. Anche se il papa non  coinvolto in questa vicenda, come dite voi,
ne approfitter per tormentarci. Il frate scosse la testa. Abbiate fede nel Signore. Forse vostro fratello
Mario, in questo momento, sta cercando di aiutarvi. Mario? No, padre, non spero nel suo appoggio.
Proprio lui mi ha istigato contro Lorenzo! Si vergognava che fossi un suo amico... non mi aiuter di
certo ora perch sar deluso della mia innocenza. Siete fratelli e sar in pena per voi, e se  come dite
si sentir anche responsabile di quanto  accaduto. Mario aveva ragione a mettervi in guardia, parlava
per il vostro bene. Seguite il mio consiglio, figliolo. Preghiamo e raccogliamo insieme le idee per il
discorso che farete al bargello. Sono certo che il Signore ci consiglier. Frate Ernesto bened Andrea e
accompagnandolo verso la cella inizi a recitare con lui una preghiera.
22
Laddio
Ordinati su antiche scaffalature di legno, volumi rari, e impreziositi da rilegature di pregio, riposavano
indisturbati tra la polvere dello studio. Nessuno sfogliava le loro pagine da quando il barone era morto.
Isabella ricamava e spesso alzava lo sguardo dal lavoro per osservare Francisco che, in silenzio, con le
mani nervose incrociate dietro la schiena, leggeva i titoli incisi sulle coste dei libri. I suoi capelli erano
costretti in un codino, invece la notte in cui lui e Mario erano ritornati feriti, dopo lassalto dei briganti,
erano fradici e sciolti e gli coprivano il volto; lei glieli aveva scostati e accarezzati con emozione... Ora
invece le convenienze li tenevano lontani. Francisco avvertiva su di s lo sguardo di Isabella. Fingere
indifferenza gli costava molto. Si era imposto di dominare i desideri del corpo, ma non poteva pi
indugiare perch le sue difese stavano per cedere. Si volt e la guard intensamente. Questa notte me
ne andr. Isabella chiuse le palpebre per un istante. Era arrivato il momento del distacco e forse anche
quello di dire addio a una nuova felicit. Si alz di scatto facendo cadere a terra il ricamo e, lasciata
ogni riserva, gli si avvicin puntandogli in viso i grandi occhi nocciola accesi di passione. Francisco,
incatenato dal suo sguardo, non aveva la forza di reagire. Avvert il suo profumo e quando lei gli
appoggi la testa sul petto rimase con le mani a mezzaria, incapace di stringerla come invece avrebbe
voluto fare. Riusc solo a bisbigliare: Cos  ancora pi difficile. Isabella cominci a tremare, finch
lui le prese le mani. Non lasciarmi, ti prego... non voglio restare sola di nuovo lo supplic. La sua
bocca era cos invitante e i suoi occhi cos imploranti che Francisco sent andare in pezzi i suoi
propositi. La prese tra le braccia e premette le labbra con forza sulle sue. Ma dopo pochi istanti la
scost da s. No, non posso disse allontanandosi da lei. Non puoi? Perch? In quei pochi giorni si
erano parlati solo con gli sguardi... ma no, non poteva essersi sbagliata, sentiva di piacergli e quel bacio
confermava tutto. C unaltra donna? chiese con timore. Francisco tent di scacciare dalla mente il
viso severo di sua madre mentre gli elencava i vantaggi del matrimonio con la cugina valenciana. No,
nessuna. E allora perch... se anche tu mi vuoi? Lui distolse lo sguardo e chin la testa. Non
posso la guard cercando dentro di s la forza di resistere alla tentazione di riprenderla tra le braccia.
Io non appartengo al tuo destino e non voglio renderti infelice. Sono gi infelice. La mia  una
vita difficile. Anche la mia. O non ricordi quello che ti ho raccontato di me? Ricordo ogni parola
e... ogni sguardo. E allora perch? In questi giorni sembravi sincero quando mi sorridevi e mi
stringevi le mani tra le tue... Lo ero. Ora non lo sei pi? Lo sono nel dirti che non posso.
Forse perch sei un uomo del papa e la mia famiglia invece... azzard cercando una spiegazione.
Non posso avere legami; la mia vita non me lo permette. Mi sono sbagliata, allora mormor
Isabella sconfortata girandogli le spalle e dirigendosi verso la porta. Vorrei poterti spiegare... inizi
Francisco nel tentativo di fermarla, ma non riusc a finire la frase. Lei si rigir e guardandolo con
amarezza disse: Ti sei spiegato benissimo. Il rumore della porta che si chiudeva. Secco come un
addio. Francisco rimase immobile, trattenendo limpulso di seguirla, di mandare allaria il mondo e
andarsene con lei... Poi si alz e raccolse da terra il ricamo abbandonato. Era un fazzoletto di lino
sottile. Al nome Isabella si intrecciavano due effe. Francisco lo prese e lo infil nel corpetto, prima
di uscire di corsa. La luna, alta nel cielo, diffondeva la sua luce pallida nella notte autunnale. Andrea
richiuse piano dietro di s la porta del convento. Era uscito di nascosto dalla cella e nessuno si era
accorto della sua fuga. Pazientare non era nella sua indole e non voleva coinvolgere le persone
caritatevoli che lo avevano aiutato. Si avvicin a Ponte Sisto per attraversare il Tevere. Durante la notte
le sponde del fiume erano quasi deserte, solo alcuni barcaioli sonnecchiavano sulle chiatte vuote
mentre altri vegliavano tenendo docchio la merce accatastata. Nessuno avrebbe notato o infastidito un
frate coperto da un logoro cappuccio. Non era pi lo stesso uomo uscito di casa in preda allira per
andare ad affrontare Lorenzo, pensava Andrea mentre accelerava il passo. Pochi giorni e tutto era
cambiato, soprattutto nel suo cuore. Forse stava andando verso la morte, da innocente, ma lui non era
un vile che fa scontare ad altri i suoi errori, o accetta di vivere come un fuggiasco per non affrontare la
verit. Voleva mettere alla prova il suo destino e scoprire quanto Dio avesse ancora in serbo per lui. Un
Dio che prima non conosceva affatto, come non conosceva i volti dei malati e dei poveri. Lalterigia e
la leggerezza dietro le quali aveva mascherato il timore di fallire lo avevano tenuto lontano dal
prossimo. Gli altri per non erano ostili come lui credeva. Frate Ernesto gli aveva dimostrato che
esistevano anche persone disposte a donarsi come lui e Gemma... Chiss se lei avrebbe capito il suo
gesto? Non trovandolo pi al convento lindomani, forse si sarebbe sentita tradita, ma per meritarla
davvero non poteva agire in altro modo. Senza accorgersene si trov nel rione dove sorgeva palazzo
Gianani. Sent il desiderio di dare un ultimo saluto a Isabella e al piccolo Ruggero, e di abbracciare
Bastiano; rimase per qualche istante nei pressi del cancello delle scuderie. Sapeva che il palazzo era
sorvegliato e fece per allontanarsi quando scorse un uomo in groppa a una mula che sembrava uscire di
soppiatto. Gli parve di riconoscere sulle sue spalle un mantello di Mario... Chi poteva essere altrimenti
a quellora di notte? Un uomo del bargello? Andrea si appiatt nellombra mentre lo sconosciuto
passava. No, non era Mario, era pi alto e meno robusto, ma nelloscurit non riusc a scorgerne il
volto. Forse era una sentinella che aveva finito il suo turno... ma quel mantello... Laltro non lo not e
prosegu spronando la mula. Andrea fece un sospiro e riprese la strada verso il palazzo del bargello,
chiedendosi cosa stesse accadendo in casa sua. Diede uno sguardo alla luna, come per cercare in lei una
risposta, ma lastro era immobile e lontano.
23
Il volto dellassassino
Questo  luomo che ha assassinato il cardinale Lorenzo Calvi. Io non so chi sia, ma lho visto bene
in viso. Non conosco il motivo del suo gesto e sono scappato cedendo alla paura e allorrore, ma mi
dichiaro innocente, anche se comprendo di aver commesso un grave errore fuggendo.
Andrea Gianani
Queste poche righe vergate con grafia elegante erano accompagnate da un disegno a carboncino.
Riccardo Fusco, sbalordito, gir unaltra volta il foglio che teneva tra le dita, in cerca di qualche altro
segno. Avvicin di nuovo il disegno alla candela pensando di essersi sbagliato. No, non aveva dubbi:
conosceva luomo ritratto. Rilesse unaltra volta lo scritto, poi, afferrato il foglio, usc dal suo studio e
scese al piano sotterraneo per cercare il suo braccio destro. Tito! Guarda qui! esclam entrando nella
piccola stanza e ordinando alle guardie presenti di uscire. Tito Ferro si avvicin al suo superiore. Lo
riconosci anche tu? gli chiese Fusco incalzante, passandogli il foglio. Tito avvicin il ritratto al
candelabro e lo esamin per alcuni istanti. La barba pu confondere, ma non gli occhi n la forma
della bocca e del naso. Voglio sapere chi ha portato questa lettera. Vai subito a informarti. Poi
raggiungimi. Mentre Tito si allontanava, Fusco rientr nel suo studio e si sedette. Era autentico, quello
scritto, oppure era opera di un detrattore, o di un pazzo? Di rado si era sentito cos confuso, cos
schiacciato da una realt assurda e pericolosa. Voleva la verit? Eccola! Su quel pezzo di carta gualcito
era disegnata la verit che invocava da giorni. Ma non era quella che si aspettava. Tito rientr di corsa,
chiudendosi la porta alle spalle. Lha consegnata un ragazzino a un piantone. Ma non sappiamo di
pi. Perch costui avrebbe ucciso il Calvi? esclam Fusco picchiettando sul disegno con la mano
destra. E gli altri due cardinali? In cella abbiamo ancora il servo di Roncaglini e mastro Simone, e
possiamo mostrare il disegno anche alla Mora. Andiamo! lo interruppe Fusco alzandosi. Era arrivato.
Si sentiva calmo, come sgravato dalla tensione dei giorni precedenti. Andrea si avvicin al portone e
una sentinella gli intim lalt. Sono frate Andrea disse senza togliere il cappuccio. Devo conferire
urgentemente con il bargello. Ma solo con lui. Tito Ferro ordin alla guardia di richiudere la cella.
Visto, capitano? disse mentre si allontanavano  stato lui a far fuori Uberto Roncaglini. Anche il
servo e il pittore hanno riconosciuto i suoi occhi. Il pittore  spesso ubriaco e il servo  un idiota,
possiamo ritenerli affidabili? chiese Fusco scuro in volto. Dobbiamo mostrarlo anche al
maggiordomo del Calvi e alla Mora. Tito Ferro annu, facendo strada al capitano. Se ha ucciso il
Roncaglini disse ha rubato anche il tesoro. Non credo che il movente siano i soldi afferm il
bargello, richiudendo la porta del suo studio e sedendosi di nuovo allo scrittoio. Tito Ferro sedette a sua
volta sulla solita sedia. Forse no, ma il forziere era vuoto... e lesperienza insegna che i soldi centrano
sempre. Troppi morti eccellenti disse Fusco versandosi dellacqua. Tutti oppositori del papa, e
quadri rubati, tesori spariti... Facciamo ordine, Tito: il nostro uomo, travestito da soldato papalino,
droga il servo di Roncaglini, si introduce nel suo palazzo, fa fuori il cardinale e gli ruba il tesoro; poi
partecipa a un banchetto dove  presente Gherardo Ravelli e lo avvelena. Questo non possiamo
provarlo, Eccellenza intervenne Tito. Il medico ha certificato che la morte del Ravelli  avvenuta per
cause naturali. Non lo possiamo provare, ma hanno bevuto insieme e non possiamo escludere che
abbia versato un veleno nel calice del cardinale. Quindi, dopo aver rubato due ritratti di Juan Borgia in
Vaticano, si traveste da ricettatore, coinvolge mastro Simone nellaffare per entrare a palazzo Calvi e
taglia la gola al cardinale davanti ad Andrea Gianani che accusa fuggendo. Ma perch?  questo il
punto oscuro, perch! esclam Fusco. Forse obbediva a un ordine... azzard Tito. E se cos fosse
credi che ci avrebbero chiesto di indagare? La cosa sarebbe stata presto insabbiata... E il Gianani?
Infuriato col Calvi, a causa della sua ossessione per Juan Borgia, va da lui e per puro caso irrompe
nella sala proprio durante lomicidio e si becca una coltellata. Spaventato dalle accuse dei servi e degli
ospiti, fugge chiss dove. Ma se ha potuto scriverci e disegnare questo ritratto vuol dire che si 
nascosto bene. Lui lo avrebbe trovato e ucciso, altrimenti. Non ha scritto il nome dellassassino, non
sa chi sia. Giusto. Lo crede un ricettatore. Se vogliamo salvare il Gianani dobbiamo trovarlo prima di
lui! Francisco ordin al maggiordomo di non svegliare donna Ins per avvertirla del suo rientro. Non si
sentiva pronto a sopportare le occhiate torve della madre, gli accenni al suo pallore, alle continue
assenze, alla sua vita pericolosa e raminga, alla necessit di avere una famiglia, dei figli, unesistenza
tranquilla. Desiderava restare solo. Entr nella sua camera, lanci il mantello di Mario che Bastiano gli
aveva prestato sopra una poltrona e si butt sul letto, stringendo ancora tra le mani il fazzoletto
ricamato che conservava il profumo di Isabella. Limmagine di lei si ripresentava davanti ai suoi occhi,
ancora pi splendida e desiderabile. Che scherzi fa la vita, pens, innamorarsi per la prima volta, ma
nel momento meno opportuno, e di una donna che non poteva avere. Si era illuso di poter controllare
non solo le proprie azioni, ma anche i sentimenti. E invece un viso delicato e due occhi malinconici
erano riusciti a devastare le sue certezze. Ora avrebbe dovuto lottare anche contro quellamore appena
sbocciato, ma con solide radici a giudicare dalla sofferenza che gli provocava e dalla forza con cui
cancellava dalla sua mente tutto il resto. Chiuse gli occhi, ma il sapore delle labbra di Isabella non gli
concedeva il sonno. Alcuni colpi vennero bussati alla porta. Capitano Fusco disse la guardia
entrando nella stanza un frate insiste per parlarvi. Dice che  faccenda della massima urgenza. A
questora? esclam Tito Ferro. Vengo io. I frati hanno solo favori da chiedere! Vuole parlare solo
con Sua Eccellenza o se ne va precis il soldato. Fallo passare disse Fusco. Resta anche tu, Tito.
La guardia usc e dopo pochi istanti un frate entr titubante nella stanza e rimase in piedi, coperto dal
cappuccio, come se fosse incapace di parlare. Fusco ipotizz che la sua reticenza fosse dovuta alla
presenza di Tito. Questuomo ha lordine di non lasciarmi mai solo, fratello lo rassicur e non
abbiamo segreti tra noi, parlate pure. Il frate allora lasci cadere il cappuccio e piant il suo sguardo in
quello del bargello. Sono Andrea Gianani. Fusco trattenne a stento unimprecazione, mentre Tito
Ferro si metteva davanti alla porta incrociando le braccia. Posso sedermi? chiese Andrea. Fusco gli
indic la poltrona davanti a s. Vi cerchiamo da giorni scand duro. In quale convento eravate
nascosto e perch? Capitano, non coinvolger le persone che mi hanno soccorso lo interruppe
bruscamente Andrea. Vi dir solo che ero ferito e sono stato curato da buoni cristiani. Sono stato
ferito e sono venuto appena ho potuto muovermi. Liberate mio fratello Jacopo, non centra nulla in
questa storia. Fusco osserv con attenzione il giovane dal volto mite, dagli occhi limpidi e ingenui che
ricordavano quelli di un adolescente. Quanta fretta! esclam. Mi dovete prima parecchie
spiegazioni. S, s, certo. Perdonate la mia furia, ma da quando so che Jacopo  in prigione per causa
mia, non ho pace. Per causa vostra? Dunque confessate di avere ucciso Lorenzo Calvi? No,
capitano, non ho nemmeno toccato Lorenzo!  stato quelluomo, forse un ricettatore, che gli procurava
pezzi darte... mi sembra di aver visto una tela sopra il tavolo dove  caduto Lorenzo...  lui che lha
sgozzato... con un colpo netto! Lho visto con i miei occhi! Avete ricevuto il ritratto che ne ho fatto?
S ammise Fusco con gesto vago, preferendo soprassedere per il momento sul disegno ma ora
ditemi tutto dallinizio! Appena Andrea tacque, Fusco si schiar la voce e chiese: Quindi vostro
fratello ha le prove che il Calvi e Juan Borgia fossero amanti? No, ma si fida di chi gli ha raccontato
lepisodio. Chi sarebbe il delatore? Una cortigiana, Mario per non mi ha detto il suo nome. Di
colpo Fusco impallid, disorientato da unintuizione: la risposta andava cercata nella personalit di don
Juan! Ricord che Juan, incallito donnaiolo, disprezzava lamore greco e spronava i suoi scherani a
bastonare e imbrattare i sodomiti, dicendo di voler liberare Roma da quella piaga. Se il cardinale, come
raccontava Andrea, aveva cercato di sedurlo, la reazione del Borgia non era difficile da immaginare: il
Calvi era stato respinto, e in modo violento. Riccardo ramment le sgradevoli sensazioni provate nella
camera da letto del cardinale, lex libris Mihi aut nulli. Al momento laveva collegato al possesso di
tesori artistici, ora comprese che il significato di quel motto si spingeva oltre... Mesi di indagini inutili e
indizi depistanti gli caddero addosso: aveva cercato gli assassini di Juan tra le persone sbagliate, adesso
invece ogni tassello rientrava al suo posto e la visione dinsieme era chiara, moventi e tempi compresi:
Lorenzo Calvi aveva fatto uccidere Juan Borgia perch si negava al suo amore. Restava da capire se
avesse sfruttato la complicit di Uberto Roncaglini e di Gherardo Ravelli, che con motivazioni ben
diverse dalle sue, condividevano con lui il bisogno di punire il papa colpendolo nei suoi affetti. Fusco
si pass una mano tra i capelli. Alessandro Quarto sapeva tutto ci? Aveva forse ordinato lui quella strage
di porpore? Le sue, se ne rese conto, non erano pi ipotesi, ma certezze, difficili per da corredare di
prove. Lassassino, di cui ora conosceva il volto e il nome, aveva scovato chiss come i tre mandanti
dellomicidio di Juan Borgia e aveva attuato la vendetta del papa e anche... Qualcosa non va,
capitano? gli chiese Tito Ferro osservando il volto cereo di Fusco. No, nulla, anzi... Si alz,
cercando di controllare la bufera di emozioni che lo agitava e rivolto ad Andrea scand con decisione:
Vi credo! Laffermazione fu accompagnata da uno sguardo profondo e da una stretta di mano. Il
Gianani, commosso, ricambi la stretta mentre Tito Ferro tratteneva a stento il suo stupore. Per il
momento  meglio che restiate sotto la mia tutela; nessuno dovr sapere dove siete. Conoscete
lassassino? gli domand Andrea. S... come sospettavate voi  un noto ricettatore. Ora che abbiamo
la conferma che  lui il colpevole lo scoveremo. Perch ha ucciso il cardinale? Questo ce lo
faremo dire da lui. Tito fiss il suo superiore in modo interrogativo, ma non parl, mentre Andrea,
guardando ansioso Fusco, disse: Ora potete liberare mio fratello Jacopo! Potr scarcerarlo solo
dopo aver ricevuto lautorizzazione del governatore, ma, vedrete, la otterr presto. Andrea gli sorrise
sollevato. Grazie, capitano. Non speravo di trovare in voi tanta comprensione. Apprezzo il coraggio
che avete dimostrato venendo a costituirvi. Non avrei dovuto fuggire! Quanti errori si commettono
seguendo limpulso! Non sempre... disse Riccardo con un mezzo sorriso non sempre. Io mi affido
spesso alle prime sensazioni. Molte, alla lunga, si rivelano esatte. Accettate la mia ospitalit e la mia
protezione. Tito, chiama qualcuno di fidato. Fusco si alz, imitato da Andrea. Ho molte faccende da
sistemare, ma appena possibile vi raggiunger. Vorrei chiarire con voi altri particolari. Parl sottovoce
alla guardia sopraggiunta e conged Andrea con unaltra vigorosa stretta di mano. Appena il Gianani fu
uscito, Tito Ferro si par davanti a Fusco. Capitano, ora mi spiegherete! esclam. Caro Tito,
unaltra volta siamo costretti a rovistare in verit molto scomode... concluse il bargello dopo avergli
espresso le sue deduzioni e dobbiamo decidere se tenerle segrete o rivelarle. Sospettate che sia il
pontefice il vero mandante? Ma se avesse ordinato lui di uccidere in segreto i tre cardinali, perch vi
avrebbe chiesto di investigare e di portargli il Gianani vivo o morto? Non era meglio tenervi alla larga
dalle indagini? Il Gianani  un perfetto capro espiatorio. Consegnarlo al boia accusandolo di un
delitto di gelosia sarebbe la soluzione perfetta per tutti:  un colpevole estraneo alla curia, un nobile
romano riottoso e un testimone pericoloso. Questo... se il papa fosse lideatore degli omicidi, ma sono
certo che Sua Santit sia alloscuro di tutto. Volete dire che lassassino ha agito da solo, di testa sua,
senza lavallo del Borgia? Fusco rimase qualche istante a vagliare alcune ipotesi. S, ne sono sempre
pi convinto. Se fosse cos... ha avuto molto coraggio soggiunse Tito Ferro con ammirazione. Ne
serve parecchio per sfidare il Borgia. In fondo, per, gli ha vendicato il figlio del papa... Pensi che
questo lo giustifichi ai suoi occhi? Il pontefice non tollera linsubordinazione e tanto meno le iniziative
personali, soprattutto in un momento in cui inimicarsi i cardinali non  salutare per lui. Di nuovo
Fusco si interruppe e si pass una mano sugli occhi. Devo riflettere ancora prima di decidere le
prossime mosse. Non ho prove e voglio essere prudente. Rendere pubblico quello che abbiamo
scoperto  troppo rischioso, capitano. Se i baroni romani sapessero... I baroni romani e il papa
vogliono entrambi imporre la loro verit. Io invece voglio avere lunica che conti: quella dei fatti. Per
ora conserviamo queste ipotesi nel cassetto, ma troviamo il modo di salvare Andrea Gianani dal cappio.
Non ha ucciso nessuno, ed  finito nei guai solo per caso, trascinando nella disgrazia anche i suoi
fratelli. Ho mandato troppi innocenti sulla forca per nascondere gli intrighi di potere e assecondare i
potenti. Questa volta ho deciso che non lo far! Capitano, se insabbieremo la verit, concederemo a
un assassino senza piet di farla franca. Fusco emise un sospiro. Non ho detto che lassassino non
pagher, ma sar io a decidere come. Ecco come agiremo... Voleva prendere solo qualche abito, le sue
erbe e le boccette di medicinali e di infusi. Si guard intorno chiedendosi se avrebbe rimpianto quella
stanza. No, vista con gli occhi del cuore, era una camera fredda e triste. Gemma pieg una sottana, la
infil nella sacca accanto allerbario che aveva composto in quegli anni e gett in un cesto uno scialle
di seta. Si ferm un attimo vedendolo cadere tra gli altri indumenti. Nei primi tempi Oliviero le
comprava nastri, collane e mantelli. Le aveva insegnato a riconoscere ogni tipo di tessuto, a coglierne i
difetti, ad apprezzare le cuciture ben fatte, ma quei momenti erano ormai lontani. Ripens al giorno in
cui le aveva regalato lo scialle azzurro. Lei se lo era appoggiato sulle spalle ammirandone la leggerezza
e il colore raffinato, ma poi lui glielo aveva strappato di dosso e in cambio aveva preteso un servigio il
cui solo ricordo la fece avvampare. Lo ripesc dal cesto e lo butt a terra. Non lo voleva vedere mai
pi. Prese le pianelle di seta e le infil nella sacca. Quella mattina aveva scoperto che Andrea aveva
abbandonato il convento senza una parola, un biglietto, un saluto. Le aveva giurato che non si
sarebbero pi lasciati e invece... no! Era sincero nel pronunciare la sua promessa e lei gli credeva, e
anche frate Ernesto: Andrea se nera andato in quel modo per non comprometterli. Prese da un cassetto
il suo corpetto strappato. Lo avrebbe portato con s per rammendarlo. Lo mise nella sacca con la
speranza di poterlo, un giorno, restituire ad Andrea. Il rumore di una chiave che girava nella toppa le
ferm il respiro. Per un attimo si illuse che fosse Samir di ritorno dal convento dove si era trattenuto
per aiutare frate Ernesto. Ma la voce di Oliviero sment le sue speranze. Non c nessuno qui, ad
aspettare il padrone? Dalla scala arrivava il calpestio dei suoi passi impazienti. Gemma, dove sei? Il
mercante entr spalancando la porta e sbattendola dietro le spalle. La guard, poi vide la sacca che
stava riempiendo. Lira gli attravers lo sguardo. Che stai facendo? Quelle tre parole sibilate con
freddezza cancellarono tutti i discorsi che Gemma si era preparata. Restava solo la paura. Me ne
vado disse senza guardarlo e cercando di non far vacillare la voce. E dove? Via di qui e da voi... e
non cercate di ricattarmi con la storia dei debiti della mia famiglia, a quelli penseranno i miei fratelli.
Andate da loro a... La risata del Barocelli le fece morire le parole in bocca. Il mercante la fissava
sarcastico mentre si avvicinava sempre di pi. Gemma gli gir le spalle e avvolse alcune boccette in un
panno. Chi  il porco che ti ha messo in mente questidea, eh? Da chi ti sei fatta sbattere? Il Barocelli
afferr la sacca e la scaravent lontana, poi agguant Gemma per un braccio facendo scivolare a terra
le boccette e il loro contenuto. La ragazza tent di divincolarsi, ma il mercante la afferr per i capelli e
avvicin il viso al suo. La collera gli gonfiava le vene del collo e gli chiazzava il volto di rosso. Tu fai
quello che voglio io! E non vai da nessuna parte. Non hai ancora finito di pagare i debiti di quel beone
di tuo padre. La spinse a terra, ai suoi piedi, e le sferr un manrovescio che la colp sulla bocca,
spaccandole il labbro. Gemma cadde allindietro, ma si rialz con prontezza asciugandosi il sangue che
le colava sul vestito. Basta! Gridava una voce dentro di lei, basta! Vide un paio di forbici tra i fasci di
erbe secche che stavano sulla cassapanca, le afferr e tenendole davanti a s grid: E invece me ne
vado! E tu non mi fermerai! Il Barocelli indietreggi di qualche passo. Le forbici di Gemma si
muovevano minacciose allaltezza del suo addome. Sono stanca di te... delle tue botte... dei tuoi
ricatti... Eh via, bella, che ti prende? Cerc di ammansirla il Barocelli. Stai calmina e metti via le
forbici... sai quanto tengo a te e alla tua famiglia... Mi fai schifo! Che parolone! Il Barocelli
indietreggi e finse di perdere lequilibrio, scivolando sullimpiantito. Fu un attimo. Gemma distratta
dalla sua mossa non si accorse che luomo le afferrava le caviglie e la trascinava a terra. Tent di
difendersi scalciando, ma rest schiacciata sotto il peso di Oliviero. Con un gesto rapido il Barocelli le
strapp di mano le forbici, scagliandole lontano. Adesso, puttanella, ti convinco io a restare! ringhi.
E inizi a colpirla sempre pi forte.
24
Lordine del mondo
Mentre aspettava nella sontuosa anticamera, tra i funzionari della curia che si affaccendavano, Fusco
cercava di immaginare le emozioni del pontefice alla lettura della sua relazione: stupore? Indifferenza?
Sollievo? Riccardo, stai rischiando! si disse, sentendo la stretta dellansia che gli chiudeva lo stomaco.
Almeno una volta nella vita, voleva sistemare le cose a modo suo. Perch si prendeva tanto a cuore la
sorte di quel giovane sprovveduto? Era forse diverso dagli altri che, per compiacere il potere, lui non
aveva difeso, anzi aveva perseguitato? Il candore di Andrea lo aveva disorientato: con quel saio
addosso e quello sguardo da santo del paradiso aveva fatto riaffiorare molti rimorsi sopiti. Quanti anni
poteva avere? Poco pi di venti, forse ventidue. Avrebbe potuto essere suo figlio, se il destino gliene
avesse dati, e sarebbe stato fiero di un figlio come Andrea, diverso dalle canaglie che doveva sbattere
in galera e appendere alle forche. Capitano, capitano! Mi sentite? La voce del Burckard lo riscosse.
Fusco balz in piedi e si inchin al cerimoniere del papa. Seguitemi, Sua Santit vi aspetta pronunci
il Burckard in tono solenne. Lo precedette nello studio dove il pontefice, seduto al suo scrittoio, stava
firmando alcune carte. Allingresso di Fusco conged il segretario che, presi i documenti, se ne and
lasciando Fusco e il Burckard soli con il papa. Dunque, capitano, ho letto il vostro rapporto disse il
Borgia porgendo a Fusco lanello da baciare. Il bargello fece un respiro profondo: era il suo momento.
Santit, un caso non semplice. Ho fatto del mio meglio per chiarirlo disse mettendo convinzione nel
tono della voce. Il Borgia lo fiss con seriet. Ci compiace che siate arrivato a una soluzione, ma se i
fatti sono quelli che avete descritto qui... pos una mano sopra la relazione non neghiamo di essere
molto sorpresi. Santo Padre, il primo a rimanere sbigottito sono stato proprio io Fusco inghiott un
groppo di saliva. Doveva dare prova di essere un grande attore in quel colloquio. Prima di tutto
abbiamo alcuni rimproveri da muovervi, capitano disse il papa mentre il Burckard annuiva in silenzio
e il respiro di Fusco si fermava per un istante. Non  ammissibile che un ladro possa entrare a palazzo,
rubi ritratti di propriet della nostra famiglia e se ne vada indisturbato! Questa mancanza  dovuta al
vostro inefficiente controllo. Cos come ci aspettavamo da voi la cattura del malfattore che ha sottratto
il tesoro del cardinale Roncaglini... tesoro che il cardinale aveva accumulato sfruttando una pieve
appartenente alla Chiesa e quindi della Chiesa stessa... Una grave perdita per noi! Lo stiamo
cercando ovunque disse Fusco a occhi bassi. Voi sapete che non ricorriamo volentieri alle minacce.
Il Borgia fece un sorriso che a Fusco ricord il morso di una vipera. Ma non possiamo tollerare una
polizia non allaltezza del suo compito. Pensateci, Fusco, e agite di conseguenza. Il bargello si
inchin, cercando di nascondere il rossore che gli avvampava il volto. La sua posizione vacillava, ma
doveva tacere per non far crollare il castello di falsit che aveva costruito. Inoltre prosegu il papa
avremmo preferito punire pubblicamente lomicida del Calvi, dopo un processo regolare. Dovevate
evitare che i vostri uomini esagerassero negli interrogatori fino alla morte del ricettatore. Vi invitiamo a
operare con minor impeto, nel futuro. Santit, ho spiegato al magistrato come si sono svolti i fatti
e... Fusco trattenne la rabbia che sentiva in corpo per quei rimproveri immeritati. In altre occasioni
infatti, limpeto, come lo aveva definito il papa, era stato incoraggiato proprio da lui. S, s... lo
interruppe il Borgia ma ora ditemi come siete arrivato alla conclusione che le morti dei cardinali non
avessero nulla in comune. Ho vagliato le situazioni inizi Fusco. Una delle tre morti era
sicuramente dovuta a una causa naturale. Il medico di Ravelli non ha dubbi: il cardinale  deceduto in
seguito a unindigestione. Il papa chin la testa e invit Fusco a proseguire. Roncaglini, invece, 
stato vittima di un furto. Diversi testimoni hanno visto luomo travestito da soldato che si  infilato in
casa del cardinale per rubare i preziosi e le sue caratteristiche fisiche non sono le stesse del ricettatore
zoppo che ha ucciso il Calvi. Anche in questo caso ho un testimone: un imprevisto ha portato Andrea
Gianani sul luogo del delitto, proprio nel momento in cui lassassino colpiva. E solo una casualit ha
portato Andrea Gianani sul luogo del delitto, proprio nel momento in cui lassassino colpiva. Nulla era
stato premeditato. Nella relazione non avete specificato perch quel disgraziato ha ucciso il cardinale
Calvi. Volevo dirvelo a voce, Santit, per lasciare a voi la decisione se rendere noto il fatto. Lorenzo
Calvi gli aveva fatto un grave torto personale... aveva attirato suo figlio in un gioco perverso, purtroppo
finito con la morte del fanciullo. Mio Dio! esclam il pontefice disgustato. Lorenzo Calvi ora
verr giudicato da Nostro Signore per la sua vita dissoluta. Pregheremo per lui. Il Burckard fece il
segno della croce, mentre il papa scuoteva la testa. Tenete nascosta questa truce vicenda. Il Calvi era
un principe della Chiesa, e la sua famiglia si sentirebbe infamata. Inventatevi un altro movente,
insomma. Non avete bisogno di suggerimenti... credo. Il Borgia lo fiss con tale intensit che Fusco
arross. Il papa aveva forse capito che che si stava inventando tutto? Trovate una verit convincente
prosegu il pontefice e fate circolare in citt la voce che il colpevole  stato giustiziato dopo un
regolare processo. La giustizia ha seguito il suo corso e il popolo deve essere informato della nostra
efficienza. A informare il Sacro Collegio penseremo noi, Burckard... preparate voi un discorso idoneo.
Il cerimoniere assent, anche se il suo volto indicava il suo disappunto. Ora ditemi di Andrea Gianani.
Lo avete ritrovato? domand il Borgia. Si  presentato di sua iniziativa, per salvare il fratello e il suo
onore. Si trova sotto la mia tutela. Bene. Liberate i Gianani, cos la nobilt romana smetter di
infastidirci con continue lamentele e speriamo di non sentir pi parlare di loro! Lo spero anchio,
Santit. Capitano, adesso che questa vicenda si  conclusa, ci aspettiamo che recuperiate al pi presto
il tesoro di Roncaglini. Avete almeno fatto una stima di quel tesoro? Non  facile valutarlo, Santit.
Il servo del cardinale, anche sotto tortura non  stato in grado di dire quante fossero le pietre preziose, e
nessuno altro ne conosceva lesistenza. Al lavoro, quindi! Il papa gli impart una breve benedizione
prima di congedarlo. Mentre si allontanava, Fusco pens che il Borgia non immaginava da quali
catastrofi le sue menzogne lo stavano salvando, ed erano astuzie che valevano molto pi del tesoro di
Uberto... Jacopo Gianani si alz dal letto e inizi a camminare per la stanza. Non sapendo quello che
stava accadendo fuori, aveva provato a corrompere luomo che gli portava i pasti, ma senza successo.
La sua mente correva sempre a Isabella. La immaginava mentre cullava Ruggero o scrutava oltre la
finestra con il suo adorabile sguardo smarrito... Non aveva nemmeno notizie di Mario, lo sperava in
salvo alla Volpaia o nascosto a Roma presso amici. Il loro ultimo abbraccio aveva aperto la possibilit
di una riconciliazione. E Andrea? Forse Fusco si era convinto della sua innocenza. Che Lorenzo Calvi
avesse una doppia vita lo sapevano tutti; solo suo fratello era stato cos ingenuo da credere sincera la
sua amicizia. Sent con sollievo lavvicinarsi dei passi cadenzati delle guardie: rompevano lo stagnante
silenzio in cui viveva da giorni. La porta si apr ed entrarono due soldati che scortavano un ufficiale.
Siete libero, barone gli comunic questultimo. Il vostro servitore vi aspetta fuori per ricondurvi a
palazzo. Jacopo si sent rinascere. Hanno trovato mio fratello? Sta bene? Io non so nulla. Lordine
del bargello  solo quello di liberarvi. Qualcosa dovrete sapere! Sono certo che appena fuori
troverete chi vi informer. Usciamo in fretta, allora. Jacopo si avvi a passo spedito dietro la scorta,
ma un rumore di ferraglia lo costrinse a voltarsi. Bartolomeo Flores, incatenato, vestito di una tonaca
bianca e di un gabbano verde, lo guardava. Dal suo viso erano scomparsi spavalderia e sussiego. Sono
libero! esclam Jacopo avvicinandosi a lui. Buon per voi. Per me invece nessuna clemenza... disse
il Flores mostrando le catene che gli legavano i polsi. Mi portano a San Marocco. Jacopo lo fiss in
silenzio: da quel carcere non si usciva vivi. Evidentemente il suo ultimo colloquio con Giovanni
Marrads non aveva avuto buon esito. Amico mio... non posso fare pi nulla per voi continu il
Flores ma non disperate! Elimineranno me, ma un altro  gi pronto a prendere il mio posto. E allora,
quando sarete l fuori, trovate subito il denaro: non c dispensa che non si possa comprare nella curia,
credetemi. Con i soldi io avrei placato lodio del papa... e ora potreste essere gi il legittimo consorte di
vostra cognata. Che ne sar di voi? chiese Jacopo impietosito. Che ne sar di me? Bartolomeo
gir la domanda a uno dei carcerieri, che lo spinse con la lancia per fargli fretta. Diamine! Lasciami
almeno salutare un amico! E, guardando il Gianani, seguit: Vi dico io che sar di me: languir l
sotto finch la morte verr a liberarmi. Non ho pi speranza, vedete indic con gli occhi la Bibbia che
portava sotto il braccio incatenato. Questa  lunica compagnia che dora in poi mi sar concessa. Se
non posso salvare il mio corpo, cercher almeno di salvare la mia anima dallinferno. Jacopo,
distinto, lo abbracci. Voi Gianani siete uomini donore mormor commosso il vescovo Flores.
Vostro padre era caparbio e inflessibile, ma vi ha cresciuti onesti. Vi auguro ogni bene. Sospinto
dalle guardie, il prigioniero prosegu verso il suo ultimo carcere, mentre Jacopo saliva nella direzione
opposta. Le loro strade si dividevano per sempre, pens il Gianani. Il Flores lo aveva lasciato
regalandogli il consiglio di procurarsi gli avvocati giusti per avere Isabella e lui lavrebbe fatto.
Segundo si faceva attendere. Fermo accanto alla finestra che dava sul giardino, Fusco guardava le
foglie staccarsi dagli alberi e cadere a terra, coprendo le radici affioranti dal terreno. Erano foglie dai
colori autunnali, dorati e caldi, sfumati sotto il sole novembrino. Quelle tinte si mescolarono nella sua
mente allimmagine del disegno chiazzato di rosso sul tavolo di Lorenzo. Rosso porpora... rosso
sangue. Anche Tito Ferro, col viso segnato dalla notte insonne, si muoveva nervoso per la sala
osservando il grande arazzo che copriva una parete e alcuni trofei di caccia appesi sopra il camino.
Fusco distolse lo sguardo dal giardino e si avvicin al dipinto che occupava la parete di destra. Ritraeva
un uomo anziano dallaspetto severo, in armatura. Uno spagnolo dallo sguardo fiero e
dallatteggiamento marziale. La targhetta posta sotto la cornice aveva inciso il suo nobile casato e
anche la dicitura primero indicandolo come il primo a portare quel nome. Capitano Fusco, qualche
problema? lo salut Segundo con un sorriso teso, varcando la soglia a passo lento. Fusco si inchin
mettendosi una mano sul petto, imitato da Tito Ferro. Mi sono permesso di disturbarvi solo per avere
unopinione su un caso intricato. La vostra esperienza di diplomatico mi potrebbe essere utile e un
consiglio tranquillizzerebbe la mia coscienza. Sono lusingato per la vostra fiducia, ma prima
dovreste raccontarmi quello che vi turba.  ci che intendo fare, con il vostro assenso rispose
Fusco. Andiamo in giardino, allora. Segundo ordin a un servitore di aprire una porta finestra e si
incammin con il bargello. Tito Ferro li segu, rimanendo a debita distanza. Laria tiepida, intrisa degli
odori delle foglie umide, li avvolse. La terra bagnata e morbida affondava sotto i loro stivali.
Dunque... Segundo lo invit a parlare con una sfumatura dimpazienza nella voce. Nellultimo
mese le morti violente di tre cardinali hanno sconvolto Roma, il Sacro Collegio e il Santo Padre...
attacc Fusco. E sono stato incaricato da Sua Santit di indagare su questi fatti tragici. Il popolino
spesso giunge a conclusioni errate e la voce che i delitti fossero il frutto di una vendetta divina 
circolata in fretta. Anche la natura si  scatenata contro la Chiesa, come sapete, linondazione ha
travolto molte persone... ma, Dio mi perdoni, io ragiono con i piedi per terra. Segundo accenn un
sorriso dintesa. Non  stato semplice venirne a capo continu Fusco. I delitti erano troppo
ravvicinati per apparire casuali. Il primo cardinale  stato derubato e strangolato da un ladro travestito
da soldato; il secondo  morto apparentemente per malattia, ma dopo unagonia sospetta; il terzo,
invece,  stato vittima di un delitto passionale. Avevo il colpevole, Andrea Gianani, ma... Fusco si
ferm sotto una quercia. Non mi dilungo, so che voi conoscete bene la vicenda inchiod i suoi occhi
in quelli indimenticabili di Segundo, che per rimase con le labbra serrate. Una vicenda per alcuni
versi incomprensibile riprese il bargello. Quadri trafugati dal palazzo del Vaticano, tele particolari il
cui soggetto era il defunto don Juan Fusco pronunci il nome con deferenza ma non voglio annoiarvi
con questi dettagli a voi ben noti. Fusco riprese il cammino e poi scand: Vi dir solo che, grazie a
fortunate contingenze, sono riuscito a dipanare la matassa e a trovare il vero colpevole. Si ferm sotto
un platano agguantando al volo una foglia rossastra che si era staccata dal ramo. Isabella tampon la
fronte sudata di Mario. Il giovane aveva ripreso conoscenza solo per brevi istanti nei quali, a fatica, lei
e Bastiano erano riusciti a dissetarlo. Poi era ricaduto in un torpore agitato da incubi febbrili. Il medico
non aveva dato molte speranze, si era limitato a praticare un salasso e a prescrivere maleodoranti
quanto inutili pozioni. Restava lamara consolazione che Mario, in quello stato, non sarebbe stato
arrestato e almeno, se era destino che cos fosse, sarebbe morto nel suo letto.  Povero Mario, tante
battaglie e tanto fuoco nel cuore... per finire bastonato da volgari briganti!
Isabella si sent sopraffatta da unansia crescente. Eppure in tutta quella disperazione, in
quellincertezza per il futuro della famiglia, il sentimento per Francisco sgombrava il suo cuore da ogni
altro pensiero: voleva ancora amare ed essere amata! La passione  crudele, pens, e attraversa le
disgrazie senza cancellarle. Francisco laveva rifiutata e se nera andato, allimprovviso comera
arrivato, portando con s la speranza di una nuova vita. Accarezz di nuovo il volto di Mario. Era
fresco, non pi bruciante di febbre. Forse si stava riprendendo. Lo tocc sugli occhi chiusi, sulle labbra
secche, gli scompigli i capelli. Non morire sussurrava tra s. Non lasciarmi anche tu... Quando
Mario, lentamente, dischiuse le palpebre, Isabella credette di averlo solo immaginato, ma poi si arrese
allevidenza: Mario la guardava con occhi coscienti. Sei a casa! esclam Isabella afferrandogli le
mani con tenerezza. Riccardo Fusco fiss Segundo per un istante prima di riprendere a camminare.
Ho trovato il ricettatore, ma purtroppo gli interrogatori dei miei uomini sono stati duri disse Fusco
allargando le braccia e dopo aver confessato di aver sgozzato il cardinale Calvi, luomo  morto. Un
lampo dintesa pass nello sguardo di Segundo. Si trattava di un uomo astuto continu il bargello
che aveva la possibilit di entrare nel palazzo del Vaticano. Aveva subito un gravissimo torto e voleva
vendicarsi. S, sono convinto che sia questa lipotesi pi veritiera, non credete? Sono sempre gli
stessi i motivi che inducono gli uomini a uccidere: i soldi o lonore rispose Segundo. Non c
dubbio seguit Fusco alcuni non hanno fiducia nella giustizia di chi li governa e, per compensare i
torti che hanno subito, la giustizia se la fanno da soli! In poche parole: con una zampata si prendono ci
che il legittimo potere non pu o non vuole dare loro. Che ne pensate? La vostra  una domanda
retorica, capitano. Sapete che sono in completo accordo con voi. In questo caso, per, la giustizia ha
trionfato. Il vero colpevole, reo confesso,  morto e il Gianani, finito nei guai per una sfortunata
circostanza, ora verr liberato. Sono felice per lui disse Segundo guardando lorizzonte. Sua
Santit ha ricevuto da me un dettagliato resoconto relativo alle morti degli altri due cardinali. Si 
mostrato soddisfatto per lesito delle indagini, e cos sar anche per il Sacro Collegio. Il Santo Padre si
 fidato delle mie parole e io non ho creduto opportuno riferirgli quanto avevo scoperto riguardo al
recente omicidio di suo figlio... meglio non turbarlo in questo delicato momento politico, e
soprattutto... Fusco fece una studiata pausa, piantandogli in viso i suoi occhi taglienti per salvare il
suo pontificato occorre allontanare ogni sospetto da lui e dai suoi uomini su quanto  accaduto in
questo giorni. Una scelta sensata, ma rischiosa. S, ne sono consapevole. Ma continuiamo:
dimostrando di avere fegato, il Gianani si  presentato spontaneamente da me. Aveva visto cos bene
lassassino che ne ha disegnato il volto e me lha mostrato.  un abile ritrattista, ma non conosce
lidentit di quelluomo, mentre questi sa benissimo chi sia lui. E io allora mi chiedo: lassassino avr
avuto dei complici? E se questi complici, forse molto potenti, un domani, decidessero di eliminare un
testimone tanto pericoloso? Che garanzie ho che questa truce vicenda si sia conclusa con la...
sparizione dellomicida? Capisco, capitano. Se fossi in voi, per... Segundo ricambi il suo sguardo
con tanta intensit che per un attimo Fusco si sent vacillare. Ignorerei questi timori. La vicenda si 
chiusa, come avete detto poco fa, con la morte del colpevole e sono certo che quelluomo agisse da
solo, completamente da solo. Il Gianani pu dormire sonni tranquilli. Nessuno gli torcer un capello.
Se un uomo donore, come voi, mi assicura che... Sul mio onore, Fusco, sul mio onore concluse
Segundo. I due uomini si fissarono per qualche istante senza parlare. Poi ripresero il cammino verso il
palazzo. Prima di congedarci, per, vorrei farvi anchio una domanda, capitano disse Segundo. Il
bargello si inchin un poco verso di lui per assentire. Siete un funzionario integerrimo, fedele a Sua
Santit e sempre al servizio della legge, perch allora avete preso iniziative personali tanto azzardate?
In questo caso, anche voi avete rischiato... e lo avete fatto da solo. Fusco sorrise a labbra strette, poi
prosegu: In questo caso la mia coscienza non ha voluto sentire ragioni, e ha guidato le mie azioni
portandole oltre i limiti che mi ero imposto. Ascoltando la coscienza, ho trovato la soluzione perfetta,
ho salvato Sua Santit trovandogli un colpevole, ho liberato un innocente e ho rispettato un uomo che
ha dovuto sistemare i conti con il passato. Rispetterete il segreto di quelluomo? Fusco irrigid il
suo portamento. S, sul mio onore. Il bargello sostenne lo sguardo di Segundo con sicurezza: ora
poteva parlare apertamente, senza recitare la commedia per il bene di tutti per vi suggerirei di
andarvene da Roma... scand senza mezzi termini. Partir domani, capitano. Un viaggio che
auspico vi terr lontano a lungo... se non per sempre. Il suggerimento di Fusco esprimeva un ordine,
non una speranza. Sul volto di Segundo pass un lampo di tristezza. Andarmene da Roma per me 
una dura rinuncia... qui lascio i miei affetti. Restare potrebbe essere fatale per voi, per il Gianani e
anche per me. Sono certo che avete valutato anche questo. Segundo abbass il capo annuendo. C
unultima cosa di cui vorrei parlarvi, un fatto di cui solo io e voi siamo a conoscenza. Si tratta del
tesoro che voi avete sottratto al Roncaglini.  denaro della Chiesa e il Borgia non  disposto a
dimenticarsene. Il mio silenzio su dove sia finito mette in forse la continuit della mia carica. Dovete
riconsegnarlo. Segundo annu. Lavevo gi deciso prima di sapere quanto fosse importante per voi.
Vi sar recapitato al pi presto.  un prezzo equo per avere salva la vita disse cercando di non far
trasparire il suo stato danimo. Penso di avere capito molto, se non tutto di voi. Unaffermazione
presuntuosa. Avrei molte domande da porvi... Anchio! lo interruppe deciso Fusco. Ma penso sia
meglio tenerci i nostri segreti: tutelano entrambi. Segundo non replic, acceler il passo e si ferm
davanti alla porta da cui erano usciti. Il colloquio era finito. Fusco si inchin, imitato da Tito Ferro, ma
prima di girare sui tacchi fiss per lultima volta gli occhi inquieti di Segundo. Impossibile non
scorgervi una grande sofferenza. Lultimo ceffone, pi violento degli altri, le fece perdere i sensi.
Gemma cadde, battendo la testa contro uno spigolo. Il Barocelli, detergendosi la fronte, si inginocchi
accanto alla ragazza e osserv spaventato il sangue che usciva dalla ferita. Che ho fatto? Gemma!
Gemma! Rispondi! Madonna mia, non sar morta? Avvicin il viso a quello della ragazza per sentirne
il respiro. S, debole e irregolare, ma cera. Rassicurato, si rialz e si sistem gli abiti. Te la sei voluta,
puttanella! le grid. Una lezione ti serviva. Vedrai che quando ti risvegli i grilli ti saranno passati!
Andartene! E dove poi? Che qui hai tutto! Prov a scuoterla, ma visto che non si svegliava si stanc di
insistere. Era robusta e ben pasciuta, pens alzandosi da terra, qualche ceffone ben assestato non
lavrebbe uccisa, anzi lavrebbe convinta a starsene un po in casa a curarsi i lividi, invece di andar per
strada a farsi vedere da tutti. Oliviero scese la scala e apr la porta. Le mani gli tremavano ancora e la
sua gola era secca. Doveva bere qualcosa di forte per farsi passare la tensione e la malinconia. Quella
disgraziata lo faceva impazzire. Andarsene? A lui non pensava? Nemmeno un po di gratitudine! Si
diresse verso la taverna pi vicina senza notare Samir che si avvicinava. Il servo lo vide entrare nella
bettola e si affrett a raggiungere la casa. Entrato nel suo studio, Riccardo Fusco si slacci il corpetto.
Mettiti a sedere disse il bargello al suo luogotenente, sedendosi a sua volta. Ci meriteremmo un po
di riposo, e invece... guarda qui! indic la pila di lettere accanto a una fila di plichi, disposti in un
ordine impeccabile, che occupavano parte della scrivania. Come faceva dabitudine, pass un dito
sopra il piano per controllare che non vi fosse polvere, raddrizz una penna e spost la boccetta
dellinchiostro. Si ferm per un istante e poi inizi a buttare allaria lettere e documenti dallo scrittoio e
dallo scaffale che stava alle sue spalle, spargendo carte ovunque. Tito Ferro si alz stupefatto. Basta!
esclam Fusco continuando a gettare a terra rotoli e manoscritti. Questo ordine  solo apparenza,
capisci? si ferm ansante e guard con espressione stravolta il suo assistente. Dov lordine nel
mondo? Ho sempre cercato di circondarmene e poi? Dov la giustizia? Pi cerchi di sistemare le cose
e pi aumenta la confusione! Per salvare un innocente ho dovuto lasciare libero un colpevole! Ma era
poi cos colpevole? Capitano, con tutto il rispetto, quelluomo ha fatto fuori tre cardinali. Erano tre
assassini! Non vorrete convincermi che approvate chi si fa giustizia da solo? No, questo mai. E
infatti anche lassassino pagher il suo gesto. Dovr lasciare Roma, rinunciare ai suoi affetti e anche
alla sua carica. La sua vita  distrutta. Di lui si perderanno le tracce, e nonostante ci sono certo che lo
rifarebbe. Tito Ferro abbass la testa, mentre Fusco, dopo una lunga pausa, riprendeva: Mi sono fatto
guidare dallistinto e ti ho fatto prelevare dalla prigione il cadavere di uno sconosciuto, uno dei tanti
disgraziati che ci muoiono ogni giorno... Fusco si mise le mani tra i capelli arruffati. Mi serviva per
fingere che fosse quello del ricettatore, morto durante gli interrogatori, ma la ragione stava a monte
della mia decisione: volevo salvare il Gianani, ed era la mia priorit. Un cadavere non pu smentirci,
capitano... E nemmeno il magistrato che ha firmato le mie carte senza leggerle ci smentir. Ha
creduto al ritrovamento del ricettatore e alla sua morte durante linterrogatorio. Abbiamo gabbato la
giustizia, capitano. No, Tito, non la giustizia. La giustizia  qualcosa di superiore, va oltre le leggi
degli uomini che sono transitorie, come loro, e spesso sbagliate. C da augurarsi che lass sia
diverso. Tito non replic, ma dopo qualche istante disse: Capitano... e il tesoro del Roncaglini?
Lui ha garantito che lo restituir. Tutto? Non sappiamo a quanto ammontava, quindi dobbiamo
fidarci. Come giustificheremo il ritrovamento? Quando si tratta di denaro recuperato le
spiegazioni non servono. Il papa e suo figlio saranno soddisfatti di incassare e non faranno troppe
domande. Ora andiamo a dormire concluse il bargello alzandosi. Capitano, ma lasciamo tutto cos?
Fusco guard la confusione che aveva creato, trattenendo a stento limpulso di rimettere in ordine. S,
Tito rispose dun fiato prima di pentirsene. Almeno fino a domani. Appena Fusco lo aveva lasciato
libero, Andrea era corso fuori, rifiutando scorta, mula e abiti puliti: non lo avrebbero riconosciuto con
addosso il vecchio saio di frate Ernesto e preferiva cos. Lo strofinio di quella tela ruvida sulla pelle gli
ricordava il rischio appena scampato, ma era un monito piacevole perch la sofferenza gli aveva portato
lamore. Mentre percorreva a piedi le vie di Roma, qualche passante lo salutava, o tendeva le mani per
chiedergli aiuto. Andrea si schermiva, sorridendo a tutti, senza fermare la sua corsa verso San
Francesco a Ripa. Non era certo di trovarvi Gemma, ma lo sperava. E poi? Lassillo di come liberarla
dal Barocelli non lo aveva lasciato per un attimo. Aveva riconsiderato la proposta di Gemma di andare
lontano dalla citt, ma non gli piaceva lidea di fuggire. Avrebbero potuto ritirarsi in campagna, alla
Volpaia, al riparo dalle malignit... ma sarebbe stato offensivo per Gemma? Si sarebbe sentita relegata
in disparte perch non degna di un nobile? Lui voleva dimostrarle di non temere il giudizio di nessuno,
ma era consapevole che non sarebbe stato facile far accettare agli altri la sua scelta. Isabella e Jacopo
avrebbero accettato di accoglierla a palazzo? Si ricord di una discussione di famiglia avvenuta quando
era ancora vivo suo padre. Solo Ippolito era sposato, e il barone insisteva perch anche gli altri tre figli
pensassero alla loro discendenza. Il matrimonio, asseriva il vecchio con parole asciutte, era una
necessit sociale. Suggeriva quindi di affidare a una sua cugina, esperta sensale, la ricerca della giusta
sposa per ognuno. Lamore in tutto ci non era contemplato. Si trattava solo di un affare. Anche quella
volta lui aveva lasciato la stanza irritato. Non concepiva di unire il suo destino a quello di unaltra
persona e non credeva possibile desiderare di dormire accanto a qualcuno. Andrea si ritrov a sorridere.
Allora non immaginava che un giorno avrebbe camminato per Roma, travestito da frate, per
raggiungere una donna di modeste origini, senza dote, con la quale desiderava condividere non solo il
sonno, ma il suo futuro. Aveva giurato di aiutarla e lo avrebbe fatto, non per riconoscenza, ma perch
lamava, e questo sentimento gli infondeva forza e fiducia. Il vecchio, dal Cielo o dallinferno, non
avrebbe approvato la sua scelta. Ma ora Andrea si sentiva libero anche dai vincoli del passato. Poche
svolte e si trov davanti al convento e varcandone la soglia prov un senso di pace. Ora che lincubo
era finito avrebbe potuto riscoprire una fede che non aveva mai considerato, cos come lesistenza di un
mondo diverso dal suo. Al primo frate che incontr chiese di Frate Ernesto e il religioso gli indic lo
stanzone dove erano ricoverate le donne. Andrea vi arriv col cuore in gola e appena scorse il padre
chino su una branda con accanto Samir e frate Claudio, corse verso di lui. Frate Ernesto! grid.
Sono libero! Il padre guardiano si volt di scatto e gli and incontro sollecito, conducendolo in un
angolo. Dio sia lodato per la vostra salvezza... gli disse con voce incrinata da unemozione che ad
Andrea suon strana. Anche lespressione del suo viso era tesa e nei suoi occhi buoni non brillava
nessuna luce. Un terribile sospetto strinse il cuore di Andrea. Dov Gemma? domand guardandosi
intorno. Il frate gli prese una mano tra le sue. Ascoltate, Andrea... Cos successo e perch Samir 
qui da solo? Lasciate che vi spieghi... Ma Andrea non lo ascoltava pi e, liberatosi dalla sua stretta,
si avvicin alla branda. Quando vide comera ridotta Gemma cadde in ginocchio con un grido di
sgomento. Labbandono del corpo della ragazza gli fece credere per un attimo che fosse morta. Gli
occhi gonfi e pesti, il labbro tumefatto e un taglio profondo attraversava la tempia sinistra. Limpiastro
che frate Claudio stava applicando sulla ferita faticava a fermare il sangue. Frate Ernesto appoggi una
mano sulla spalla di Andrea. Non temete,  viva! lo rincuor. E vedrete che si rimetter presto. 
stato lui? S, s, ma  lultima volta che le fa del male! grid piangendo Samir. Andrea si alz
tremante dirigendosi verso luscita. Frate Ernesto lo rincorse e lo ferm trattenendolo per le braccia.
Gemma si riprender e quando sapr che siete libero la sua guarigione sar ancora pi rapida, ne sono
certo. E se lamate... Non la lascer mai pi, padre disse Andrea in tono cos calmo che frate
Ernesto lasci cadere le braccia liberandolo ma prima devo chiudere un conto concluse in tono
deciso. No, Andrea! Il Signore vi ha aiutato, ringraziatelo e cancellate il passato. Sar grato a Dio e
a voi per tutta la vita, ma non chiedetemi di restare qui come un codardo protetto dalla vostra veste.
Ricordatevi che lira vi ha portato quasi alla rovina! Ci penser la giustizia a punire quelluomo. La
giustizia far il suo corso e io il mio. Andrea non aggiunse altro e, fermando con decisione Samir che
voleva seguirlo, usc pi in fretta di quando era entrato. Abbandonato sul tavolo dellosteria, Oliviero
Barocelli sonnecchiava. Si era scolato unintera caraffa e ora si sentiva meglio. La rabbia si era sciolta
nel vino e un torpore benefico confondeva i suoi pensieri. Quella puttanella era capace di ribellarsi
come una selvaggia, pens con un sorriso appagato, ma era anche questo a piacergli di lei. Andava
domata, per! Prima lo scudiscio e poi... ma s, le avrebbe fatto un regalo, quel vestito di velluto
morello che aveva ammirato una volta a... Siete voi Oliviero Barocelli? Il mercante alz gli occhi
intontiti e vide davanti a s un giovane frate. S... e voi? Siete venuto per confessarmi? Ma non 
Quaresima! farfugli scoppiando in una risata ebete. Andrea lo prese per il petto e lo sollev dalla
panca. Lo sovrastava di una spanna, ma il mercante era pi robusto di lui. Nella bettola i pochi
avventori li osservarono incuriositi. Sono venuto a rendervi quello che generosamente avete dato gli
grid Andrea scrollandolo. Il Barocelli si dimenava per liberarsi, cercando di snebbiare i suoi pensieri.
Ma chi sei? Come ti permetti, frate della malora, di... Non sono un frate! E voi non siete un uomo!
Chi picchia una donna  solo un infame! Il Barocelli si liber della stretta di Andrea e indietreggi di
un passo. Era malfermo sulle gambe, ma stava riprendendo coscienza. Ah, ora capisco! Sei tu quello
che le ha messo in testa di andarsene! Avevo ragione allora! Altro che samaritana... veniva al convento
per curare i tuoi bollori! Ti nascondi dietro il saio, ma te la fotti la puttanella! Voi non la vedrete mai
pi. E chi lo dice? Il Barocelli a gambe divaricate lo sfidava con le mani sui fianchi. Forse fu
proprio quello sguardo, cos simile a quelli che aveva sempre sopportato ed evitato, che spezz
linsicurezza di Andrea. Nel pugno che sferr sul viso dello stupefatto mercante vi era la frustrazione
trattenuta per anni. Il mercante cadde sullimpiantito con un rumore di ossa spezzate. Andrea ebbe cos
la certezza che una parte della sua vita si era chiusa per sempre.
25
Piazza Giudea
Raggiunta piazza Giudea e oltrepassata la fontana, Segundo buss piano, con il solito ritmo. Dopo
qualche istante Rachel si affacci alla finestra e scese ad aprirgli luscio. Efraim stava pregando, ma
appena vide entrare Segundo, sospese le orazioni. Not subito con una stretta al cuore la sua aria
afflitta, i suoi occhi cerchiati, la sua inquietudine. Segundo sedette di fronte a lui e lo fiss senza
parlare. Ho valutato le pietre come mi avevate chiesto disse il vecchio mostrandogli un foglio su cui
erano riportate le cifre. Valgono una fortuna come potete vedere. Segundo diede una scorsa distratta
alla lunga sequela di numeri. Non li ho presi per me disse indifferente. Ti dir cosa farne, una volta
detratta la ricompensa che ti avevo promesso e con la quale riscatterai la tua vita e quella dei tuoi cari.
La somma che pronunci era elevata. Lebreo chin la testa per ringraziare e nascondere le lacrime che
gli velavano lo sguardo. Con la met del denaro rimanente predisporrai un fondo per mio nipote
Leon...  stato privato del padre troppo presto e il Borgia che doveva compensarlo della perdita non
lha fatto. Il resto devi trovare il modo di consegnarlo al bargello. Efraim lo fiss senza parlare, ma il
suo sguardo tradiva il suo pensiero. Non  come credi. Niente corruzione disse Segundo. Il
cardinale Roncaglini non aveva eredi e quel denaro andr alla Chiesa. Voi che farete? Torno in
Spagna. Nella nostra terra... il cuore mi sanguina ancora al ricordo della persecuzione che ha
scacciato il mio popolo dalla Spagna. Segundo si alz e guard fuori dalla finestra. La fontana nella
piazza zampillava senza allegria. Io invece mi sento romano e questa Roma malata mi rester
nellanima.  la vita di noi fuggiaschi... sempre con il cuore altrove. Segundo si gir verso Efraim e
lo fiss. Sai quello che  avvenuto in questi giorni? Nel ghetto le voci corrono, ho subito pensato a
voi, anche se non conosco il motivo che... Erano i mandanti dellomicidio. Dovevo eliminarli Lho
immaginato. Come lavete saputo? I nomi me li ha rivelati il ruffiano che ha organizzato tutto.
Quando ne ho avuto la certezza, non ho avuto pi ripensamenti: per loro era finita. Perch non li
avete denunciati? Sono passati tre mesi e il papa ha sepolto con Juan anche il suo desiderio di
vendetta. Ora gli preme il futuro di Cesare,  schiavo della sua ambizione e non farebbe nulla per
mettere a rischio la sua scalata al potere. Non mi avrebbe mai concesso le teste eccellenti di tre
cardinali. Efraim annu. Anche nella morte gli uomini non sono uguali. Ci sono morti che valgono
meno di altri. Non per chi li ama disse fermamente Segundo. S, anchio la penso cos. E poi se vi
foste affidato al papa, la vendetta sarebbe stata la sua, non la vostra. Tu mi leggi dentro, Efraim.
Ora per il Borgia potrebbe perdonarvi. No, conosco Rodrigo e so che avrei le ore contate. Ho agito
senza consultarlo e messo a rischio la sua tiara.  stata una follia, ma dovevo farlo. I colpevoli hanno
pagato e voi siete libero. Libero? No. Il bargello sa tutto. Efraim lo guard turbato, senza parlare.
Segundo gli rivolse uno sguardo fermo e gli appoggi una mano sulla spalla per tranquillizzarlo. Ho
avuto un lungo colloquio con lui: non parler. Mi fido di lui come di te. Lebreo ricambi con un
cenno dassenso. Il mio destino si  incrociato con quello di un altro uomo prosegu Segundo e per
il bene di entrambi non potremo mai trovarci nello stesso luogo. Io sono il responsabile di quello che 
avvenuto e io devo andarmene... lasciare quelli che amo... i morti e i vivi. Per sempre? la voce di
Efraim ebbe un tremito. Solo Dio pu saperlo. Pregalo per me. Uscito Segundo, Efraim si affacci
alla finestra e lo osserv mentre montava a cavallo, attraversava la piazza e rallentava il passo davanti
alla fontana, prima di riprendere la via al galoppo. Con un sospiro il vecchio lasci la finestra e sedette
allo scrittoio ingombro di carte. Anche la notte del 14 giugno era seduto l per cercare di far quadrare i
conti, ma i suoi occhi erano stanchi e i numeri incolonnati sul quaderno si confondevano sotto la
lucerna. Il flebile alito di vento che entrava dalla finestrella non bastava a rinfrescare la stanza. Dalla
piazza salivano solo le risate del vicino bordello e il canto stonato di un ubriaco. Perch si era alzato
proprio in quel momento e si era avvicinato alla finestra per guardare fuori? Forse era stato Dio a
chiamarlo. Tre uomini, due a dorso di una mula, il terzo a piedi, erano usciti da un vicolo e si erano
fermati nella piazza. Il pi autorevole dei tre, con un vistoso cappello piumato in testa, era sceso dalla
mula imitato dal compagno mascherato che zoppicava in modo evidente, e aveva ordinato al giovane
che chiamava Alonzo di aspettarlo l. Poi con lo zoppo si era diretto verso lingresso del bordello. Il
giovane Alonzo era indispettito e si intuiva che voleva seguirli. Avevano discusso per un po, mentre lo
zoppo andava a legare la mula sul retro della casa. Alla fine, dietro un ordine perentorio, Alonzo aveva
chinato il capo restando a guardare gli altri due che entravano nel bordello. Efraim stava per lasciare la
finestra e andare a prendersi un boccale dacqua ma poi, incuriosito, aveva deciso di fermarsi e spiare
ancora per un po. Alonzo, rimasto solo, si aggirava inquieto attorno alla fontana della piazza,
sembrava tormentato da un dubbio. Si avvicinava alla porta del bordello deciso a entrare e subito dopo
se ne allontanava con gesti stizzosi. Alla fine si era chinato su uno zampillo della fontana per dissetarsi,
senza accorgersi degli uomini incappucciati che, usciti da un vicolo, gli balzavano addosso. Efraim a
volte sognava ancora le loro lame che si alzavano in silenzio e si abbassavano inesorabili per
trafiggerlo. Si svegliava coperto di sudore gelido e si malediceva per non aver chiamato subito aiuto...
Con la gola chiusa dalla paura aveva spento la lucerna ed era rimasto immobile accanto alla finestra,
con lo sguardo fisso nel buio Cos aveva visto sopraggiungere un cavaliere coperto da un manto nero,
quasi uno spettro sopra un cavallo bianco. Il nuovo arrivato impartiva comandi secchi agli assalitori e
intanto scrutava i vicoli e le case intorno. Aveva alzato gli occhi anche verso la sua finestra e lui si era
fatto piccolo piccolo, trattenendo il respiro, sperando che il cavaliere non lo notasse. Aveva atteso
immobile fino a quando lo scalpiccio degli zoccoli si era allontanato, poi cautamente si era riaffacciato.
Accanto alla fontana, sotto unindifferente luna piena, Alonzo agonizzava nel suo sangue. Che fare?
Ignorare quello che aveva visto? si era chiesto. In fondo, non era il primo crimine che avveniva di notte
nel ghetto, anzi! Perch quindi avrebbe dovuto soccorrere uno sconosciuto rischiando di essere
accusato del suo delitto? Ma la coscienza, non gli dava pace. Svegliati i figli e Rachel, insieme con loro
era sceso nella piazza. Ricordava ancora gli occhi del moribondo che perdevano luce e la sua voce
flebile, ma insistente, che chiedeva del fratello. Era riuscito appena a indicare il palazzo dove abitava e
il nome del fratello, poi si era abbandonato tra le braccia di Rachel lottando con la morte che lo voleva
con s. Efraim aveva mandato uno dei suoi ragazzi nel posto indicato e Segundo era subito accorso.
Alonzo, col poco fiato che gli restava, gli aveva sussurrato qualcosa, forse un nome, pi volte, finch la
vita era sfuggita dalle sue labbra. Lebreo si asciug una lacrima. Anche allora aveva pianto ricordando
i suoi figli morti durante la disperata fuga dalla Spagna. In fondo la morte ha due sguardi, pens: quello
di chi ci lascia e quello sconsolato di chi non ha potuto far nulla per loro. Gli occhi di Segundo invece
erano rimasti asciutti mentre stringeva la mano senza vita del fratello e ordinava di mandare qualcuno
ad avvertire il bargello. Prima di andarsene gli aveva chiesto di non rivelare a nessuno che lui era gi
stato l. Cos Efraim aveva fatto, senza obiettare, non per timore di quelluomo autorevole e nemmeno
per il denaro che gli aveva messo tra le mani. Non valutava gli uomini solo per quello che avevano
nelle tasche, come malignavano i gentili, ma leggeva anche nei loro cuori. E in quello di Segundo
aveva colto non solo il dolore di chi perde una persona amata ma anche il desiderio di vendetta. Lui
conosceva sia quel dolore sia la rabbia cieca che nasce e si radica nellanima per uningiustizia subita.
In passato avrebbe voluto vendicarsi di chi lo aveva colpito senza piet, ma Dio gli aveva dato la forza
di resistere e aveva rispettato i Comandamenti. Non cos Segundo, pi fragile a dispetto della forza
delle sue braccia. Ma spettava solo a Dio giudicarlo. Alle guardie che erano venute pi volte a
interrogarlo, Efraim aveva ripetuto sempre la solita storia: aveva soccorso Alonzo morente e niente pi.
Nei giorni seguenti la notizia dellomicidio di Juan Borgia era dilagata per Roma. Era lui luomo dal
vistoso cappello che quella notte aveva lasciato Alonzo solo nella piazza. Se lo avesse tenuto accanto a
s forse non sarebbe finito nel letame del Tevere... ma gli uomini, soprattutto i potenti, pensano di
potersi beffare della prudenza. Efraim scosse la testa per scacciare quei pensieri. Nel silenzio della
notte gli giunse il pianto di un bimbo e il canto sommesso di Rachel che lo consolava. In quella
melodia vibravano lamarezza dei reietti e la volont di continuare a sperare. Che ne sar di Segundo?
pens il vecchio. Senza patria, lontano dagli affetti, sempre in fuga... Chiss se il fuoco che lo aveva
consumato per mesi si era finalmente spento?
Epilogo
Dicembre 1497
Mancavano solo poche miglia a Madrid. Da tempo si era lasciato alle spalle la brezza del mare e ora
galoppava per la campagna arida, sferzata dal vento di tramontana. Il suo cavallo, e quelli della scorta
che lo accompagnava, avanzavano compatti sollevando con le loro potenti falcate zolle di terra
polverosa che li avvolgevano in una nube rossastra. In vista della citt, Segundo alz un braccio per
fermare il drappello e tir a s le briglie mettendo il corsiero al passo. Si asciug il sudore e bevve da
una fiaschetta una sorsata dacqua. Non torner mai... mai pi... si ripeteva, tormentandosi lanima.
Lultimo abbraccio di sua madre era stato meno formale del solito, quasi affettuoso, come se donna
Ins presagisse un addio. Molte volte in quel lungo mese avrebbe voluto confessarle che aveva
vendicato Alonzo, pensando cos di curare le ferite del suo animo e placare il suo rancore di fiera
catalana... ma aveva preferito tacere per non rinnovare un dolore che lei nascondeva dietro un contegno
altezzoso. Anche Il ricordo di suo padre lo visitava spesso. Lo rivedeva, sul letto di morte quando gli
aveva affidato Alonzo ancora bambino. Aveva unito le loro mani infantili e con lultimo respiro gli
aveva sussurrato: Proteggilo. Lui non lo aveva fatto. E il rimorso gli mordeva lanima. Per questo
aveva punito i suoi assassini, per sentirsi degno del rispetto di suo padre. Mai pi... non tornerai mai
pi... Era la voce della ragione, ma il cuore non lascoltava. Quellamore appena sbocciato, imprevisto
e impossibile, gli procurava una nostalgia pungente che indeboliva la sua volont. Mai pi... Parole
inaccettabili! Il destino aveva sconvolto i suoi piani, il destino poteva cancellare la sua promessa. La
vita cambia... gli uomini cambiano... nulla  per sempre. Francisco Segundo Flores giur a se stesso
che un giorno sarebbe tornato.
LINGANNO
Si dice che la parola serva, in politica,
a mascherare il pensiero.
La parola sarebbe, cio, uno strumento dinganno.
Clemente Fusero
Personaggi principali
Tutti i personaggi di questo romanzo sono realmente esistiti. Cesare Borgia, il Valentino (1475-1507)
duca di Romagna e di Valentinois
Vitellozzo Vitelli (1458 ca-1502)  signore di Citt di Castello
Oliverotto Eufreducci (1473-1502)  signore di Fermo
Paolo Orsini (?-1503)  duca di Palombara
Francesco Orsini (1465-1502)  duca di Gravina
Giovan Battista Orsini (?-1503)  cardinale
Ramiro de Lorqua (?-1502)  governatore di Romagna
Giovanni Bentivoglio (1443-1508)  signore di Bologna
Ermes Bentivoglio (1476-1513)  figlio di Giovanni
Gianpaolo Baglioni (1471-1520)  signore di Perugia
Gianmaria Varano (1481-1527)  signore di Camerino
Giulio Cesare Varano (1434-1502)  signore di Camerino
Annibale Varano (?-1503)  figlio di Giulio Cesare
Venanzio Varano (1476-1503)  figlio di Giulio Cesare
Pirro Varano (1485-1502)  figlio di Giulio Cesare
Rodrigo Borgia (1431-1503)  papa Alessandro Quarto
Michele Corella, detto Micheletto (?-1508)  braccio destro di Cesare Borgia
Lucrezia Borgia (1480-1519)  sorella di Cesare Borgia
Charlotte dAlbret (1482-1514)  moglie di Cesare Borgia
Dorotea Caracciolo (1478-?)  amante di Cesare Borgia
Diego Ramires (?)  capitano di Cesare, amante di Dorotea
Niccol Machiavelli (1469-1527)  segretario fiorentino
Agapito Geraldini (?-1515)  segretario di Cesare Borgia
Francisco Troches (?-1503) segretario di Rodrigo e di Cesare Borgia Lorenz Beheim (1457-1521)
umanista, ingegnere e astrologo tedesco
Leonardo da Vinci (1452-1519)  artista e ingegnere
Luigi XII dOrleans (1462-1515) re di Francia Giovanna di Valois (1464-1505)  ex regina di Francia
Guidobaldo di Montefeltro  duca di Urbino
(1472-1508) Elettra Baglioni (?)  sorella di Gianpaolo
Cleofe Marescotti (?)  amante di Cesare Borgia
Drusilla (?)  amante di Cesare Borgia
Floriano Dolfi (?)  patriota bolognese
Roberto Orsini, cavalier Orsino (?)  nobile romano
Giulio Orsini (?)  fratello del cardinale Giovan Battista
Il padre guardiano (?-1502)  di San Francesco di Pesaro
Giovanni Fogliani (?-1502) signore di Fermo, zio di Oliverotto Gennaro Fogliani (?-1502)  figlio di
Giovanni
Raffaele Della Rovere (?-1502)  genero di Giovanni
Vitello Vitelli (1480-1528)  nipote di Vitellozzo
Prologo
Anno Domini 1502
Nellora della vostra nascita il Sole si trovava nella casa ascendente, la Luna nella settima, Marte
nella decima, Giove nella quarta... Lorenz Beheim si interruppe alzando gli occhi color ambra sul
volto scuro e attento che gli stava davanti. Prosegui gli ordin Cesare Borgia. Lastrologo si lasci
sfuggire un sospiro prima di riprendere a parlare. Poi le sue profezie di un avvenire glorioso fluirono
senza interruzioni. Non basta dichiar Cesare impassibile. Voglio di pi. Voglio conoscere la mia
fine. Lorenz Beheim abbass lo sguardo. Non poteva esitare, doveva decidere in fretta. Frug nella
sua cartella e ne estrasse un mazzo di tarocchi. Lo apr sul tavolo, e scelse. Tenete questa carta, duca
Valentino disse porgendogliela e usatela come un talismano. Vi protegger dalle insidie dei nemici.
Terribile e inesorabile il tarocco della Morte fissava Cesare. Tutti moriremo, maestro Beheim disse il
Valentino con un sorriso beffardo. E tutti temiamo il colpo di falce. Voglio sapere quando e come mi
colpir. Lastrologo scand con accento nordico: Non ho questa risposta. Il Valentino lo scrut a
lungo con occhi severi, ma il Beheim non mut la sua espressione distaccata. Il Borgia infine si alz,
prese la carta e la infil nella giubba. I suoi passi risuonarono cupi mentre si allontanava nel buio del
corridoio. Solo allora lastrologo si abbandon sulla sedia. Nelle stelle era scritto il tragico destino di
quelluomo feroce e lui laveva letto con chiarezza, ma glielo aveva taciuto. E lo aveva ingannato.
1
La corrida
Roma, piazza San Pietro
2 gennaio 1502
Se gli occhi glielo avessero permesso, Giovan Battista Orsini, cardinale di Santa Romana Chiesa,
avrebbe guardato, con una punta di fastidio, la plebe accalcata sulle palizzate dellarena costruita
davanti alla basilica. La folla, incuriosita dallo spettacolo, andava via via aumentando e strepitava in
attesa di ricevere denari ed emozioni. LOrsini avrebbe anche osservato con velenosa cura gli altri
prelati, i nobili e le loro donne che, accomodati sulle tribune, si studiavano lun laltro, pronti alla
delazione e alla critica. Ma il cardinale da lontano distingueva ormai solo luci e ombre. Un grido corale
ed esultante lo fece trasalire. Si rivolse al nipote seduto alla sua destra. Che succede? gli chiese.
Paolo Orsini, duca di Palombara, si spost di lato per vedere meglio. La calca era terribile e il suono
squillante delle trombe che accompagnava i matador copriva le voci. Gli rispose quasi gridando:
Cesare  entrato nellarena a cavallo, alla testa di otto toreri.  vestito doro! Francesco, duca di
Gravina, in piedi alla sinistra del cardinale, guard con spregio il giovane Borgia che terminava il giro
donore accompagnato dalle acclamazioni e dallo sventolio dei fazzoletti. Il popolo  incantato dal suo
splendore, caro cugino, e osanna il nuovo Caesar. Gli spagnoli pensano che bastino questi spettacoli
per riportare Roma al fasto imperiale! esclam sarcastico. Allora i gladiatori ammazzavano i leoni
comment il cardinale. Ora i bovini... I battimani e le urla del popolo lo interruppero. Al centro della
tribuna donore, accompagnato dal suo seguito, era comparso Alessandro Quarto Borgia.  arrivato il
papa disse Paolo prendendo il cardinale sottobraccio per aiutarlo ad alzarsi. Indossa un manto di
velluto rosso foderato dermellino e porta in testa una tiara tempestata di gioielli. Immagino sia
raggiante disse Giovan Battista rivolto ai nipoti. Si inchina e ringrazia i cardinali, sorride alle belle
donne, d il benvenuto ai nobili, benedice la plebe... ora alza le braccia invitando tutti a sedere. Poi si
mette comodo sul trono per bearsi dello spettacolo che dar suo figlio. Non avete bisogno dei nostri
occhi constat il Gravina ammirato. Vedete meglio di noi! Il vecchio prelato sorrise. Conosceva
bene i Borgia. Orsini e catalani si erano sempre detestati e nel passato avevano avuto scontri durissimi.
Governare sul papato, un regno a met tra lumano e il divino, faceva gola a tutti, convenne Giovan
Battista. Lui non era diventato papa, Rodrigo s. E anche grazie al suo appoggio. Per questo il Borgia lo
aveva ripagato bene: oro, terre e cariche erano piovute sulla famiglia Orsini. Restare alleati con gli
spagnoli era ancora conveniente, pens il cardinale sospirando. Da qualche anno spirava vento di pace
tra le due famiglie e le milizie degli Orsini affiancavano Cesare, duca del Valentinois, capitano
generale della Chiesa, conquistatore della Romagna e oggi anche torero! Ol! Ol! Le grida
coprivano la musica che accompagnava i riti della corrida. Quella festa celebrava il terzo matrimonio di
Lucrezia, e il nuovo marito era Alfonso dEste, erede del ducato di Ferrara. La figlia del papa stava per
raggiungerlo, e avrebbe viaggiato con un seguito degno di una regina. Suo padre cercava di mitigare il
dolore della separazione regalandole un carnevale anticipato tra feste, mascherate, banchetti e corride.
NellUrbe non si parlava daltro: si organizzava la partenza dei mille componenti del corteo, si
ammassavano derrate, si caricavano carri, si contavano i ducati sonanti della dote, uno sullaltro.
Stanno incitando il picador che conficca le picas rosse e gialle sul dorso del toro spieg Paolo allo
zio distraendolo dai suoi pensieri ma ecco Cesare che incalza la bestia... il toro attacca... Il cardinale
avvert la tensione del pubblico che stava con il fiato sospeso. ...ma lui lo scarta. Ha un cavallo
formidabile ed  svelto come una serpe! Francesco si batt una mano sulla coscia e sibil: Quanto mi
piacerebbe vederlo infilzato! Il vecchio cardinale sogghign pensando che cinque anni prima un altro
Borgia era finito male, infilzato appunto! Juan Borgia, figlio prediletto del papa, era stato attirato in una
trappola, scannato come un maiale e poi gettato nel letamaio di Roma. Rodrigo allinizio si era
disperato, ma poi si era consolato pensando che aveva ancora Cesare su cui riversare il suo impetuoso
amore e la sua illimitata ambizione. E Cesare era molto pi capace di Juan, ammise tra s il cardinale,
mentre la folla accompagnava con esclamazioni cadenzate le mosse esperte del Valentino. Il fango del
letamaio, per, era rimasto addosso ai Borgia: circolava in quei giorni un libello che li accusava di
incesto, simonia, mercimonio, e descriveva Cesare come un feroce assassino, forse anche di suo
fratello. Il cardinale scosse la testa. Lo scandalo sulla immoralit dei Borgia poteva screditarli, ma non
sminuiva il loro potere. Rodrigo stava saldo sul soglio, circondato e protetto dai suoi catalani e ai
romani restavano solo le briciole del suo desco. Un nuovo urlo: Cesare aveva abbattuto il toro.
Sorprendente! esclam Paolo applaudendo con entusiasmo. Il cardinale immagin il Valentino,
scintillante doro nella luce fredda dellinverno, girare intorno alla vittima con il viso rivolto alla
tribuna donore a cercare lapprovazione negli occhi di suo padre. Due attori affiatati, pens con
malignit. Osservando gli inservienti che trascinavano via lanimale morto, Francesco di Gravina
sospir: Oggi ammazza i tori, domani far fuori noi. Il pericolo era reale, consider tra s Giovan
Battista. I Borgia avevano gi scalzato molti dai loro domini, e si erano impadroniti di tutta la
Romagna. E anche alcune famiglie romane, come i Colonna, i Caetani e i Savelli, si erano viste
espropriare molti territori. Per il momento gli Orsini, affiancando Cesare nelle sue imprese, si erano
salvati. Ma era meglio non abbassare la guardia. Il cardinale strinse le mani curate intorno al suo
bastone e chiese: Chi altri assiste a questo disgustoso spettacolo? Paolo si guard attorno e scorse
suo genero seduto in tribuna. C Vitellozzo.  seduto l, in fondo. Quelle chiacchiere sulla sua
salute sono vere o sono solo voci?  malato, ma  sempre il miglior stratega che abbiamo. C anche
quella bestia di Oliverotto Eufreducci, suo cognato, sapete... Paolo punt lo sguardo sulla figura
massiccia di un giovane. Non mi piace,  rozzo e irascibile. Spero che Vitellozzo lo tenga al
guinzaglio. Se vuole restare signore di Citt di Castello lo far afferm il cardinale. Donne?
aggiunse. A parte qualche cortigiana... continu Paolo guardandosi intorno e notando tra quelle
anche la bella e giovane amante di Giovan Battista. Le solite grasse matrone... Lucrezia non c, balla
fino a tarda notte e pare sia stanca... Che ne dici Francesco? Ti  passata la rabbia? Avresti potuto
essere tu, ora, il fortunato sposino. Il Gravina fulmin Paolo con lo sguardo. Per due volte aveva
sfiorato la possibilit di sposare Lucrezia, ma senza successo. Se lavessi sposata io non avremmo tra i
piedi i ferraresi sibil Francesco con astio. Questa musica assordante  insopportabile! sbott il
cardinale. Non vedo lora di mangiare disse Paolo strofinandosi le mani per scaldarle ma temo di
dover aspettare ancora... Mentre i cavalli bianchi dei picadores giravano nellarena e Cesare scendeva
da cavallo, due squilli di tromba annunciarono lentrata di un altro toro. Sembra pi vivace del primo
intervenne Francesco. Vediamo come se la cava il Valentino a toreare a piedi. Il vecchio Orsini
pens che Cesare aveva aggirato ben altri ostacoli. Era diventato cardinale, pur essendo figlio
illegittimo, per poi abbandonare la veste rossa quando non gli serviva pi, e questo grazie al silenzioso
assenso del collegio cardinalizio. A volte Giovan Battista si pentiva della sua condiscendenza nei
confronti dei Borgia, ma poi, pensando ai benefici che ne aveva ricavato, si consolava. Non era lunico
a essere stato ringraziato cos, anzi. LOrsini intravedeva appena gli altri cardinali nella confusione
delle tribune, ma conosceva i loro pensieri. Celati bene sotto una soddisfatta tolleranza trasparivano
livore, invidia e disprezzo. Sar il solito torello.  tutta una commedia, un rischio calcolato! Il
cardinale appoggi una mano sul braccio del nipote. Parla a bassa voce, Francesco. Gli spagnoli
hanno spie dovunque. Non dobbiamo scoprirci rincar Paolo sorridendo a una cortigiana che si era
avvicinata. La donna sussurr qualche parola allorecchio del cardinale sfiorandogli una mano.
LOrsini la trattenne per un braccio e le rispose a bassa voce. La giovane rise prima di congedarsi
lasciando una scia di profumo. Prepareremo la nostra difesa di nascosto continu il cardinale quando
la cortigiana si fu allontanata. Non lasceremo libere quelle due canaglie di attuare quello che
progettano. Non siamo i soli a essere scontenti... Francesco segu con lo sguardo larrivo in tribuna
di Ramiro de Lorqua, il governatore di Romagna. Scommetto che anche lui cambierebbe volentieri
padrone. Gi ammise Paolo guardando il papa che sorrideva e applaudiva. Intanto fingiamo di
apprezzare queste esibizioni sugger il cardinale mentre Francesco accompagnava con un fischio una
prodezza di Cesare. Verr il momento in cui lOrso sferrer la sua zampata. Unultima ovazione sal
dalla folla. Il toro era stato abbattuto con un perfetto colpo di spada.
2
Il corteo
Pesaro
20 gennaio 1502
In quel giorno piovoso di gennaio Ramiro de Lorqua era di pessimo umore. Il ricordo di un sogno
infausto non lo lasciava: un impiccato scendeva dalla forca e avanzava verso di lui con la lingua blu
penzolante, mentre una folla inferocita di donne e bambini dava manforte al priore del convento dei
Serviti che gli prediceva la dannazione eterna. Lincubo gli faceva rivivere quello che era appena
successo a Faenza. Durante una esecuzione la corda si era spezzata e il condannato era fuggito aiutato
dai faentini che lo avevano nascosto nella vicina chiesa. Ramiro per lo aveva stanato e appeso alla
forca una volta per tutte e in pi aveva imposto una multa di diecimila ducati alla citt romagnola. La
sentenza andava eseguita, e lui non cambiava i suoi piani per una stupida fatalit. La punizione sarebbe
stata esemplare, ma Cesare, alla delegazione faentina che si era recata da lui per protestare, aveva
abbuonato la multa. Gli piaceva comportarsi da signore clemente, e far cadere favori ed elemosine
dallalto della sua autorit. Finiva sempre cos: al Borgia gli onori e lamore del popolo, a lui il lavoro
sporco. Non era stato facile sistemare la turbolenta Romagna. Aveva dovuto castigare i briganti,
rimettere al loro posto i nobili riottosi e pure i cittadini sanguigni, creare leggi e farle rispettare,
ricostruire strade, palazzi e porti e anche rimpolpare lesercito. In poco tempo quelle regioni affacciate
sullAdriatico erano diventate uno Stato, grazie a lui, Ramiro de Lorqua! Non aveva usato piet, n
clemenza. Aveva fatto squartare decine di ribelli esponendoli nelle piazze perch fosse visibile la fine
destinata agli oppositori. Sputavano per terra quando passava. Quelle bestie non capivano che gli ordini
partivano dal Valentino e che lui si limitava a eseguirli. Non aveva scelta, per garantirsi la carica.
Comandare piaceva anche a lui, ma doveva stare attento se voleva tenersi la Romagna. Mierda!
esclam. Quei pensieri lo distraevano. Di l a poco la sorella di Cesare sarebbe arrivata con un seguito
di centocinquanta carri pieni di forzieri e a lui, governatore di Romagna, toccava il compito di
accoglierla e mostrarla come un trofeo per tutto il ducato, e poi scortarla senza incidenti fino a Ferrara,
dal nuovo marito. Il corteo che accompagnava Lucrezia era composto da mille persone tra nobili,
prelati, musici, buffoni, nani, soldati e persino suore con le stimmate! I Borgia confidavano in questo
matrimonio: la posizione strategica di Ferrara garantiva i confini del ducato di Romagna a nord e il
fatto che nelle loro fucine si producessero le migliori armi in circolazione faceva degli Este dei parenti
alquanto utili. Lospitalit di Cesare doveva lasciare di stucco i ferraresi, che avevano preteso una dote
esorbitante per accettare Lucrezia, di nascita bastarda e poco blasonata. Ramiro pens con rabbia che lo
sfarzo di quellaccoglienza sarebbe costato altri ottantacinquemila ducati! I trecento spenditori e
siniscalchi, avanguardie del seguito nuziale, erano appena arrivati per accordarsi coi suoi uomini: entro
un paio dore andavano preparati per tutti cibo e alloggi in citt. Attorno a lui cera molto fermento. La
pioggia cadeva gelida e Ramiro, appena riparato dalla tettoia di una locanda, sentiva lumidit nelle
ossa. Le staffette che aveva mandato in avanscoperta stavano per ritornare, ma, per non restare
alladdiaccio ad aspettarle, decise di entrare nella locanda. Gettati i guanti e il mantello a un servo,
and a sedersi accanto al camino, mentre i suoi uomini sgomberavano larea intorno a lui e mettevano
gli alabardieri a presidiare la porta. Quando aveva quellespressione corrucciata non voleva nessuno tra
i piedi. Chiese da bere e riprese i suoi ragionamenti. Governava a nome del duca e per conto della
Chiesa una regione bonificata. Poteva sentirsi al sicuro, considerando anche il fatto che lo pagavano
bene... ma con i Borgia non si poteva mai stare tranquilli. Doveva rendere pi solida la sua posizione e
diventare indipendente. Denaro ne aveva, gli mancava un alleato che gli tenesse gioco. Si gir di scatto
avvertendo una sgradevole sensazione di bagnato alla gamba sinistra. Il paggio che gli portava una
brocca di vino era inciampato in una stuoia e cadendo gli aveva inzuppato la calzamaglia. Ramiro si
alz senza parlare e, preso il garzone per la cintola, lo scagli nel fuoco del grande camino. Poi,
afferrata lalabarda pi vicina, inchiod il corpo che si dibatteva urlando tra le fiamme. Le grida del
disgraziato si spensero nel silenzio calato nella locanda. Levatemelo di torno! E portatemi degli abiti
asciutti! ordin il de Lorqua gettando a terra lalabarda. Al suo cenno imperioso due soldati
trascinarono fuori dal camino il cadavere del giovane. Nessuno os fiatare. Dopo essersi rivestito e
asciugato Ramiro si risedette e chiese di nuovo da bere. Era nervoso, per Dio, al pensiero di rivederla!
Da quanti anni conosceva Lucrezia? Gi da bambina aveva qualcosa di speciale, per lui. Quello
sguardo obliquo e sottomesso era lo specchio di una sensualit lasciva che lo faceva ammattire. Quante
bellezze si era goduto nella sua vita? Centinaia, forse di pi! Ma la piccola Borgia era diversa: anche in
quel momento, gli era bastato pensarla per averlo duro. Lo prendeva una voglia feroce di farle male, di
farla urlare, di vedere come si trasformavano quegli occhi strambi quando godeva. Altre volte avrebbe
desiderato averla vicina per sentire la sua voce delicata o vederla ballare, con grazia, come lei sapeva
fare. Oppure cera dellaltro? Figlia del papa e sorella di Cesare, Lucrezia era una preda difficile,
destinata solo agli intrighi dinastici della famiglia. A lui non si sarebbe data, mai. Quella bastarda
ingioiellata e altera, non ricordava da quali cosce era nata? Cera da vantarsi di essere figlia di un prete
e di una locandiera? Spogliata di tutti i suoi monili e finti blasoni era solo una comunissima cagna.
Come avrebbe voluto cancellarle la superbia a colpi potenti, spegnerle il sorriso ambiguo con la sua
lingua ardente... chiss se godeva nei letti dove il padre e il fratello la infilavano per il loro tornaconto?
Ora toccava ad Alfonso dEste. Quello scialbo donnaiolo aveva preteso molti soldi, lui, invece, avrebbe
pagato. E Lucrezia? Era felice della nuova sistemazione voluta per lei? Ramiro la immagin mentre
scuoteva i ricci color del grano e rideva mostrando i denti giovani e sani. Desider averli sul collo e
lasciarsi mordere. Aveva provato a liberarsi da quellossessione, ma senza riuscirci. Lucrezia non aveva
il contegno delle altere donne spagnole: era solo una delle tante spocchiose baldracche che
frequentavano la corte. Perch avrebbe dovuto negargli i suoi favori? Era pur sempre il governatore di
Romagna! Non poteva perdere loccasione di quel viaggio, doveva averla. Sent uno scroscio di pioggia
battere contro il tetto della locanda e picchiettare con violenza sulle finestre. Se Cesare avesse letto nei
suoi pensieri! Avrebbe immaginato che rubava dalle sue casse e che voleva sua sorella? No, era
improbabile. Non dubitava affatto della sua onest e non poteva lamentarsi di come operava. Lo aveva
sempre fiancheggiato, ma senza perdere il rispetto per se stesso: lui non era come Michele Corella, il
boia di Cesare, sottomesso come un cane. Ramiro ricordava Cesare quando era un ragazzo magro, dagli
occhi curiosi, sempre attaccato ai suoi calcagni di veterano per imparare i segreti e le tecniche di guerra
pi efficaci. Aveva poi compreso i suoi tormenti di giovane cardinale che si sarebbe venduto a Satana
piuttosto che dir messa. E forse lo aveva fatto, visto che era riuscito a sgusciare dalla veste e a sposare
la cugina della regina Anna. In quelloccasione Ramiro lo aveva accompagnato in Francia e gli aveva
fatto da testimone. Da allora era iniziata lascesa di Cesare e lui aveva ottenuto lalta carica che ora
ricopriva. Ma poi il mal francese e lambizione di avere tutti sotto il suo controllo avevano cambiato il
Valentino: ora si sentiva re e lo trattava con distacco. Non chiedeva pi consigli, dava solo ordini. Se
laffare che aveva in mente fosse andato in porto si sarebbe finalmente liberato delloppressione del
Borgia... Governatore! La voce di un ufficiale lo strapp dalle riflessioni. La duchessa  entrata in
citt. Il de Lorqua usc dalla locanda e balz in sella al suo cavallo per andarle incontro. I cittadini di
Pesaro, come avrebbero ricevuto Lucrezia? Era stata la loro signora qualche anno prima, quando
Giovannino Sforza era ancora suo marito, ma, dopo lo scandaloso annullamento del matrimonio,
qualche acre commento sarebbe circolato durante il suo passaggio in quelle terre. Ramiro aveva fatto
vestire cento bambini di giallo e rosso, i colori di Cesare. Lavrebbero accolta con acclamazioni e
sventolii di ramoscelli dulivo. Peccato quella dannata pioggia... ma Lucrezia avrebbe gradito i saluti
dei marmocchi festanti. Sempre a cavallo Ramiro raggiunse una piccola altura per osservare. I bambini
e i cittadini, parati a festa e disposti in file ordinate, si accingevano a fare ala al corteo che iniziava a
sfilare tra grida di giubilo. Per prime giunsero le avanguardie composte da milizie spagnole, poi i
soldati ferraresi e via via i nobili con i loro seguiti. Il de Lorqua alz la spada in segno di saluto, poi,
vedendo sopraggiungere le mule delle dame, spron il cavallo e si avvicin. So cosa pensate di me,
sgualdrine, diceva tra s, ma me ne infischio! Se vi avessi tra le mani vi sistemerei io! Lucrezia intanto
stava scendendo dalla lettiga al braccio di Elisabetta Gonzaga, la signora di Urbino. Alcuni paggi si
avvicinarono per proteggerle dalla pioggia con le cerate. Ramiro, smontato da cavallo, si inchin
togliendosi il cappello e mormorando parole di ossequio che si persero nel frastuono della pioggia e
della folla osannante. Lucrezia gli sorrise distratta. Era bellissima, not Ramiro, pi di quanto
ricordasse. A Pesaro restarono poco. Lucrezia aveva fretta di ripartire. Tutto il corteo si rimise in moto
verso Cervia. Ramiro, dietro di lei, alla testa dei suoi uomini, non perdeva di vista lelegante ginnetto
bianco, bardato di giallo e morello, che Lucrezia montava. Quando lo guardava. Ramiro portava la
mano al cappello per salutarla senza nascondere il suo apprezzamento. Infine si decise, spron il
cavallo e si avvicin. Todo bien, mi seora? le chiese calcando sulla parola seora con accento
ironico. Bene, don Ramiro, vi ringrazio per la premura. Avreste dovuto fermarvi pi giorni a
Pesaro. Procedendo a questa velocit arriverete esausta dal vostro consorte insinu Ramiro malizioso.
Vorrei avere pi tempo per ammirare la Romagna e i miracoli che qui ha fatto mio fratello, ma il duca
mio suocero tiene molto alla puntualit del nostro arrivo a Ferrara. I miracoli di suo fratello! pens
Ramiro con rabbia, poi senza celare il fastidio disse: Sua Santit ha favorito in tanti modi il duca
Ercole che non mi pare il caso di correre, madonna. Sono certo che il Santo Padre non desidera che vi
ammaliate e anche a me il vostro riposo sta molto a cuore. Cos dicendo si accost a lei tanto che le
loro cavalcature quasi si sfioravano. Lucrezia cerc di scartare verso la damigella che stava allaltro
fianco, ma Ramiro premeva ancora di pi sul cavallo perch le stesse addosso. Il profumo di Lucrezia
lo stordiva. Se volete fermarvi, signora, dovete solo comandarlo. A Rimini potremmo riposare
insieme, io vi compiacer in tutto. Ramiro aggiunse alle ultime parole uno sguardo ammiccante e le
accarezz una coscia. Lucrezia si scost con decisione, fulminandolo con gli occhi. In quel momento
giunse al galoppo suo cognato Ferrante dEste gridando: Allarme, allarme! Fermiamoci! Lucrezia
tir le redini imitata da Ramiro che si volt verso i suoi uomini con aria interrogativa. Il Caracciolo 
stato visto a Cervia alla testa di un drappello di veneziani continu Ferrante. Dobbiamo vigilare sulla
duchessa, lui potrebbe tentare di rapirla per vendetta! Il de Lorqua alz una mano per fermare il
convoglio e chiese al suo ufficiale di grado pi alto di avvicinarsi per ricevere spiegazioni. Ferrante era
uno scellerato, non avrebbe dovuto allarmare Lucrezia in quel modo, anzi lei non avebbe dovuto
sapere. Perch non avevano avvertito prima lui? Ascolt accigliato le parole dellufficiale. La notizia
intanto si era sparsa per tutto il corteo. Si alzavano grida di donne e bestemmie di soldati. Solo Lucrezia
taceva e fissava Ramiro con sguardo di rimprovero. Che i veneziani fossero nemici non era un segreto.
Cesare si era ripreso le terre di Romagna prima controllate dalla Serenissima e i confini erano insicuri.
Inoltre il rapimento di Dorotea, moglie del Caracciolo, operato proprio dagli uomini di Cesare, non
facilitava i rapporti diplomatici. Lucrezia, pallida, si avvicin a Ramiro e chiam a s anche il capo
della delegazione ferrarese. Signori, spiegatemi che accade disse con voce flebile, ma decisa.
Duchessa, non c pericolo, siamo pi di mille... inizi il ferrarese. Quindi  vero! Il Caracciolo 
nelle vicinanze! lo interruppe Lucrezia. No! grid Ramiro. Ho mandato i miei uomini in
ricognizione indic un drappello che si allontanava al galoppo e i miei balestrieri sono gi schierati a
vostra protezione. Non avete nulla da temere. Lo spero per voi. Lucrezia era minacciosa. Per
Ramiro era eccitante pi che mai.  cos, duchessa. Venezia non permetterebbe mai al Caracciolo di
attaccare un convoglio nuziale e da qui li vedremmo arrivare incalz il ferrarese. A ogni modo
quelluomo non va sottovalutato disse Lucrezia rivolgendosi in particolare a Ramiro, per chiarire che
si affidava agli spagnoli e non ai ferraresi. Ramiro vide un cavaliere uscire dalle fila degli alabardieri e
spronare al galoppo. Diego Ramires sta scappando, pens, e fa bene.  probabile che il Caracciolo lo
stia ancora cercando. Se lo trova lo fa secco.  lui che ha rapito sua moglie per conto di Cesare. Mentre
le dame cercavano di tranquillizzare Lucrezia, Ramiro si appart con gli ufficiali in attesa di notizie.
Passate alcune ore, e accertato dal ritorno delle staffette che dei veneziani non cera traccia n a Cervia
n in alcun luogo della Romagna, Ramiro scoppi in una grassa risata. Ha avuto paura la sposina! E
cos  riuscita a sfuggirmi ancora una volta, pensava; ora la porto a Ferrara da suo marito, ma non 
finita. Trover il modo per godermela. Spron il cavallo e riprese il trotto.
3
Il banchetto
Fermo, palazzo di contrada Fiorenza
23 gennaio 1502
Oliverotto Eufreducci butt nel piatto la quaglia che aveva spolpato con la meticolosit di uno scalco.
Si pul le dita con il bordo della tovaglia e, dopo essersi slacciato il corpetto di velluto verde, diger
rumorosamente. Non aveva badato a spese per il banchetto che celebrava il suo rientro a casa. I suoi
sostenitori avevano organizzato tutto nei minimi particolari, proprio come lui voleva. Sulle tavole,
coperte da tovaglie candide, arricchite da nastri e fiocchi colorati, facevano bella mostra composizioni
di frutta, argenti sbalzati e calici di vetro sottile. Il pranzo era iniziato con carpe, anguille e storioni
accompagnati da salse aromatiche; erano poi seguite diverse carni arrostite e speziate, un intero
cinghiale cotto allo spiedo e un maialino da latte adagiato sopra verdure cotte; per finire la cacciagione:
pernici, fagiani e aironi disposti ad arte su grandi vassoi. E infine confetti e pasticci dolci, statuine di
zucchero di vari colori che rappresentavano personaggi mitologici. I vini, un Trebbiano rosso e un
Moscato bianco, si versavano con abbondanza, da annegarci dentro. La sala grande del palazzo era
affollata e gli invitati e le loro donne banchettavano rilassati. Un gruppo di musici suonava ballate in
voga, mentre negli intervalli tra le portate si esibivano giocolieri, nani e danzatrici di colore. Certo il
suo ricevimento non poteva eguagliare lo sfarzo col quale, pochi giorni prima, i Borgia avevano
salutato Lucrezia, pens Oliverotto. Mai nella sua vita aveva visto tanto lusso! Era sicuro per che
anche il suo pranzo sarebbe stato ricordato. E non solo a Fermo. Suo zio, Giovanni Fogliani, signore
della citt, seduto con lui al tavolo donore tra il genero Raffaele Della Rovere e il figlio Gennaro,
parlava a voce alta, infervorato dal vino tracannato. Il suo volto segnato da una trama di venuzze
violacee era imperlato di sudore. Come poteva pensare, il papa, che avrei trovato cinquantamila
ducati? esclam il Fogliani prendendo una manciata di confetti. Se il cardinale Orsini non mi avesse
sostenuto, avremmo finito per pagare noi fermani la dote di Lucrezia. I soliti piagnistei, pens
Oliverotto nascondendo la sua insofferenza. Il vecchio da anni tassava anche il fiato ai sudditi per
pagare i debiti con la Chiesa. I ferraresi hanno contato la dote ducato su ducato disse invece
mettendosi in bocca una fetta di pasticcio dolce. Quel taccagno di Ercole dEste ha trovato la gallina
dalle uova doro. Sei riuscito a sistemare la faccenda dei cavalli, Oliverotto? chiese il Fogliani
protendendosi verso il nipote. Qui non c strame, non c biada e nemmeno pane per la gente, manca
solo che ci prendiamo a ricovero anche i cavalli del papa! Il Borgia ci spreme anche lanima.
Sorridendo Oliverotto ordin di servire ancora da bere e disse: Lasciate fare a me, sistemer tutto.
Un lampo di orgoglio si accese sul volto rubizzo del vecchio. Il figlio di sua sorella, rimasta vedova
troppo presto, era cresciuto massiccio e determinato, forse un po grezzo e vizioso, ma saldo come un
mastio. Si era fatto onore accanto al Valentino nella conquista di Capua ed era riuscito a scampare ai
fiorentini quando avevano catturato e decapitato Paolo Vitelli. Era ormai uno degli uomini di punta di
Cesare Borgia e poteva essere la salvezza per Fermo. Mi sembra ieri che ti affidavo ai Vitelli perch
facessero di te un condottiero! E invece sei stato lontano due anni, a farti un nome sui campi di
battaglia! Ora che sei uno dei suoi, puoi dirci quale sar la prossima mossa del Valentino... insinu
Gennaro Fogliani guardando il cugino. Sar a caccia di soldi! esclam Raffaele Della Rovere
interrompendo suo cognato. Per armare tanti soldati bisogna spendere molto. Oliverotto lo fiss con i
piccoli occhi biechi e afferm: Ai soldi ci pensa il papa. Del resto anche il cardinale Giuliano fa
quattrini in Francia, e a te va bene avere un padre ben fornito! Raffaele rise per primo imitato dagli
altri. Anche le donne, alticce, chiacchieravano. Un applauso accolse larrivo di un dolce a forma di
fontana intorno alla quale si abbeveravano uccelli di pasta multicolore. Oliverotto ordin ai paggi di
mescere ai commensali un pregiato vino greco. Lui invece non bevve. Il vino lo disgustava. E allora,
su coraggio, rivelaci i progetti dei Borgia! incalz Gennaro. Non  argomento di cui parlare qui tra
donne e buffoni Oliverotto si alz da tavola. Zio, Gennaro e voi... indic i notabili che gli stavano
attorno. Seguitemi. Li precedette in una sala pi piccola, addobbata da trofei, dove i servitori
avevano acceso torce e candelabri. Signori... li invit a sedersi mentre lui restava in piedi. Allora,
Oliverotto, pensi che i Borgia vogliano conquistare e annettersi tutti gli Stati italiani? chiese il
Fogliani accomodandosi. E noi glielo permetteremo? aggiunse Gennaro mettendosi a fianco del
padre. LEufreducci scoppi in una risata. Il nostro amato pontefice e il suo degno figlio, i due sudici
buoi che ruminano nei nostri pascoli... inizi Oliverotto appoggiando entrambe le mani sulle spalle di
Giovanni Fogliani. Hanno progetti superbi... e vogliono sconfinare. Pensi che dovremmo
ribellarci? Il signore di Fermo tremava sotto la crescente pressione delle mani del nipote. Di nuovo
Oliverotto rise sarcastico. Ribellarvi? Voi, caro zio, decrepito e malandato, senza denti e con quello
sguardo ebete? Che volete fare ormai? Come osi? grid il Fogliani tentando di liberarsi dalla stretta
del nipote che lo inchiodava alla sedia. Ma Oliverotto non allentava la presa. E voi, pezzi di merda?
continu il giovane guardando gli altri negli occhi. Tu, Gennaro, un idiota incapace di tenere unarma
in pugno, e tu, Raffaele, ladro schifoso, che rubi dalle casse di mio zio solo perch gli fotti la figlia!
Arrossisci, eh! E queste altre sanguisughe, capaci solo di cavare il sangue ai cittadini?  di voi che i
Borgia dovrebbero avere paura? Tutti si alzarono dagli scranni sbalorditi. E ora signori...
LEufreducci lanci due brevi fischi e una porta si spalanc lasciando entrare una ventina di uomini
armati. Gli ostaggi tentarono di uscire alla disperata, ma le porte erano state sbarrate e non cera via di
scampo. Gli sgherri delEufreducci li trattenevano con le armi in pugno. Fermo cambia padrone!
proclam Oliverotto impugnando la spada, poi rivolto al Fogliani ringhi: Dite una preghiera per
salvarvi lanima. Disgraziato, sono stato un padre per te... mormor il vecchio con un filo di voce.
Ma gi la spada del nipote gli spaccava il cuore. Oliverotto guard la vita che si spegneva negli occhi di
suo zio ed estratta larma dal suo petto ordin: Uccideteli tutti! Hanno mangiato come porci e come
tali li scanneremo! I suoi non esitarono. In pochi minuti dieci corpi mutilati giacevano a terra mentre il
sangue allagava il suolo. Nel silenzio che segu si udiva solo il respiro affannato dei sicari. Tagliate la
testa a mio cugino e al Della Rovere e portatele con voi disse Oliverotto che aveva osservato la scena
in disparte con un mezzo sorriso sulle labbra. Usciamo di qui e finiamo il lavoro. Devo prendere la
citt e sistemare gli altri oppositori. Vi lascio liberi di agire come peggio credete. Gli sghignazzi
coprirono le sue parole. Quando tornarono nella sala del banchetto videro che della nobilt di Fermo
non era rimasto che qualche cadavere scomposto a terra. In un angolo alcuni sgherri violentavano due
donne, altre giacevano a terra morte, tramortite o terrorizzate. Alcune tavole erano state rovesciate e i
resti del cibo e delle stoviglie erano sparsi a terra. Il pianto di un bambino attir lattenzione di
Oliverotto. Nascosta sotto un tavolo, una donna teneva tra le braccia un neonato, e accanto a lei stava
accucciato un bimbo di quattro anni. Cugina Nicolosa, che fai l sotto? la voce di Oliverotto era
flautata. Tiratela fuori! Gli scherani la costrinsero a uscire trascinando anche il bambino che urlava
dimenandosi. Ti prego... Oliverotto piangeva la donna. Che ti abbiamo fatto di male? No!
Lascialo! LEufreducci aveva preso il bambino per le braccia e lo teneva alzato da terra. Gridi pi di
tuo padre che ho appena fatto sgozzare. Non sopporto gli strilli. Buttatelo gi! Due uomini lo
afferrarono e lo scaraventarono dalla finestra. Le grida del bimbo si spensero in un tonfo sordo.
Lurido mostro! Nicolosa Fogliani col neonato stretto al petto si scagli su Oliverotto che con un solo
colpo di spada li trafisse entrambi. La donna cadde, trascinando il figlio con s. La sua agonia dur
pochi attimi. Dopo qualche spasmo il piccolo giacque esanime su di lei. Chiamate i servi e fate pulire
in fretta intim lEufreducci senza degnarla di uno sguardo. E ora a cavallo. Fermo deve conoscere il
suo nuovo signore. Quando si fu lavato e cambiato dabito, Oliverotto si fece servire la cena. Ma non
aveva il suo solito sconcertante appetito. Aveva sete, molta sete. Bevve dalla brocca diverse sorsate
dacqua gelida. Il suo piano era riuscito alla perfezione. In poche ore aveva vinto le ultime resistenze e
preso possesso del governo di Fermo e dei sessanta castelli del contado. Sogghign pensando alle due
teste che aveva fatto inchiodare alle porte di palazzo Fogliani. Un messaggio molto chiaro: cos sarebbe
finito chi osava contrastarlo. Vitellozzo sarebbe stato fiero di lui. Avevano progettato insieme leccidio
e la sua lucidit priva di cedimenti sentimentali lo aveva guidato a quel successo. Era il suo maestro
nellarte della guerra e anche in quella dellinganno. Militando con lui aveva capito quello che voleva
dalla vita: uno Stato su cui governare. Il Vitelli aveva previsto tutto, anche il seguito della vicenda:
dapprima il papa si sarebbe indignato, ma presto avrebbe reso noto il prezzo del suo perdono. E
Oliverotto sapeva dove prendere il denaro per pagarlo: aveva eliminato i Fogliani e i cittadini pi ricchi
di Fermo con i loro eredi perci tutti i beni passavano a lui. Chiam un messo e gli comunic le
stringate parole da riportare al Vitelli. I resoconti pi ampi e i dettagli pi divertenti avrebbero
rallegrato il loro prossimo incontro. Doveva avvertire anche il Valentino, pens con disappunto. Il
Borgia era senzaltro a conoscenza del suo piano. Vitellozzo aveva sondato il terreno prima di dargli il
via libera al colpo di mano, perch senza assenso di Cesare nessuno avrebbe osato tanto. Quel bastardo
nato nella culla dorata del papa era sostenuto anche da una serie sfacciata di fortune, ma Oliverotto
sentiva di avere le sue stesse potenzialit: aveva quasi la sua et e adesso che possedeva titolo e terre
poteva misurarsi alla pari con tutti. In futuro, chiss, con laiuto di Vitellozzo, avrebbe potuto scrollarsi
di dosso lopprimente artiglio di Cesare. I signori dItalia dovevano riprendersi quello che era loro e
rispedire in patria gli invasori catalani. Ma ci volevano pi soldi per formare un esercito indipendente e
cacciare i Borgia... Ora basta, si disse, una cosa alla volta. Doveva distrarsi. Una baldracca esperta o
una bambinella da sverginare? O tutte e due? No, di donne quella sera non ne voleva. Parlano, parlano,
fanno un sacco di smancerie, e alla fine devi batterle per farle tacere! Sentiva un freddo sgradevole
dentro il petto. Chiam un servo. Mandami il ragazzino, quello biondo che avete preso per ultimo.
Un timido e terrorizzato dodicenne si affacci alla porta. Bello, consider Oliverotto studiandolo, e ben
fatto, ma con poca carne addosso. Vieni fratellino disse con voce suadente afferrandolo per le mani.
Ci sdraiamo qui vicini... il giovinetto recalcitrava, ma Oliverotto lo accarezz con minacciosa
dolcezza. Devi voler bene al tuo signore, ti piacer, vedrai...
...
.
...
4.
...
.
...
Il malato.
...
.
...
Citt di Castello.
...
15 febbraio 1502.
...
Vitellozzo Vitelli scagli la boccetta dellunguento contro la porta: un chiaro invito per il medico a
lasciare la stanza. Quel giorno ne aveva gi licenziati due, con quello erano tre. Incapace! url il
signore di Citt di Castello mentre il dottore si allontanava in fretta. Fuori di qui! Vattene anche tu!
sbrait rivolto al cameriere. Faccio da me. Mi curo io! Da solo! Fuori tutti! La porta si richiuse con
un tonfo e Vitellozzo si lasci cadere sui cuscini. Dopo una sfuriata stava meglio. La collera faceva
fluire il sangue pi svelto e il dolore si calmava, cos la mente poteva pensare ad altro. Ma era una
sensazione passeggera. Tutto tornava presto come prima. Dolori alle gambe, alle braccia e ai genitali,
piaghe sul corpo e sul viso, bruciori alla testa coperta di croste. Vitellozzo chiuse gli occhi sfibrato.
Perch quel morbo osceno si era insediato nel suo corpo? Le crisi erano sempre pi frequenti. Questa
volta poi, forse a causa del freddo, il male non passava. I ciarlatani lo avevano martoriato con pomate
dalla puzza insopportabile, misture di erbe e vino, gli avevano detto, ma parevano letame. E il suo
stomaco si rifiutava di digerire i brodi disgustosi a base di cardi, luppolo, canapa e china che lo
avevano costretto a bere. Daltra parte doveva guarire, e in fretta. Mentre lui ristagnava nel letto le sue
schiere si preparavano. Era un condottiero, con una lunga serie di vittorie alle spalle e non poteva stare
lontano dalla guerra e dai soldati. Quella era sempre stata la sua vita e cos doveva essere o finire.
Morire a quarantacinque anni, in un letto sporco di piscio e di impiastri? No, non lui. Spost il peso sul
fianco sinistro stringendo i denti per non gridare. Sopportare il dolore era difficile, e anche accettare il
cambiamento del suo corpo. Era stato bello da giovane: alto, prestante di natura e temprato dagli
allenamenti. Aveva un viso particolare: occhi grandi color nocciola, naso prominente e arcuato ma
proporzionato, folti capelli castani e bocca altera. Ora invece i suoi occhi erano nascosti dalle palpebre
flosce e la pelle del viso, livida e sfiorita, ricadeva sui lineamenti guastandone la nobilt; gli arti
deformati dal gonfiore lo avevano trasformato in un vecchio orso impacciato, e della capigliatura
lucente restava solo un groviglio di ciocche grigiastre. Gli unici segni di cui andava fiero erano le
cicatrici lasciate dalle battaglie. Combattere era il suo mestiere. E che altro poteva fare? Cosa restava
della vita? Figli non ne aveva, ma la famiglia era sempre stata importante per lui: padre, fratelli, nipoti
erano affetti forti perch suggellati dal sangue. Cera altro? La moglie? A volte gli pareva di aver
sposato Paolo Orsini e non sua figlia tanto vivevano lontani e tanto erano diversi. No, di reale non cera
nientaltro. Restava solo limmagine, viva nel pensiero e costante nel ricordo, di una donna dagli occhi
acquamarina che a volte si insinuava nei suoi sogni. Come poteva pensare, ancora dopo ventanni, a
una passione nemmeno consumata? Proprio lui, uno dei pi grandi puttanieri della penisola! Eppure,
anche ora, ricordava la disperazione provata alla notizia della morte di lei nel convento dove la sua
famiglia laveva rinchiusa. Non si pentiva del sangue che aveva versato per vendicarsi di chi li aveva
separati. Quella creatura gli parlava sia nei sogni sia da sveglio, ma lui non riusciva a capirne le parole,
la vedeva sorridere e dileguarsi allimprovviso comera arrivata. Il dolore del passato si sommava a
quello del presente e la sua ira si liberava senza freni. Che gli importava di un mondo irreale che non
poteva capire, di un sentimento che gli indeboliva la mente e gli torturava il corpo? E poi, se anche
fosse sopravvissuta, quella donna lo avrebbe amato ridotto cos? Avrebbe accettato le carezze di chi
come lui aveva ammazzato centinaia di uomini, provandone piacere, e mai una punta di rimorso?
Insieme con la malattia gli cresceva dentro una rabbia nera che non riusciva a controllare e si alternava
a crisi di prostrazione e apatia. A volte si sentiva infettato da una sorta di languore distruttivo, simile a
un annuncio di morte. Qualcosa in lui stava cambiando. La malattia agiva in sua vece. Se almeno
avesse potuto sfogare il suo furore contro i fiorentini! Lodio per Firenze non passava, anzi rischiava di
togliergli il senno. Voleva vendicare suo fratello Paolo, accusato di tradimento e decapitato dalla
Repubblica. Paolo aveva servito per anni i fiorentini ingrati e avari, che pretendevano da lui imprese
impossibili con i pochi uomini messi a sua disposizione. Infine i maledetti avevano montato contro di
lui accuse false, servendosi dei suoi nemici e incolpandolo di tramare con i Medici per riportarli al
governo. Era solo una scusa per farlo fuori. Un anno prima Vitellozzo si era gettato ai piedi di Cesare
Borgia supplicandolo di conquistare e punire Firenze. Ma il Valentino aveva sulla groppa le redini del
papa: con uno strattone Rodrigo gli aveva intimato di tornare a Roma e lasciar stare il Giglio protetto
dallo scettro del re di Francia. Cesare aveva dovuto obbedire. Firenze faceva gola anche a lui, ma non
era ancora abbastanza forte per agire da solo. Pens al figlio del papa: aveva fama di uomo spietato, ma
improvvisi gesti di generosit gli regalavano lamore del popolo; anche i soldati lo veneravano perch
li pagava bene e li lasciava liberi di saccheggiare. Ovunque andasse, sempre splendido nei vestiti e
nelle armi, gli occhi di tutti si puntavano su di lui. S, aveva carisma, e ora forse pensava di usare il suo
fascino per ingannare tutti, prima sfruttandoli e poi fregandoli! Il giovane Borgia era lunico che poteva
servirgli Firenze sopra un piatto dargento e lui doveva stargli accanto. Un giorno avrebbe schiacciato i
fiorentini sotto i tacchi e nemmeno il demonio lo avrebbe fermato! Pens con gusto a ci che avrebbe
fatto ai signori del Giglio con le sue mani ancora vigorose. Le alz e le guard: grandi, le vene blu
rilevate e pulsanti, la pelle indurita da anni di esercizi con le armi. Con quelle mani avrebbe vendicato
Paolo. Suo fratello non meritava quella fine miseranda a soli trentotto anni! Insieme avevano percorso
miglia e miglia di strade polverose e impervie, sempre combattendo, studiando nuove tattiche, nuovi
colpi per espugnare castelli e rocche, soggiogare popoli, sterminare ribelli. Insieme avevano
disciplinato le loro milizie, imitando la condotta tedesca, fornendo ai soldati picche, alabarde, pettorali
di ferro, celate, insegnando loro a correre serrati in battaglia, o a caracollo, a fare la biscia e tornare
indietro. Anni di lotte, conquiste, pericoli, vita ricca di sapori forti, densa di euforia. E quegli assassini
glielo avevano tolto, insozzando il nome dei Vitelli con il marchio infame di traditori. N lui in terra n
Paolo nellaldil avrebbero trovato pace finch lonore non fosse stato lavato. Una fitta gli attravers la
testa. Si strinse le tempie tra le mani gemendo di dolore. Poi sent la voce della donna che gli parlava.
Era un sussurro incomprensibile ma su di lui aveva un effetto calmante. Il male pian piano diminuiva
fino a spegnersi. Vitellozzo cerc di alzarsi mentre la porta della sua stanza si apriva ed entrava Vitello.
Zio, avete cacciato un altro dottore! lo rimprover il nipote con espressione seccata.
Quellimpostore  stato fortunato, potevo strozzarlo! grid Vitellozzo mostrandogli le mani. Li
mander al creatore quegli sciacalli! Fammi vedere un po di luce, Cristo, non resisto pi chiuso qui
dentro. Vitellozzo si alz e aiutato dal giovane sedette sulla branda vicino alla finestra. E dove
vorreste andare ancora? Se non aveste fatto la pazzia di cavalcare fino a Ferrara e poi a Roma con
questo freddo forse stareste meglio! Ve li cercate i guai! I guai? Vitellozzo agit un pugno verso
Vitello. Devono ancora venire! Vedrai cosa sono i guai quando entreremo a Firenze, io e te, e i nostri
uomini. Prima guarite. Guarir quando avr punito i fiorentini. Potevo averli gi sterminati e
invece Cesare ha venduto il culo ai francesi, ma il mio non lo vender! Per Dio, mi sto stancando di lui,
sai? Senza di me non va lontano, lo capir prima o poi. E tu che notizie mi porti?  arrivato un
messo da Roma: il papa sta preparando le galee per andare a Piombino. Cesare lo accompagner.
Non posso stare qui ad aspettare. Trovami un guaritore, una dannata strega che mi liberi da questo
maleficio, voglio alzarmi, porca puttana! E andare dai miei soldati. Muoviti, vai! Il volto terreo di
Vitellozzo si andava coprendo di macchie rossastre. Vitello lo guard con commiserazione e usc dalla
stanza.
5
La canzone
Francia, dintorni di Bourges
25 febbraio 1502
Guardava il velo di neve che copriva la terra indurita dal gelo, i rari alberi spogli, la piana desolata e
grigia. Poche miglia ancora e Bourges sarebbe apparsa sulla bassa collina. Il cocchiere incitava i cavalli
con la voce e con la frusta mentre la dama che laccompagnava, seduta di fronte a lei, spostava le
tendine per guardare fuori, come per ricordarle che non era giornata per uscire a fare visite. Ma
Charlotte dAlbret la ignorava. Avvolta in una pelliccia per ripararsi dal freddo intenso canticchiava
una canzone.  Donna, contro a la mia voglia mi convien da te partire;
e non creder, per fuggire
del tuo amore mai mi spoglia...
Non le dispiaceva aver lasciato il suo castello di Issoudun e le sue stanze umide dove i camini
ardevano giorno e notte, e nemmeno di aver affidato la piccola Louise alla balia. Voleva incontrare la
regina Giovanna. E parlare, parlare di s e di lui. Il suo ricordo la svegliava al mattino, la solleticava
durante il giorno, la accarezzava nel buio della notte. Lui, il suo primo amore, il primo amante, suo
marito: Cesare Borgia. Rivide il suo viso scuro dalla mascella risoluta, i capelli castani lunghi fino alle
spalle, la barba ricciuta che a stento nascondeva le cicatrici del volto, gli occhi, non grandi ma
pungenti, a volte dorati, a volte neri, a volte molti colori insieme. Ricordava le sue labbra, sottili e
avare di sorrisi, ma avide di piacere. Charlotte sent una morsa che le contraeva linguine. Desiderava il
suo corpo forte, la sua virilit sfrenata, il suo odore di maschio e la sua voce che cantava...  La
memoria sar meco
de la tua dolze sembianza; lalma mia rester teco
a maggior testimonianza: questo corpo sol mavanza
che gi sento arder con doglia...
E invece era sola, da tre anni. Un sobbalzo fece sfuggire un gemito alla sua accompagnatrice, che
prese a lamentarsi del cocchiere. Charlotte assent in silenzio, non voleva parlare con lei e ormai il
portone del palazzo si intravedeva tra gli alberi del viale. Scesa dalla carrozza Charlotte fu subito
accompagnata nelle stanze della regina che, seduta davanti a una finestra, ricamava con altre donne una
tovaglia daltare. La sua deformit era evidente: pareva un burattino costruito in fretta la cui testa fosse
stata malamente incollata sul petto storpiato dalla gobba. Il suo viso per era dolce e nobile. Era stata
per ventidue anni regina di Francia, ma dopo lannullamento del matrimonio voluto da Luigi XII era
solo duchessa di Berry. Charlotte laveva conosciuta a corte e si era affezionata a quella donna minuta e
sfavorita dalla natura, ma sostenuta da una profonda fede. La univa a lei unaffinit di pensiero e di
modi che si era andata sempre pi approfondendo. Stimava la regina, come lei continuava a
chiamarla, per la bont e la premura con le quali aveva aiutato i poveri e i malati durante la passata
epidemia di peste. Forse, pensava Charlotte mentre le correva incontro, la regina poteva ridarle la
speranza nel futuro che aveva perduto vivendo in solitudine. Giovanna alz lo sguardo limpido e
sorrise riponendo il lavoro. Non pensavo ti saresti messa in viaggio. Fa cos freddo! Charlotte si
inginocchi ai suoi piedi e prese tra le sue le mani tiepide della regina. Portaci qualcosa di caldo
disse Giovanna a unancella. E tu, amica mia, siediti accanto al fuoco. Si alz a fatica e la
accompagn con passo claudicante accanto al camino. Recitiamo una preghiera. Benedir il nostro
dialogo. Giovanna inizi con voce ferma unAve Maria, seguita da tutte le donne. Come procede la
vostra missione? chiese Charlotte quando la preghiera fu conclusa. Bene, mia cara, stiamo
preparando i progetti per costruire il monastero. Credo che entro questanno i lavori potranno iniziare.
Padre Nicolas ha gi riunito almeno cinque novizie; io le visito ogni giorno. Il vostro sogno sta per
avverarsi. S, e alcuni eventi quasi miracolosi mi confermano quanto la Vergine voglia aiutarmi. Ora
che il papa mi ha dato il consenso di fondare lordine monastico dellAnnunziata, la mia vita  piena
damore. Gli occhi di Giovanna scrutarono il volto pallido di Charlotte. Tu, piuttosto, come ti senti?
le chiese. Sola. Dovevi andare in Italia. Le nozze di Lucrezia erano loccasione giusta per
ricongiungerti a tuo marito. Stavo preparando la partenza, ma poi... Poi hai ricevuto una graziosa
lettera da tua cugina, la regina Anna, che ti dissuadeva dallaffrontare un viaggio tanto faticoso,
soprattutto per Louise, e ti consigliava di aspettare che fosse Cesare a tornare, per il bene tuo e della
Francia. Come lo sapete? Non  difficile da immaginare. Conosco bene il re e so che si serve della
sua regina per compiti come questi. Sei un ostaggio, Charlotte, devi rassegnarti. Luigi sa che, finch tu
e tua figlia resterete in Francia, Cesare  in suo potere. Charlotte chin la testa. E se invece il re di
Francia le avesse accordato il permesso di partire? Ricord lultima lettera di Cesare che la supplicava
di raggiungerlo e anche le insistenze di Diego Ramires, lufficiale spagnolo che glielaveva consegnata.
Non poteva affrontare quel lungo viaggio, aveva mentito, era malata. Non avrebbe confessato a
nessuno che aveva paura. Paura che lui non fosse pi lo stesso, di ci che avrebbe visto in Italia, di
lasciare le sue sicurezze. Il divieto del sovrano le permetteva di non affrontare il domani e lasciava che
gli eventi decidessero il suo futuro. Il desiderio, per, restava. Non farei mai nulla che dispiacesse a
Sua Maest, ma la nostalgia a volte  difficile da sopportare. Hai ventanni e sei innamorata. Il
giudizio deve in ogni caso prevalere. Il controllo delle nostre passioni  un dono di Dio e tu lhai
ricevuto, devi esserne fiera. Struggersi non ha senso continu la regina. Accetta con serenit questo
divieto. Cesare ha bisogno del re di Francia per completare le sue conquiste. Restando qui lo aiuti, e,
quando avr ottenuto ci che vuole, ritorner. Hai lasciato un segno nel suo cuore. Ne sono certa.
Siamo stati insieme solo due mesi e non sono riuscita a conoscerlo come avrei desiderato. Cesare 
una persona davvero insolita. E la sua famiglia... La sua famiglia  odiata, lo so. I Borgia ci
manipolano per raggiungere i loro scopi. Io stessa, se il papa non avesse annullato il mio matrimonio
con Luigi, sarei ancora regina di Francia... si lasci sfuggire un sospiro. Ma il re ha barattato il
permesso di sposare Anna di Bretagna con un titolo per Cesare. Charlotte chin gli occhi arrossendo.
Tu non ne hai colpa riprese Giovanna e io, in fondo, sono pi felice di prima. Certo essere regina
mi inorgogliva, ma non avrei potuto dare eredi alla Francia. La mia salute me lo impediva unombra
di tristezza offusc il suo sguardo. Sua Santit per mi ha compensata: le mie suore mi riempiono il
cuore di gioia. Anchio vorrei essere felice mormor Charlotte. Vedo smarrimento nei tuoi
occhi... disse la regina con affetto. Hai vissuto la breve vita della farfalla e ora vorresti di nuovo
volare. Charlotte ricacci in gola le lacrime. La gelosia mi tormenta. Mi chiedo se le sue lettere
damore siano sincere. So che ha molte amanti: mi hanno parlato di una donna bellissima che ha fatto
rapire e che tiene rinchiusa chiss dove... forse lama, mentre io non desidero altro uomo che lui. La
regina fece un impercettibile sorriso ironico. Gli uomini si assomigliano tutti, anche i pi straordinari
hanno una vita quotidiana. Prova a immaginarti sempre con lui: inizieresti a conoscere i suoi difetti e a
non sopportarli, ti irriterebbero le sue critiche, soffriresti per i suoi palesi tradimenti, vederlo
invecchiare ti farebbe tristezza e poi, non essere ingenua Giovanna le cinse le spalle. Non confondere
lo sfogo di un giovane maschio con lamore che prova per la sua sposa. Ho sentito anchio la storia di
quel rapimento: la donna  la moglie di un condottiero della Repubblica di Venezia. Con te Cesare 
sempre gentile, ti manda splendidi doni e sta gi pensando al futuro di Louise promettendola a un
Gonzaga. Mi scrive di raggiungerlo al pi presto con nostra figlia e afferma che il suo pensiero 
sempre con noi. Mi ha dato pieni poteri sulle nostre terre qui in Francia, ma anche questo non so come
interpretarlo... Charlotte si tormentava le mani. Si fida davvero o si disinteressa? Sembra che per lui
conti solo lItalia. Anche il nostro re subisce il richiamo di quel paese, e con la bella stagione vi
ritorner. La regina si interruppe per riflettere, poi le chiese: Perch sei corsa fin qui in mezzo alla
neve? Non certo per parlare di politica. Charlotte alz lo sguardo e domand: Chi  mio marito? A
volte guardo Louise e mi domando quanto abbia ereditato da lui.  una Borgia, vivr circondata
dallodio? Crescendo mi nasconder le sue verit? Giovanna la osserv a lungo prima di rispondere.
Cesare  luomo che ti scrive lettere appassionate, ma anche il guerriero che stermina i nemici,  il
cortigiano che danza con grazia, il cacciatore che abbatte le prede, il conversatore che incanta, il
politico che molti temono, e altri uomini ancora. Io penso solo allamante che ho conosciuto...
aiutatemi a capire. Non tormentarti, Charlotte, pensa invece che esiste anche un amore meno terreno.
 pi appagante, per quanto possa sembrare assurdo, e aiuta a superare le bassezze umane. Vi riferite
allamore di Dio?  lunico amore a cui aspiro ora. Sei come una figlia per me e perci desidero farti
una confidenza. Quando Luigi dichiar di non aver mai consumato il suo matrimonio con me mi sentii
umiliata dalla sua falsit. Poi compresi che in quei ventidue anni non avevo potuto fare nulla di quanto
avevo desiderato perch ero soggetta alla sua volont. Essere legata per sempre a un uomo non
significa essere felice. Io mi sono liberata dalla passione della carne e sono libera di amare Dio e di
aiutare le sue creature. Non sono ancora pronta a questo, mia regina. Lo sarai, non c fretta.
Quando le tue ali di farfalla si faranno ali daquila capirai. Le due donne si alzarono e si
abbracciarono. Pi tardi, sola nella sua stanza, Charlotte pianse. Amava Cesare e lo desiderava dentro
di s. Era cos dalla prima notte. Non le erano serviti i consigli della balia e delle dame di corte. Cesare
non le aveva dato tempo di provare n imbarazzo n angoscia. Appena erano rimasti soli aveva lacerato
la sua camicia e glielaveva sfilata. Lei non si era mossa, era rimasta nuda, con gli occhi di lui piantati
addosso e lo aveva osservato, senza abbassare lo sguardo, mentre si toglieva gli abiti e mostrava la sua
erezione. Ricordava ancora il calore del suo respiro mentre le accarezzava i seni e le mordeva i
capezzoli. Col diritto del possessore aveva insinuato le dita dentro di lei. No, non aveva avuto il tempo
di provare vergogna quando lui era entrato nel suo corpo con decisione e aveva sentito il suo umore
diventare abbondante. Una fitta le aveva fatto capire che la sua verginit si era sciolta con il sangue che
le scendeva lungo le cosce. Prendendola lui le aveva parlato, ma lei non ricordava le parole, ricordava
solo i toni bassi, a volte scherzosi, della sua voce e le sue mani che non avevano mai smesso di
accarezzarla. Laveva presa pi volte e ogni volta era stata diversa. In una notte aveva conosciuto
lamore. E ora, forse proprio in quel momento, lui stringeva tra le braccia unaltra donna, la toccava
impaziente, la riempiva del suo seme caldo... Charlotte si morse le mani per non singhiozzare. Cesare
non lamava, lei era solo una pedina sulla strada del suo successo. Perch tormentarsi allora sapendo
che laveva sposata solo per avere un titolo, per legarsi alla Francia, per nobilitarsi agli occhi del
mondo? Quante domande avrebbe voluto fargli in quei due mesi e invece, soggiogata dai suoi baci
ardenti, dalle sue carezze e dalle sue lusinghe, si era abbandonata allamore senza riserve. La regina le
parlava dellamore di Dio e lei invece aveva il fuoco tra le gambe.  Io in breve pu venire pi che mai
tuo servitore: non pensar possa morire el mio corpo senza el core. Oim, che il mio amore mi d pena
e grave doglia!
Prese la penna e la intinse nellinchiostro. Gli avrebbe scritto parole gentili per blandirlo: non se lera
sentita di affrontare un viaggio tanto lungo dopo una recente indisposizione... si augurava che Lucrezia
fosse giunta felice al suo sposo, aveva un dono per lei che sperava le fosse presto consegnato da suo
fratello il cardinale Amanieu... avrebbero trovato unaltra occasione per conoscersi... e lui era in buona
salute? Si congratulava per la conquista dellIsola dElba... Louise stava bene, cresceva e lo aspettava...
Quando poi sar tornato a lantico albergo e loco, per lontano essere stato non negar questo fia poco:
ritornianci al primo loco per empir questa gran voglia...
6
La tempesta
Al largo di Porto Ercole
3 marzo 1502
Un vento forte e persistente proveniva dai quadranti meridionali. Le sei galee pontificie, partite da
Piombino tre giorni prima, non riuscivano a mantenere la rotta per rientrare a Civitavecchia. I capitani
tenevano le navi alla cappa sperando che le condizioni del tempo migliorassero e fosse possibile
riprendere la navigazione, ma lo scirocco rinforzava con il trascorrere delle ore. Il mare, torbido e
furioso, tormentava i naviganti. Francisco Troches, segretario al seguito dei Borgia, si aggrapp a un
tavolo per non cadere. Nellelegante cabina, situata nellalzata di poppa, un cumulo di carte e oggetti si
muovevano a terra seguendo il rollio della galea. Chino in un angolo, il cardinale Luigi Borgia dava di
stomaco tra lamenti e imprecazioni. Portate dei secchi e degli stracci! grid il Troches affacciandosi
sul ponte, poi rivolgendosi al cugino del papa disse: Eminenza, fatevi forza,  meglio andare in
coperta. Raggiungiamo Sua Santit. Quando un mozzo accorse per ripulire, Francisco tent di far
rialzare il prelato che stava in ginocchio davanti a lui. Perch ieri Rodrigo non ha voluto salire a bordo
di quel vascello inglese? farfugli il cardinale Luigi mentre tentava di mettersi a sedere. Ci avrebbe
salvato da questa tempesta! Non si fida degli inglesi. Questo dannato vento cesser prima o poi.
Siamo in vista della costa e appena possibile approderemo. Il Troches si accorse di parlare da solo. Il
cardinale era scivolato di nuovo a terra privo di conoscenza e ogni tentativo di rianimarlo risult del
tutto inutile. In fondo, pens Francisco uscendo sul ponte, era meglio per lui restare in quello stato di
torpore. Il papa, con Cesare, sei cardinali e alcuni prelati, aveva intrapreso quel viaggio per visitare la
fortezza di Piombino, da poco strappata alla famiglia Appiani. Era una roccaforte situata in un luogo
strategico per chi come il Valentino progettava di allargare i suoi domini verso la Toscana. Rodrigo
aveva ostentato pompa e sfarzo per impressionare i nuovi sudditi. Il Troches guard la sedia gestatoria
con baldacchino doro che Rodrigo Borgia aveva voluto portare con s. Legata a un parapetto con
robuste cime, era uno spettacolo stridente in quella confusione per nulla regale. Gli ululati del vento
coprivano le grida dei marinai che si passavano gli ordini, inveivano o cantavano nenie da galeotti. Era
un equipaggio formato da disperati e delinquenti abituati a vedersela brutta e quindi a non farsi
prendere dallo sconforto; i passeggeri, invece, spossati dal mal di mare e dalla paura, erano allo stremo
delle forze. Francisco aveva gioito quando il papa lo aveva voluto sulla sua galea. Sullaltra cera
Cesare e stare lontani dallo sguardo cupo del Valentino era un sollievo. Lavorando per lui si era reso
conto che era un uomo granitico, affascinante ma anche sfuggente. Quando era di buonumore era
affabile, ma se si contestavano le sue opinioni, o si era in difetto nei suoi confronti, la sua presenza
diventava una nube minacciosa. La sorveglianza che esigeva sulloperato altrui era esasperante almeno
quanto i suoi silenzi e limprevedibilit delle sue decisioni. Francisco aveva imparato a non chiedersi il
motivo di questa volubilit cercando di adattarsi alla mutevolezza delle situazioni. Ora per la sua
ammirazione si stava raffreddando e la sua dedizione per il figlio del papa iniziava a incrinarsi.
Francisco, vieni qui! Era la voce di Rodrigo che lo chiamava. Il Troches si gir e vide il Borgia
vicino al timone mentre unondata violenta si schiantava sulla coperta della nave. Ges! grid il
pontefice. Questa era potente! Il segretario si avvicin barcollando. La luce era scarsa nonostante
fosse met mattina. Santit, il cardinale Luigi sta male.  svenuto in cabina disse Francisco.
Lascialo l,  un uomo senza ossa! Eccone unaltra, stai gi! Capitano, vedete la galea del duca
Valentino? No, Santit, la foschia limita la visibilit. Poco fa per era dietro di noi. Cercatela
ordin il papa. Ci vuol altro che uno scirocco imprevisto a frenare la sua spavalderia, pens Francisco;
 convinto di avere protezioni celesti. Rodrigo si era gi salvato una volta da un naufragio e gli aveva
raccontato molte volte di essere vivo grazie alla Vergine, alla quale era molto devoto. Dov il
cambusiere? grid ancora il pontefice. Ho fame. Il Troches e il capitano restarono in silenzio,
sconcertati dalla richiesta. Negli ultimi due giorni erano circolate gallette e qualche mela, ma a nessuno
era venuto in mente di cucinare. Santit,  rischioso tenere acceso il fuoco con questo vento e questi
scossoni. Dovremo morire annegati e anche a stomaco vuoto? Avanti, non mi direte che questo mare
 il peggiore che avete visto! No, Santit, per... Si interruppe vedendo Rodrigo che, investito da
violenti schizzi salati, si era girato a guardare alcuni membri dellequipaggio chini a vomitare.
Vigliacchi senza fede, fate il vostro dovere e pregate! La voce alta del pontefice raggiunse anche
lultimo mozzo. Cantate il Pater Noster e vedrete che il Signore vi ascolter! Ora qualcuno mi dia da
mangiare. I marinai si misero a recitare la preghiera e il cambusiere corse a friggere del pesce. Un
uomo come questo, ammise tra s Francisco, merita il posto che occupa. Con gli anni la figura del papa
si era appesantita, ma questo aveva conferito imponenza e autorevolezza alla sua persona e, se il suo
viso aveva perso la maschia bellezza di un tempo, il fuoco ardeva ancora negli occhi neri. La galea
intanto gemeva sotto le bordate delle onde. Il timoniere aggrappato alla grande barra tentava di
governare la nave, mentre il nostromo cercava di farsi obbedire dallequipaggio. Quanto dista
Civitavecchia? gli chiese il papa superando il mugghio del vento. Non molte miglia, Santo Padre gli
rispose il timoniere. Ma con questa maledetta burrasca in peggioramento non so dirvi tra quanto
entreremo in porto. Si placher! Pensate alla barca di Pietro, anche quella affront la tempesta, ma
bast la presenza del Signore a sedarla. E voi avete il papa qui! Vi dico che sbarcheremo sani e salvi. Si
fa vivo o no il cambusiere? E dov il capitano?  a prua, Santit, sta cercando di comunicare con la
nave del duca, ma non c verso di tenere accese le torce per illuminare i segnali... Attenzione!
Unonda enorme aveva sollevato la capitana e poi laveva di nuovo schiantata sullacqua. Ges mio!
invoc Rodrigo cadendo su una cima adugliata. Fra i marinai si fece silenzio, qualcuno si segn mentre
il Troches cercava di rimanere in piedi tra sussulti e secchiate violente. Unaltra ondata colp la nave. Il
segretario e Rodrigo caddero uno sullaltro scivolando verso il parapetto. Santit, rientrate
sottocoperta! lo supplic il comandante aiutandolo a rialzarsi. Ma Rodrigo, ignorando il suo
suggerimento, chiese: Con il duca avete comunicato? No, Santo Padre grid il capitano per
superare il fragore della tempesta. Non riusciamo pi a vedere le altre galee. Cercate di sapere se
sono tutti vivi e datemi da mangiare. Il papa sedette vicino al boccaporto incurante del vento che non
accennava a placarsi. Invece la pioggia era cessata, lasciando per il cielo ancora fosco e minaccioso.
Francisco, vieni qui accanto a me disse Rodrigo al segretario mentre il cuoco gli serviva un piatto di
pesce fritto. Ne vuoi? Grazie Santit, non ho fame. Che ne dici di questo viaggio? gli domand
Rodrigo iniziando a mangiare. Il Troches si irrigid. In quella situazione non era facile concentrarsi, ma
doveva misurare le parole per non scoprirsi con quella faina. Mi sembra una missione ben riuscita
inizi in tono convenzionale, schivando uno scroscio. La popolazione vi ha accolto con molto calore
e... Via Francisco, non voglio una risposta da diplomatico. Dimmi invece le tue impressioni sul fatto
che pi diventiamo potenti e pi siamo detestati. Il Borgia butt i resti nel piatto pulendosi le mani in
un panno fradicio. Temo per la vita di Cesare. Unombra nera attravers lo sguardo del pontefice.
Non dovete preoccuparvi Santit, noi... Le sue parole vennero interrotte dallarrivo del nostromo che
inchinatosi davanti al pontefice disse: Santit, abbiamo avvistato la galea del duca Valentino davanti a
noi. Il capitano vi prega di raggiungerlo a prua. Il papa aiutato dal Troches si avvicin alla prora e
scorse nella nebbia la galea di Cesare dalla quale veniva calata in mare una scialuppa. Alcuni marinai
vi stavano scendendo appesi a una biscaglina. Chiedete che intenzioni hanno ordin il Borgia
guardando inquieto la piccola imbarcazione che oscillava su montagne dacqua. Ci vollero alcuni
minuti prima di avere una risposta ai segnali. Cercano di raggiungere la costa e il duca Valentino 
con loro. Rodrigo scagli unimprecazione in catalano. Ne siete certo? chiese, ma poi scuotendo la
testa riprese: S,  lui, lo riconosco. Intanto la scialuppa si era allontanata dalla galea e i vogatori
spingevano sui remi dirigendo la prua verso riva. Rodrigo si muoveva incollerito incurante del
beccheggio che lo faceva barcollare. Unaltra delle sue bravate! esclam fissando la scialuppa che si
allontanava diventando sempre pi piccola.  un impulsivo, ha sempre fretta continu seguendo con
lo sguardo la barca che spariva e riappariva tra i marosi. Il Troches lo sent sussurrare per alcuni istanti
una preghiera alla Madonna e poi dire al capitano: Lapprodo  possibile? Non temete, Santo
Padre... guardate, sono quasi a riva. Il papa si lasci sfuggire un sospiro di sollievo: aveva visto la
figura nera e svelta di suo figlio scendere dalla scialuppa. Con un simile condottiero ogni popolo si
sentir sicuro! rise Rodrigo stringendo un braccio al suo segretario. Aveva dimenticato lapprensione
di pochi istanti prima e pensava di nuovo alla gloria futura del figlio. Francisco detestava quei continui
cambiamenti di umore. Servire il papa e suo figlio senza dubbio gli procurava molti privilegi, oltre che
una buona remunerazione, ma era soprattutto la speranza di una nomina a cardinale che lo teneva
legato ai Borgia. Un sogno che gli sembrava sempre pi realizzabile ora che era diventato
indispensabile per la loro intricata diplomazia. Non li stimava per. I Borgia conservavano ancora la
loro originaria volgarit. Aggrappandosi a una cima Francisco pens che per il momento doveva tenere
per s i suoi giudizi se non voleva passare per traditore e finire strangolato. Ma forse cera una via
duscita: il re di Francia lo apprezzava e ascoltava sempre con piacere le sue parole...
...
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...
FINE Parte 3.